Posts tagged ‘Claudio Fava’

novembre 29, 2009

Sinistra e Libertà non diventi un’enclave massimalista.

All’assemblea regionale del PD pugliese Massimo D’Alema ha  smontato l’autocandidatura di Niki Vendola a guidare la coalizione di sinistra per le prossime elezioni regionali. “Dobbiamo fare noi quello che avrebbe dovuto fare Vendola e non ha fatto: chiamare le forze politiche a discutere programmi e prospettive senza fare veti e pregiudiziali”.Queste le parole di D’Alema. Dal canto suo l’attuale governatore della Puglia ha dichiarato “Non solo vado avanti malgrado tutto e tutti ma vado avanti perché tutto e tutti mi spingono ad andare avanti”, perché il pericolo di riconsegnare la Puglia alla destra è strettamente connesso al tentativo di rimozione del significato profondo che la Primavera pugliese ha avuto nel 2005 e ha avuto nel corso della stagione di governo. “ Queste posizioni, entrambe rispettabili, così distanti e apparentemente inconciliabili pongono un problema di fondo, senza l’UDC le elezioni in Puglia non si vincono, perché questo partito che oggi sembra aver assunto il ruolo che fu dell’Udeur, secondo le stime di previsione conta in Puglia su una fetta di elettorato del 7, 8 %. Sono proprio questi 7,8 punti a levare e mettere che fanno la differenza e potrebbero determinare la vittoria dell’una o dell’altra coalizione. In Campania la situazione è analoga. L’altra sera nella sua visita ad Avellino Claudio  Fava, leader di Sinistra Democratica e padre fondatore di Sinistra e Libertà ha posto lo stesso problema con toni molto meno concilianti di Niki Vendola.

Parlando infatti delle elezioni regionali ha scartato bbio la possibilità di un accordo con l’UDC ed ha criticato la telefonata che il segretario Regionale del PD Amendola avrebbe fatto all’on.le De Mita, per esplorare la possibilità di un accordo per le elezioni regionali. Ha detto Fava che la telefonata di Amendola “è un atto di politica vecchia”. La presa di posizione di Fava condivisa da tutto il gruppo che fa riferimento a Sinistra Democratica pone una serie di problemi sia all’interno di Sinistra e Libertà, sia di prospettiva politica e di programmi. Se, infatti, il gruppo che si riconosce in Fava pone delle pregiudiziali così nette, vuol dire  che non ci si pone in termini di governabilità, ma si fa fin da ora una scelta di campo non condivisibile. La regione Campania non deve essere governata dalla destra è la nostra battaglia deve essere quella di fare il possibile perché il governo della regione rimanga alla sinistra. Come socialista non mi accontenterei mai di decidere di rivestire un ruolo, seppur nobile, di oppositore. Possiamo governare, dobbiamo governare. Come in Puglia, però, così in Campania i voti dell’UDC servono ed il peso politico, prima che elettorale dell’on.le De Mita è ancora fondamentale. L’UDC infatti conta più o meno quanto conta in Puglia, setto otto punti percentuali che potrebbero dare al centrosinistra la vittoria. D’altro canto non si può stare all’opposizione per professione. La sopravvivenza di Sinistra e Libertà passa anche per le elezioni regionali, che sono una battaglia da vincere. Sbaglia Fava quando afferma “Non farei coincidere il Progetto con le regionali, che certo non sono un giudizio universale, ma una tappa.” La costituente socialista è morta proprio perché non seppe dare una risposta adeguata alle elezioni  anticipate a seguito della caduta del governo Prodi, sarebbe un suicidio politico rinchiudersi in un massimalismo di cui sinceramente non si sente il bisogno. E. poi, cosa rimarrebbe di Sinistra e Libertà in Campania dopo cinque anni di governo del centro-destra, con personaggi come Cosentino, Cesaro e simili? Sono socialista e moderato per carattere, non mi farò risucchiare in logiche che non mi appartengono e che ci porteranno alla sconfitta e all’isolamento. L’uscita di una parte dei socialisti da Sinistra e Libertà non ha causato la fine del progetto, ma col discorso di Fava le conseguenze si cominciano, purtroppo, a vedere.

Beppe Sarno

novembre 13, 2009

Cattivi maestri.

casa incendiataNon ho parole! Dopo la rottura fra i socialisti e gli esponenti di sinistra e libertà sulla questione delle canditure in Toscana è stata chiesta una riunione urgente del coordinamento di SEL. Nencini, ha preferito defilarsi, lasciando nei guai Marco  Di Lello, che al momento della votazione ha abbandonato la riunione. A quel punto è stato votato un documento che impegna Sinistra e Libertà a presentarsi col proprio simbolo in Toscana già dalle prossime primarie. La delibera  è stata impugnata dai tesorieri per chiedere formalmente l’invalidazione del voto e per diffidare il coordinamento dalla pubblicazione sul sito del dispositivo contestato. Di fronte alla scelta del coordinamento di pubblicare ugualmente il testo contestato, il Ps ha scelto di oscurare il sito, di cui è formalmente proprietario. Questo strappo purtroppo segna la morte di sinistra e libertà. Berlusconi vince non solo a destra, ma fa vittime anche a sinistra.  Infatti il PS nel suo sito dichiara che la decisione di oscurare il sito di S e L è stata non solo del PS ma anche dei verdi, e di sinistra e Libertà. Inoltre Il Segretario del partito socialista , Riccardo Nencini ha convocato la segreteria nazionale il prossimo mercoledì per esaminare la situazione che si è inopinatamente determinata e per assumere le conseguenti determinazioni  e parlando al congresso dei radicali ha affermato .” . Sono sempre più convinto che l’Italia abbia bisogno di una ‘triplice intesa’ innanzitutto tra Pd, Socialisti e radicali, per dare vita a un nuovo centrosinistra in grado di proporsi come vera alternativa di governo al centrodestra.”

La decisione di oscurare il sito di Sinistra e Libertà è un grave atto di intimidazione politica che mette il segretario socialista Nencini alla stregua di un dittatorello sudamericano. Il sito era di tutti e tutti avevano il diritto di esprimere le proprie opinioni anche in difformità del coordinamento ed anche in difformità delle decisioni di Bagnoli. I socialisti, quelli veri, non usano la censura come strumento di lotta politica, ma il dialogo anche violento ed acceso ma leale e democratico, caro Nencini.

D’altronde non è da ieri che il Ps cercava di rompere l’alleanza di Sinistra e Libertà alla quale forse non aveva mai creduto. Il nuovo progetto di Nencini rispolvera un vecchio progetto dello SDI di Boselli che vedeva radicali, socialisti a supporto del PD. Spero sinceramente che sinistra e libertà si salvi e non affoghi nel mare dell’egoismo di Binetti/Nencini. La decisione di affossare S e L pone un serio problema politico e come al solito a pagarne le conseguenze sono i compagni di base che dopo aver lavorato per mesi ad un progetto politico affidabile debbono rimboccarsi le maniche e ricominciare da zero.

P:S. questo blog è a disposizione di tutti i compagni che ne dovessero aver bisogno e non sarà oscurato per nessun motivo.

novembre 11, 2009

…e Silvio dice:”tieni duro e vai avanti”.

 Ha ragione Gennaro Imbriano quando afferma a proposito del caso Cosentino, che “non si tratta di sciocchezze da minimizzare” e quando si preoccupa del pesante clima di illegalità che investe la Campania. Il problema grave è però che non solo la destra lascia passare nel silenzio e nell’indifferenza comportamenti illegali, ma anche la sinistra relega il problema dell’illegalità diffusa nel territori della Campania come un fenomeno marginale buono solo a riempire le pagine della cronaca quando ci scappa il morto. Non è così. Secondo quanto riferiscono i giornali dalle pagine dell’inchiesta della magistratura napoletana emerge una situazione assolutamente raccapricciante: Cosentino avrebbe costruito la sua carriera politica ed economica grazie ai favori della camorra ed in particolar modo del Clan Bidognetti e il Clan Schiavone. Malgrado ciò Silvio Berlusconi invita Cosentino a tenere duro ed andare avanti nella sua corsa alla candidatura per le elezioni regionali del 2010. Cosentino è stato eletto deputato per quattro volte di seguito e secondo i magistrati con i voti della camorra. Se si candida alla presidenza della Regione Campania avremo un presidente eletto con i voti della Camorra. Questo è quello che vuole la destra. L’aria che tira è questa. La Regione Campania èa diventata una provincia della Colombia, mentre centinaia di aziende chiudono, mandando a casa migliaia di operai e facendo fallire tanti piccoli imprenditori la delinquenza organizzata è arrivata nelle stanze alte del potere. Se in Italia c’è un’emergenza democratica, in Campania la situazione è di una drammaticità devastante. Niki Vendola, in occasione delle elezioni Europee ebbe a dire «Ad una emergenza democratica si deve rispondere con un eccezionale sussulto democratico nel Paese e nelle istituzioni” Quell’invito oggi è più che mai attuale e tutta la sinistra ha l’obbligo di farlo proprio perché   oggi più che mai per salvare la democrazia ed evitare che la camorra si impossessi delle istituzioni, più di quanto ha già fatto, occorre mettere da parte le diatribe sulla divisioni ideologiche sulle proprie culture di provenienza e presentarsi alle elezioni regionali uniti. Sinistra e libertà può e deve fare la sua parte. Non basta come fa Claudio Fava chiedere a Cosentino di farsi da parte. Questo serve solo a mettersi la coscienza a posto ma non risolve il problema. Sinistra e Libertà ha l’obbligo morale di mobilitarsi per creare le condizioni per vincere la battaglia elettorale regionale. Se Cosentino si fa da parte, chi gli succederà nella candidatura alla presidenza della regione prenderà egualmente i voti della camorra. Questo non deve succedere. La destra, tutta la destra, persegue un progetto criminale, fermiamola finchè possiamo farlo.

novembre 8, 2009

Qualcosa di sinistra.

roberto savianoSe Nicola Cosentino dovesse essere il candidato del Pdl in Campania, Saviano accetti di candidarsi alle regionali. Questa la proposta lanciata da Claudio Fava di Sinistra e Liberta’ in una lettera aperta allo stesso Saviano, pubblicata su ‘L’Unita”. “Caro Saviano -scrive Fava- due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilita’ a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non e’ stato uno sgarbo ne’ una forzatura ma una necessita’ civile. Perche’ a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione”.

“Il candidato che la destra quasi certamente presentera’ si chiama Nicola Cosentino -aggiunge Fava- sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del Pdl in Campania e ‘uomo a disposizione dei Casalesi’, secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli”. L’esponente di Sl sottolinea come “chiunque” al posto di Cosentino “avrebbe fatto un passo indietro fino a che non fosse spazzata via l’ombra di un sospetto cosi’ lacerante. Chiunque: non Cosentino”.

“Che si fa, dunque -si chiede Fava- se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d’un candidato comunque, purche’ abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia? E pazienza se poi colui che rischia di vincere andra’ a governare in nome dei voti suoi e di quei sospetti… Io dico di no. E per questo, caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu”.

ottobre 27, 2009

La questione morale