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gennaio 20, 2013

Sos Legambiente, meta’ citta’ italiane oltre i limiti smog.

Smog: Legambiente, meta' citta' italiane oltre i limiti Smog: Legambiente, meta’ citta’ italiane oltre i limiti

ROMA – Nel 2012 i principali centri urbani del nostro Paese hanno sforato i livelli di polveri sottili (Pm10).In testa per smog, Alessandria, Frosinone e Cremona. L’allarme sull’inquinamento atmosferico è di Legambiente con il rapporto ‘Mal’arià che registra in 51 città su 95 il superamento del ‘bonus’ di 35 giorni all’anno di 50 microgrammi a metro cubo di valore medio giornaliero. La Pianura Padana è classificata come “zona critica con 18 città tra le prime 20”;ma per lo smog rischi per “la salute” in tutta Italia.

Tra le prime 10 città della classifica ‘Pm10 ti tengo d’occhiò c’é anche Milano con 106 giorni di superamento dei limiti di legge, oltre alle prime in classifica, Alessandria (123 giorni di sforamenti), Frosinone (120), Cremona (118) e Torino (118). Ma non è solo il nord a soffrire di cattiva qualità dell’aria: al ventesimo posto si piazza Napoli (85 giorni) a seguire Cagliari (64), Pescara (62), Ancona (61), Roma (57) e Palermo (55). Secondo il rapporto di Legambiente lo smog (Pm10 e Pm 2,5), ossidi di azoto (Firenze, Torino, Milano e Roma sono ai primi posti), ozono (prime le città del nord, da Mantova a Lecco), e la rumorosità (i decibel più alti si hanno Roma, Milano, Genova e Napoli) “minano salute e sicurezza dei cittadini”; per questo sono necessari “interventi immediati per città più vivibili, moderne e sicure”.

agosto 1, 2012

Peggiora la qualità dell’aria nelle città italiane.

L’indagine annuale dell’Istat “Dati ambientali nelle città” rivela come lo stato di salute delle città italiane non sia sicuramente dei migliori; anzi i rilevamenti ci informano come la qualità dell’aria sia in netto peggioramento. Nel 2011, nei capoluoghi italiani, si è registrato il superamento del valore limite dei PM10 per 54,4 giorni: il dato segna un aumento rispetto agli ultimi anni, nel corso dei quali i valori erano addirittura diminuiti passando dai 68,9 giorni del 2007 ai 44,6 giorni del 2010.

L’incremento, si evince dai dati, riguarda soprattutto i capoluoghi del nord Italia, che in media hanno superato i valori di PM10 di ben 20 giorni in più rispetto all’anno precedente. Ovviamente si tratta di dati da prendere con le pinze: il superamento di tali valori non è infatti sinonimo di inefficienza totale nella gestione delle emissioni nei vari settori (residenziale, trasporti, industriale) come, allo stesso modo, non va dato alcun premio a quei Comuni che hanno fatto registrare dei valori definibili non pericolosi per la salute delle persone.

Sui numeri che emergono sulla qualità dell’aria giocano infatti tantissimi fattori: in molti casi per esempio i capoluoghi molto vicini al mare potrebbero far registrare dei valori ben al di sotto delle medie a causa della maggior incisività dei venti in queste aree rispetto a quanto non succeda a quei Comuni ubicati sulla pianura Padana, spesso indipendentemente dall’attuazione o meno di politiche di mobilità sostenibile o regolamenti ferrei per la regolamentazione delle emissioni nel settore residenziale.

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