Posts tagged ‘clarence clemons’

gennaio 15, 2012

Bruce Springsteen, il nuovo album è ‘Wrecking ball’ – Buonanotte compagni.

Sarebbe “Wrecking ball” il titolo del nuovo album di Bruce Springsteen, previsto in pubblicazione in Italia il prossimo 6 marzo. Prodotto da Ron Aniello, che recentemente si era occupato anche dell’album della sua signora, Patti Scialfa, il nuovo album del Boss sarà preceduto in gennaio dal primo singolo, “We take care of our own”.  I boatos delle ultime ore avevano già preannunciato il prossimo come il disco “più arrabbiato” di Springsteen e “Wrecking ball” (‘palla da demolizione’),  che è anche il titolo del brano rivelato al pubblico durante la striscia di concerti tenuta dalla band in New Jersey nell’ottobre 2009, scritto in celebrazione del Giant Stadium e poi pubblicato come maxi singolo in vinile (qui il testo), rende l’idea. Altri nuovi brani sono “Jack of all trades”, “Easy money”, “We are alive” e “You’ve got it”, cui si aggiunge una versione del semi-inedito “Land of hopes and dreams”, che incorpora un assolo di sax del compianto Clarence Clemons, prelevato direttamente da un’esibizione live tratta dall’ultimo tour con la E Street Band in cui la canzone era stata ripetutamente suonata, per poi fare la propria comparsa in “Bruce Springsteen and the E Street Band: Live in New York City”.

giugno 30, 2011

Bruce Springsteen ricorda Clarence Clemons.

Bruce Springsteen a cuore aperto. Il Boss ha postato nella home page del suo sito brucespringsteen.net, un riassunto dell’elogio funebre recitato ai funerali del suo amico e sassofonista Clarence Clemons, anzi semplicemente «C» come lo chiama. Un discorso pieno di dolcezza, di ricordi, di commozione e di onestà, anche nel descrivere i difetti dell’uomo, come solo un amico sa e può fare.

«Quelli che sono entrati nella vita di Clarence, hanno condiviso con lui il suo amore e la sua confusione», dice il Boss. Springsteen si rivolge ai tre figli di Clemons: «Vostro papà ha vissuto facendo quello che voleva fare e lasciando che le schegge, umane e non solo, cadessero a caso. Come molti di noi, era capace di grandi gesti ma anche di fare casini pazzeschi». Certo, sottolinea Springsteen, «ci voleva un paese intero per prendersi cura» di lui ma «quando accendeva la lampadina dell’amore illuminava il tuo mondo». Bruce ci porta dietro le quinte della E Street Band. Ricorda che sin dall’inizio della carriera «Clarence lo sciamano» negli alberghi e nei camerini costruiva il «Tempio del Soul», una zona intima con «sciarpe colorate sulle luci, candele profumate, incenso, patchouli, erbe e musica» e fortunato chi ci aveva accesso.

giugno 20, 2011

È morto Clarence Clemons: onore a una leggenda del rock.Rest In Peace Big Man

È morto sabato notte Clarence Clemons, lo storico sassofonista della E Street Band di Bruce Springsteen, dopo che una settimana fa era stato colpito da un ictus mentre si trovava nella sua casa in Florida. Il Boss si è detto «distrutto dal dolore», riferisce la Cnn: «Ha sempre dato il massimo, ogni volta che è salito sul palco. Era un grande amico, il mio socio», ha aggiunto Springsteen. «Clarence ha vissuto una vita meravigliosa. Amava il sassofono, ha amato i nostri fan e ha dato tutto quello che aveva ogni sera sul palco».

Clemons nacque a Norfolk, in Virginia, l’11 gennaio del 1942. All’età di 9 anni suo padre gli comprò un sax alto come regalo di Natale e gli pagò alcune lezioni di musica. Ma ben presto Clarence scelse il sax baritono e iniziò a suonare nella jazz band della sua scuola superiore. Lo zio influenzò profondamente la crescita musicale di Clemons quando gli regalò un disco di King Curtis. Tra il 1961 e il 1965 al Maryland State College Clemons Clemons formò la sua prima band The Vibratones che suonava cover di James Brown.

La prima volta che Bruce incontrò Clemons fu nel settembre del 1971. Nel luglio del 1972, Springsteen incominciò la registrazione del suo disco di debutto “Greetings from Asbury Park, N.J.”

giugno 19, 2010

Buonanotte compagni.

Come diceva Bruce Springsteen “la vita ha i suoi paradossi”come il rock ” che porta con sè una certa gioia, una felicità che è ciò per cui vale la pena vivere, ma parla anche sempre del gelo e della solitudine che abbiamo dentro.” Forse per questo The River è un album doppio forse per mettere tutti i sentimenti del boss: E’ l’epopea dell’uomo comune e parla di matrimoni, di tragedie sentimentali, drammi reali o immaginati sull’autostrada. Questo album è la sintesi di quattro decenni di rock. Impresa epica la sua, ma che solo il figlio di un autista di autobus della costa sud del New Jersey,poteva fare e ce la fa.

Non mi trattare male Antonio.(beccati questa)