Posts tagged ‘Ciriaco De Mita’

agosto 2, 2011

Poi non lamentatevi se la gente s’incazza.

Ciriaco De Mita, 83 anni, Parlamentare Europeo Udc – 20 mila euro lordi al mese, 34 mila euro mensili di costo per i cittadini – è in assoluto uno tra i deputati più assenteisti del Continente (715° su 736). Oddio, anche lui ha i suoi buoni motivi …

No no no io do subito la mia spiegazione … non è vero che la mia valutazione relativa alle presenze è “scarsissimo”, altrimenti dovrei subire la decurtazione dell’indennità, e non c’è! … vuol dire che la mia presenza è “sufficiente” … ma ecco quali sono le circostanze: i mezzi di trasporto dall’Italia a Strasburgo sono di una difficoltà rara, normalmente bisogna prendere due voli, c’è un solo volo diretto da Roma che parte il lunedì e rientra il mercoledì … la seduta che diventa oggetto di statistica si chiude il giovedì a mezzogiorno … se io salto … se mi fermassi fino a mezzogiorno sarei costretto a fare un giro per Parigi e poi rientrare a Roma …

marzo 11, 2011

Ciriaco De Mita, parente ‘e nu ricuttaro.

Questa l’avevo dimenticata! Che Meraviglia!

aprile 29, 2010

Alto Calore: due indizi fanno una prova.

Alto Calore: Pdl-Udc pronti a mandare via Maselli

Pdl e Udc pronti al ribaltone all’Alto Calore servizi. I numeri sono dalla parte della coalizione di centrodestra che nell’assemblea in programma lunedì prossimo con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio prepara la “defenestrazione” del presidente Pd Franco Maselli. In queste ore Pdl e Udc serrano i ranghi e si infittisocno gli incontri con i sindaci di area, quelli che fanno parte dell’assemblea dei soci dell’ente. Stando a quanto emerso, Pdl e Udc in provincia di Avellino avrebbero il 49% delle quote alle quali si aggiungerebbero quelle degli amministratori dei comuni della provincia di Benevento che fanno parte della società. In totale si arriverebbe al 54%: quota utile a determinare un cambio nei vertici di corso Europa.Se due indizi fanno una prova, l’attacco concentrico da parte della destra e di Fierro, che invece appartiene allo schieramento amici di Maselli, dimostra che c’è un piano concerato per portare l’acqua all’Acea e sottrala alla mano pubblica. Da questo momento Fierro non ha più alibi.

novembre 29, 2009

Sinistra e Libertà non diventi un’enclave massimalista.

All’assemblea regionale del PD pugliese Massimo D’Alema ha  smontato l’autocandidatura di Niki Vendola a guidare la coalizione di sinistra per le prossime elezioni regionali. “Dobbiamo fare noi quello che avrebbe dovuto fare Vendola e non ha fatto: chiamare le forze politiche a discutere programmi e prospettive senza fare veti e pregiudiziali”.Queste le parole di D’Alema. Dal canto suo l’attuale governatore della Puglia ha dichiarato “Non solo vado avanti malgrado tutto e tutti ma vado avanti perché tutto e tutti mi spingono ad andare avanti”, perché il pericolo di riconsegnare la Puglia alla destra è strettamente connesso al tentativo di rimozione del significato profondo che la Primavera pugliese ha avuto nel 2005 e ha avuto nel corso della stagione di governo. “ Queste posizioni, entrambe rispettabili, così distanti e apparentemente inconciliabili pongono un problema di fondo, senza l’UDC le elezioni in Puglia non si vincono, perché questo partito che oggi sembra aver assunto il ruolo che fu dell’Udeur, secondo le stime di previsione conta in Puglia su una fetta di elettorato del 7, 8 %. Sono proprio questi 7,8 punti a levare e mettere che fanno la differenza e potrebbero determinare la vittoria dell’una o dell’altra coalizione. In Campania la situazione è analoga. L’altra sera nella sua visita ad Avellino Claudio  Fava, leader di Sinistra Democratica e padre fondatore di Sinistra e Libertà ha posto lo stesso problema con toni molto meno concilianti di Niki Vendola.

Parlando infatti delle elezioni regionali ha scartato bbio la possibilità di un accordo con l’UDC ed ha criticato la telefonata che il segretario Regionale del PD Amendola avrebbe fatto all’on.le De Mita, per esplorare la possibilità di un accordo per le elezioni regionali. Ha detto Fava che la telefonata di Amendola “è un atto di politica vecchia”. La presa di posizione di Fava condivisa da tutto il gruppo che fa riferimento a Sinistra Democratica pone una serie di problemi sia all’interno di Sinistra e Libertà, sia di prospettiva politica e di programmi. Se, infatti, il gruppo che si riconosce in Fava pone delle pregiudiziali così nette, vuol dire  che non ci si pone in termini di governabilità, ma si fa fin da ora una scelta di campo non condivisibile. La regione Campania non deve essere governata dalla destra è la nostra battaglia deve essere quella di fare il possibile perché il governo della regione rimanga alla sinistra. Come socialista non mi accontenterei mai di decidere di rivestire un ruolo, seppur nobile, di oppositore. Possiamo governare, dobbiamo governare. Come in Puglia, però, così in Campania i voti dell’UDC servono ed il peso politico, prima che elettorale dell’on.le De Mita è ancora fondamentale. L’UDC infatti conta più o meno quanto conta in Puglia, setto otto punti percentuali che potrebbero dare al centrosinistra la vittoria. D’altro canto non si può stare all’opposizione per professione. La sopravvivenza di Sinistra e Libertà passa anche per le elezioni regionali, che sono una battaglia da vincere. Sbaglia Fava quando afferma “Non farei coincidere il Progetto con le regionali, che certo non sono un giudizio universale, ma una tappa.” La costituente socialista è morta proprio perché non seppe dare una risposta adeguata alle elezioni  anticipate a seguito della caduta del governo Prodi, sarebbe un suicidio politico rinchiudersi in un massimalismo di cui sinceramente non si sente il bisogno. E. poi, cosa rimarrebbe di Sinistra e Libertà in Campania dopo cinque anni di governo del centro-destra, con personaggi come Cosentino, Cesaro e simili? Sono socialista e moderato per carattere, non mi farò risucchiare in logiche che non mi appartengono e che ci porteranno alla sconfitta e all’isolamento. L’uscita di una parte dei socialisti da Sinistra e Libertà non ha causato la fine del progetto, ma col discorso di Fava le conseguenze si cominciano, purtroppo, a vedere.

Beppe Sarno