Posts tagged ‘Cina’

ottobre 18, 2013

LA CRISI SIRIANA EVIDENZIA CHE IL MAR MEDITERRANEO È ANCORA CRUCIALE NELLE AMBIZIONI GEOPOLITICHE

Andrea Fais :::: Il seguente articolo è stato originariamente pubblicato nell’edizione del 17/10/2013 del quotidiano cinese in lingua inglese “Global Times”

La crisi siriana e le sue ripercussioni dimostrano che i politici e gli analisti non possono ignorare il Mediterraneo se vogliono affrontare se…Visualizza altro

agosto 20, 2013

Oggi è l’Earth overshoot day.

Earth overshoot day, oggi il mondo ha consumato tutte le risorse del 2013

 

Oggi è l’Earth overshoot day, il giorno del superamento delle capacità della terra. Da oggi l’umanità ha esaurito le risorse naturali rinnovabili che aveva a disposizione per l’intero 2013. Questo significa che in poco meno di otto mesi sono state consumate le riserve di cibo (vegetale e animale), acqua e materie prime che sarebbero dovute bastare fino a fine dicembre, immettendo nell’ambiente (suolo, fiumi, mari, atmosfera) una quantità di rifiuti e inquinanti superiore alla capacità di smaltimento del pianeta.

L’Earth overshoot day viene calcolato dal Global footprint network, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di ricerca sulla sostenibilità ambientale con collaboratori sparsi tra Stati Uniti, Australia, Europa e Giappone. Il giorno del “superamento” si ottiene confrontando le risorse terrestri con il consumo che ne viene fatto, utilizzando quest’equazione: (capacità biologica mondiale/consumo ecologico mondiale) moltiplicato per 365. La data che si ricava è approssimativa. Potrebbe, infatti, variare di qualche giorno in base ad alcune revisioni di calcolo. Anche considerando quest’oscillazione, comunque, il problema non cambia: entro la fine dell’anno nel mondo verranno usate più risorse di quante potremmo permetterci, equivalenti a quelle di 1,5 pianeti terra. Se continuiamo così nel 2050 avremo bisogno di più di due pianeti.

luglio 27, 2013

Pannelli solari, Ue e Cina trovano l’accordo.

Secondo le indiscrezioni il prezzo minimo di vendita dovrebbe essere fissato in 57 centesimi a watt, oltre i 7 gigawatt di vendita i dazi verranno alzati al 47,6% 

La guerra fredda commerciale fra Cina e UE è finita o, meglio, è finita l’aspra battaglia riguardante i pannelli solari che, dopo l’innalzamento dei dazi doganali sulla produzione asiatica, aveva fatto crescere la tensione fino a ostruzionismi verso le eccellenze europee, ad esempio quelle vitivinicole.

Karel De Gucht, commissario al Commercio della Commissione Europea ha annunciato di avere trovato una soluzione amichevole con Pechino riguardo all’importazione dei pannelli commerciali. A giugno Bruxelles aveva imposto una tariffa anti-dumping dell’11,8% sui pannelli importati dalla Cina che sarebbe salita al 47% qualora fosse mancato un accordo entro il 6 agosto.

L’iniziativa era stata presa a tutela dei produttori europei schiacciati da una concorrenza asiatica capace di vendere addirittura a un costo del 90% inferiore. Nel 2011 la Cina ha esportato pannelli solari per un valore di 35,8 miliardi di euro, di cui il 60% nei paesi membri dell’UE.

Ora gli esportatori dovranno rispettare un prezzo minimo di vendita che, secondo alcune indiscrezioni, è stato fissato in 57 centesimi per ogni watt di energia prodotta.

giugno 15, 2013

Dazi sui pannelli fotovoltaici? Il problema è la Germania, non la Cina.

 

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Se l’Italia non crea filiere industriali per le tecnologie avanzate (come i pannelli fotovoltaici) dovrà importarle peggiorando il proprio deficit commerciale

di Daniela Palma, da Greenreport.it

Infine sono puntualmente arrivati: i dazi sui pannelli fotovoltaici importati dalla Cina annunciati dalla Commissione nell’autunno scorso, sono divenuti realtà (ancorché “provvisoria”, stando ai comunicati ufficiali). L’applicazione sarà graduale (11,8% fino al 6 agosto e 47,6% successivamente), mentre si afferma che l’Europa continuerà sulla linea del dialogo con l’economia del dragone per delineare i contorni di una rinnovata partnership commerciale nel settore. Anche se il tempo stringe, poiché entro dicembre l’Ue deciderà se imporre eventuali dazi definitivi.

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giugno 7, 2013

Dumping, la Cina chiude le porte ai vini italiani

È guerra di dazi fra Italia e Cina, più che altro una legge del taglione: l’Unione Europea impone i dazi ai pannelli solari provenienti dalla Cina? E allora la Cina risponde con un’indagine tesa a comprendere se i vini importati dall’Europa e, in particolar modo, dall’Italia stiano arrivando a un prezzo e in una quantità congrui. Minacciando l’export verso Oriente della produzione enologica italiana.

Il vino italiano che alla fine degli anni Novanta rappresentava l’1% del mercato cinese, si assesta attualmente intorno all’8% con un giro d’affari che sfiora ormai gli 80 milioni di euro. Inutile dire come la decisione del Governo cinese appaia pretestuosa sin dalla tempistica, visto che i dazi ai pannelli solari sono scattati proprio ieri, 6 giugno, portando la quota dall’11,8% al 47,6%.

Pechino accusa l’Unione Europea di fare dumping e il presidente francese François Hollande ha già chiesto, in tempi relativamente brevi, una riunione dei 27 Stati Membri affinché la Commissione Europea

arrivi a una solidarietà di punti di vista da parte dei ventisette.

L’indagine aperta dalla Repubblica popolare Cinese sui vini europei va seguita con la massima attenzione ma non ci deve spaventare, perché il prezzo dei nostri prodotti non è frutto di sovvenzioni o aiuti all’esportazione,

ha spiegato il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, che ha sottolineato come la tutela dell’agro-alimentare sia una delle priorità del Governo Letta.

maggio 5, 2013

Carne di volpe e di topo venduta come manzo: 904 arresti in Cina.

Le frodi alimentari del caso della carne di cavallo che hanno tenuto banco nei primi mesi del 2013 scompaiono al cospetto della notizia shock proveniente dalla Cina dove la polizia ha arrestato 904 persone per reati tra cui la vendita di carne di volpe, visone e topo spacciata per carne di manzo e montone.

L’episodio è soltanto l’ultimo degli scandali alimentari che hanno seminato il panico fra i consumatori cinesi negli ultimi anni, dall’olio da cucina riciclato alle sostanze chimiche pericolose nel latte in polvere per bambini. Sono 382 i casi di carni trattate con iniezioni di acqua, carni di animali malati, tossiche e nocive e finti montoni e manzi trovate dalle autorità cinesi. L’operazione ha portato al sequestro di oltre 20mila tonnellate di prodotti a base di carne e all’arresto di 904 persone.

Ai rivenditori della provincia di Jiangsu viene contestata la vendita di falsa carne di montone ottenuta da volpi, topi e agenti chimici, mentre nella provincia del Guizhou venivano preparati artigli di pollo con perossido di idrogeno.

gennaio 25, 2013

Più industria = più crescita. Più crescita = più occupazione.

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Dagli anni ’70 uno tsunami si è abbattuto sulle vecchie certezze della scienza economica. Ma è soprattutto negli anni ’90 che i luoghi comuni del neoliberismo hanno definitivamente vinto, piegando gli ultimi riottosi e i progressisti al di là e al di qua dell’Atlantico. Tra questi luoghi comuni due hanno influenzato pesantemente le politiche economiche in Europa e negli USA: la presunta ineluttabile “fine del manifatturiero” (e quindi l’esclusiva attenzione all’ “economia dei servizi”) e l’idea della “crescita senza occupazione” a causa dell’innovazione tecnologica e del suddetto passaggio all’economia dei servizi.

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gennaio 7, 2013

Un anno sul ciglio del burrone.

joseph-stiglitzdi Joseph Stiglitz da Project Syndicate

Il 2012 è un anno che ha finito per andar male proprio così come pensavo. La recessione in Europa è stata la prevedibile (e prevista), conseguenza delle sue politiche di austerità e di un contesto dell’euro che era destinato a fallire. L’anemica ripresa dell’America – con una crescita appena sufficiente a creare occupazione per i nuovi entranti nel mercato del lavoro – è stata la prevedibile (e prevista) conseguenza di uno stallo politico, che ha impedito l’entrata in vigore del disegno di legge sul lavoro del presidente Barack Obama e ha spinto l’economia nella direzione di un “precipizio fiscale”.

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dicembre 27, 2012

Mentre in Italia si ruba in Cina…….

Pechino Canton la linea a alta velocità più lunga al mondo

Oggi 26 dicembre viene ufficialmente aperta la Jingguang la linea a alta velocità che collega la capitale Pechino alla metropoli meridionale Canton nel giorno dell’anniversario della nascita di Mao Zedong. Con i suoi 2298 chilometri di binari diventa ufficialmente la linea ferroviaria a Alta velocità più lunga al mondo. La distanza è coperta in 8 ore e il costo del biglietto è di 105 euro in seconda classe e il doppio in prima classe mentre il salone Vip costa intorno ai 500 euro.

I cinesi lo chiamano Gaotie, ossia Alta velocità e attraversa 35 stazioni e 5 grandi sistemi fluviali. L’apertura della nuova linea avviene appena 4 anni dopo l’inaugurazione nel 2008 della Pechino Tianjin che va a formare la metà di quel sistema di collegamento ferroviario basato su quattro assi orizzontali e quattro assi verticali a creare una rete tra nord e sud della Cina promessa da qui al 2020. Al 2015 invece la linea raggiungerà Hong Kong.

Pechino Canton la linea a alta velocità più lunga al mondo

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settembre 30, 2012

di Daniela Palma e Guido Iodice, da Greenreport.it

Tempi duri per l’Europa. E non soltanto per la crisi economica che giorno dopo giorno appare sempre più simile ad un bollettino di guerra, ma anche per la difficoltà con cui i suoi governanti riescono a divenire pienamente coscienti dei profondi cambiamenti strutturali che stanno attraversando l’economia mondiale. E’ del tutto emblematico in questo senso l’annuncio da parte dell’UE il 6 settembre scorso di voler procedere ad una inchiesta sulla presunta concorrenza sleale dei produttori di pannelli solari di Pechino ponendo le premesse per una guerra commerciale. Ma ancora più emblematica è la reazione del portavoce del ministero del Commercio cinese, Shen Danyang che ha prontamente fatto rimbalzare al mittente l’attacco con tipico tratto di saggezza asiatica, dichiarando il “profondo rammarico” del suo governo ma aggiungendo anche che “le barriere per i prodotti cinesi non minerebbero soltanto gli interessi dell’industria cinese ed europea, ma indebolirebbero lo sviluppo globale del settore del solare e delle energie pulite”.

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