Posts tagged ‘Cina’

maggio 9, 2020

QUALE MONDO DOPO TRUMP?

 

Possibile che il presidente americano riesca a superare la crisi di rigetto determinata dal “virus di Wuhan”. O, più esattamente, dalla sua pretesa di addossare alla Cina, per colpa o, detto tra le righe, per dolo, la responsabilità per lo scoppio e la diffusione della pandemia. Così da essere sconfitto nell’appuntamento di novembre (a meno di rinviarlo o di affrontarlo con regole tali da scoraggiare l’afflusso degli elettori democratici).

Oggi, la sua…

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aprile 17, 2020

Altro che pangolino, il coronavirus è figlio della globalizzazione capitalista. L’analisi dello storico Andrew Liu

L’espansione del coronavirus ha più a che fare con la globalizzazione capitalista che con pangolini e sistema cinese. Ne è convinto Andrew Liu, professore associato di storia alla Villanova University (USA) e autore del libro “Tea War: A History of Capitalism in China and India” che in una sua riflessione su El diario, cerca di sdoganare una per una le convinzioni che da quando è scoppiato il Covid-19 sono rimbalzate alla cronaca.

Cominciando dal concetto di ‘Cina’, che secondo Liu è diventata il capro espiatorio per i politici degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale che ‘cercano di distogliere l’attenzione dai loro terribili errori nella gestione della pandemia di coronavirus’.

“Il fascino di incolpare la “Cina” sta nella sua ambiguità. Le critiche si limitano al modo in cui il Partito comunista ha trattenuto informazioni durante quelle settimane cruciali di gennaio, poiché negli Stati Uniti difendono progressisti e conservatori, incluso Donald Trump? O è il messaggio ovvio tra le righe che il vero colpevole è il “popolo cinese” con i suoi costumi e la cultura esotici?”, scrive Liu.

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Questo tipo di atteggiamento secondo il docente non fa altro che creare un’esclation di violenza razzista contro i cinesi e gli asiatici in generale. “Siamo finiti a discutere di identità e differenze culturali quando ciò che dovremmo analizzare sono processi storici complessi. Qualsiasi tentativo serio di affrontare il ruolo della Cina in questa pandemia deve anche considerare le condizioni politico-economiche dell’ascesa della Cina sul mercato mondiale negli ultimi anni, un fenomeno che ha facilitato la diffusione del virus e ha piantato i semi per questa reazione in Europa e negli Stati Uniti”.

Liu parte dall’affermazione (non confermata) secondo cui il nuovo coronavirus deriva dal pangolino. Il loro commercio è figlio della globalizzazione.  “I prezzi degli animali sono passati da 14 dollari al chilo nel 1994 a oltre 600 dollari oggi, con spedizioni illegali confiscate che generalmente superano le 10 tonnellate”. Ciò succede secondo Liu perché gli animali selvatici sono simbolo di uno status.

“I clienti che acquistano animali selvatici lo fanno per vantarsi della propria ricchezza o per celebrare una buona giornata in borsa, sebbene siano una minoranza. Per la maggior parte, i cittadini cinesi sostengono limiti rigorosi , se non direttamente vietati, per il consumo di animali selvatici. Pertanto, per spiegare l’aumento del consumo di pangolino, non è necessario pensare tanto a una peculiarità culturale ma alla liberalizzazione economica della Cina, difesa dagli Stati Uniti”, dice ancora.

Forze economiche che avrebbero contribuito alla diffusione del virus in altri paesi. Tutto ha avuto origine da Wuhan, città solo apparentemente di secondo livello perché è anello di congiunzione tra le metropoli costiere di Guangzhou e Shanghai.

“A febbraio e marzo, nuovi casi di coronavirus hanno rivelato legami economici a lungo nascosti, come investimenti cinesi a Qom, infrastrutture dell’Iran o collegamenti tra l’industria dei ricambi auto di Wuhan e le fabbriche in Germania, Serbia e Corea del Sud. Il coronavirus potrebbe essere apparso per la prima volta in Cina, ma la successiva diffusione e crisi sono dovute al commercio globale, al turismo e ai sistemi della catena di approvvigionamento costruiti da potenti interessi durante il 21° secolo”.

Quindi, secondo Liu, ritenere che la cultura cinese sia l’unica responsabile della pandemia è ‘particolarmente ironico’.  “Combattere la posizione anti-cinese non significa trovare scusanti per lo Stato o difendere le sue azioni. È chiaro che il governo cinese ha sistematicamente minimizzato il livello di contagio e morti e che le autorità locali hanno sbagliato a mettere a tacere il dottor Li Wenliang”, dice ancora.

Tuttavia, secondo Liu, bisogna chiedersi se ci sia veramente una differenza tra regimi autoritari e quelli democratici, nella gestione dell’emergenza. “La maggior parte degli analisti concorda sul fatto che la Cina abbia coperto la crisi di Wuhan per tre settimane a gennaio. Ma i rapporti sul ritardo nella risposta di altri governi da metà gennaio forniscono anche spunti di riflessione: il Regno Unito ha impiegato otto settimane interminabili per reagire e gli Stati Uniti hanno ignorato chiari segnali di avvertimento per 70 giorni.

“Durante le peggiori settimane italiane , i funzionari hanno ammesso di aver visto la crisi di Wuhan come un “film di fantascienza che non aveva nulla a che fare con noi”. Negli Stati Uniti, un politico del Kansas ha dichiarato che la sua città era al sicuro perché c’erano pochi residenti cinesi . In una manifestazione ancora più estrema del pensiero razzista, a Filadelfia circolavano voci secondo cui il virus non poteva infettare i neri americani perché era una malattia cinese”.

In sintesi, quindi, la questione va affrontata al di la del semplice razzismo e inserita in un contesto di capitalismo mondiale. “Da ciò ne consegue che questi sentimenti pericolosi non scompariranno automaticamente con lo sviluppo di un vaccino. Dobbiamo riconoscere e affrontare le forze politico-economiche alla base della reazione dell’Occidente contro la Cina e l’inadeguatezza del nazionalismo, per rispondere alle crisi sociali e di salute pubblica globali che stiamo affrontando oggi”.

Fonte: El Diario

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aprile 4, 2020

Anche i ricchi piangono!

Cina, verso la crescita più bassa di 44 anni: le previsioni

Malgrado alcuni timidi segnali di ripresa dalla devastazione causata dalla pandemia di coronavirus, la strada da percorrere resta estremamente incerta e la crescita potrebbe essere quasi completamente azzerata secondo molti, mettendo a rischio milioni di posti di lavoro.

Il Prodotto Interno Lordo della seconda maggiore economia al mondo potrebbe crescere di una percentuale che va dall’1% al 2%, vale a dire con un calo intorno al 6,1% rispetto 2019, secondo quanto indicato dagli stessi economisti interni al governo di Pechino.

Nel peggiore dei casi – ha avvertito la Banca Mondiale all’inizio di questa settimana – la crescita potrebbe essere a zero.

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Cina, verso la crescita più bassa di 44 anni: le previsioni

Stando alla maggior parte delle stime, saremmo di fronte alla performance finanziaria più debole in 44 anni, ancora peggiore dei periodi di recessione globale del 2008 e del 1990, quando l’Occidente impose dure sanzioni alla Cina dopo il massacro di Piazza Tiananmen.

Gli analisti di UBS e Goldman Sachs hanno recentemente rivisto al ribasso le loro previsioni di crescita, ora rispettivamente all’1,5% e al 3%, mentre i funzionari cinesi al momento evitano di spendersi in qualunque previsione.

Uno dei principali responsabili delle politiche presso la Banca popolare cinese, Ma Jun, ha dichiarato che il governo non dovrebbe fissare nessun obiettivo per il 2020:

“È difficile persino ipotizzare una crescita compresa tra il 4% e il 5%. Molti hanno previsto l’1% o il 2%, ma queste circostanze di fatto ora sono tutte possibili”.

Considerate le enormi incertezze circa le prospettive, il Paese sta trovando difficoltà a determinare lo stimolo fiscale e a selezionare gli investimenti.
Eppure, un sondaggio di questa settimana ha mostrato una, seppur debole, ripresa dell’industria manifatturiera lo scorso mese, a seguito del crollo dell’attività di febbraio.

A inizio settimana l’esecutivo di Pechino ha annunciato oltre 3.000 miliardi di yuan di sostegno finanziario extra per le piccole imprese, mentre la banca centrale metterà a disposizione altri 1.000 miliardi di yuan per le piccole e medie banche, riducendo gli obblighi di riserve.

In precedenza, la banca centrale aveva garantito liquidità e assegnato prestiti aggiuntivi per un valore di oltre 1.600 miliardi di yuan, mentre il governo ha stanziato almeno 116,9 miliardi di yuan in aiuti finanziari e contributi a fronte dell’emergenza coronavirus:

“Siamo convinti che garantire agevolazioni finanziarie alle imprese, in particolare le PMI, e le famiglie colpite dalla pandemia può essere la politica migliore del momento sul fronte economico e sociale”,

ha dichiarato Ting Lu, capo economista cinese di Nomura.

marzo 26, 2020

L’IMPERO DEL MALE

di Alberto Benzoni

L’espressione fu coniata da Reagan e ripresa poi da Bush figlio; per essere sviluppata da Trump, sino alla applicazione pratica più estesa e più estrema. E stava a indicare, in una specie di osceno miscuglio tra politica e morale, i paesi che di volta in volta l’Amministrazione individuava come nemici: Unione sovietica, Russia (dopo la parentesi eltsiniana), Cina (in misura proporzionale alla crescita della sua potenza), Corea del Nord, Iran (sempre), Iraq (dal 1990 al 2003), Cuba, Venezuela (all’occorrenza).

Non siamo al Male assoluto; ma all’infinita volontà e capacità di nuocere. E’ L’Iraq che dispone di strumenti di distruzione di massa e intende usarli; è l’Iran che semina distruzione e terrore in tutto il Medio Oriente e vuole distruggere Israele. E’ la Russia le cui interferenze minano alla base le democrazie occidentali e che, alla minima occasione, è pronta ad azzannarci alla gola. E’ la Cina subdolamente intenta al dominio del mondo e che sta infiltrando il nostro mondo con tutti i mezzi possibili. E’ un’ambizione, spesso del tutto irrazionale, almeno alla luce dei rapporti di forza e degli stessi propri interessi, ma comunque sostenuta da una malvagità congenita; e sullo sfondo di scenari potenzialmente catastrofici.

E mi fermo qui. Perché un mondo in cui l’Avversario di turno è, sempre, onnipotente, cattivissimo e irrazionale non esiste. Se non nella fantasia malata di chi ce lo propone. E chi ce lo propone è impervio a ogni critica e non accetta alcuna discussione.

Pure gli imperi del male esistono. E non si misurano solo nelle loro azioni e per il numero delle loro vittime. O nella intrinseca malvagità che “vi sta dietro”. Perché a prevalere, nella grande maggioranza dei casi, è la pura e semplice stupidità; la sordità intellettuale e morale che ci impedisce di misurarci con le tragedie del mondo e di capire cos’è bene e cos’è male cos’è giusto e cos’e sbagliato.

Questo per dire che ai tempi del coronavirus l’impero del male sono proprio gli Stati uniti di Trump.

E valgano, al riguardo, le ultime prese di posizione del Nostro e dei suoi collaboratori.

Partiamo da un fatto specifico; perché in sé vergognoso e perché illumina il quadro generale.

Il fatto specifico è: che il popolo iraniano, colpito prima da sanzioni pesantissime e poi dalla pandemia è allo stremo; che il suo governo ha chiesto 5 miliardi di dollari al Fmi per far fronte all’emergenza sanitaria; che gli Usa hanno posto il veto a questa richiesta, introducendo nuove sanzioni; che una serie di paesi hanno chiesto a Washington di ripensarci; che, in questo senso, il presidente Rouhani ha rivolto un appello al popolo americano; e che questo appello sia stato respinto, con la seguente motivazione :”il virus killer viene da Wuhan e l’Iran è il suo complice” (dichiarazione di Mike Pompeo).

Eccolo l’impero del male spiegato al popolo. Il virus è killer perché, magari intenzionalmente, partorito dalla Cina; e il successivo passaggio/diffusione in Iran è la conferma della presenza di un disegno incomprensibile ai più e perciò stesso infernale.

Il bello è, però, che, appena arrivato negli Stati uniti questo virus si ammoscia dando luogo a una semplice malattia, prima inesistente, poi di ambito minimale, poi destinata a scomparire, infine una delle tante (muore più gente per incidenti automobilistici; guarda caso, l’argomento statistico usato dalle Brigate rosse per ridimensionare la portata delle loro azioni terroristiche…).

In questo ragionamento, la cura (leggi le misure adottate in tutta Europa per frenare il contagio) è ritenuta peggiore dello stesso contagio; il che significa l’adozione di un bazooka (leggi di più di duemila miliardi di dollari per sostenere imprese e redditi delle persone) e di un temperino per combattere la malattia e per rafforzare il sistema sanitario pubblico oggi del tutto impari alla bisogna.

Una visione e una narrazione che passano per un uso sfacciato della menzogna e della reticenza: trentaseimila contagiati secondo i dati ufficiali, venticinquemila per il solo stato di New York, secondo il governatore Cuomo.

Siamo al più cinico “carta vince carta perde”; praticato non dal truffatore di strada ma dall’uomo più potente del mondo. E in nome delle esigenze dell’economia contrapposte ai diritti delle persone. Se si riuscirà a fare scomparire l’entità del contagio avranno vinto Trump e Wall street. Ma se questo dovesse, come è più che probabile, assumere proporzioni tali da travolgere l’intero popolo americano e lo stesso futuro del mondo, la colpa sarà del nemico esterno, imperi del male, migranti, democratici, il mondo intero e altri ancora.

Quanto basta e avanza per qualificare l’America di Trump come impero del male; e, perché no, per qualificare il prossimo appuntamento di novembre come vero e proprio giudizio di Dio.

marzo 22, 2020

Appello di Risorgimento Socialista al Presidente del Consiglio dei Ministri

AL Presidente del Consiglio dei Ministri
Avv. Giuseppe Conte

In questo difficilissimo momento CINA , CUBA , e RUSSIA stanno aiutando concretamente il nostro paese , con grande generosita’ e competenza ,a superare la gravissima emergenza sanitaria che lo ha colpito , inviando in nostro soccorso personale medico specializzato ed attrezzature sanitarie di alta qualita’ .

Questi paesi , che hanno sempre mostrato grande amicizia e stima nei confronti dell’Italia , stanno dando al nostro paese una grande prova di amicizia , ed esprimono una solidarieta’ verso di noi che purtroppo non trova eguale riscontro nel resto d’Europa e oltre l’Atlantico .

Anzi in un momento cosi’ difficile e drammatico per la nostra comunita’ nazionale , le autorita’ monetarie europee , sempre schiacciate sugli interessi finanziari della Germania e della Francia ,e forze finanziarie potenti hanno tentato con manovre speculative fortissime di colpire il nostro sistema economico , puntando ad un commissariamento politico dell’Italia .

Non ha pertanto alcun senso politico , ed e’ addirittura riprovevole dal punto di vista etico , che l’Italia continui ad aderire all’embargo commerciale ed economico , preteso dagli USA e dalla Nato , con il servile avvallo della UE ,nei confronti di questi grandi paesi , che in modo concreto ci stanno aiutando a lottare contro il dramma che stiamo vivendo

Il Risorgimento Socialista chiede quindi al Governo Italiano ed al Presidente del Consiglio che il nostro paese interrompa, unilateralmente ,l’embargo ,ed ogni altra sanzione esistente , nei confronti della Cina POPOLARE , della FEDERAZIONE RUSSA , ,e dello STATO SOCIALISTA DI CUBA , ripristinando immediatamente con questi paesi normali e complete relazioni economiche e commerciali , senza restrizione alcuna , con pieno spirito di collaborazione e dialogo .

Con Stima
Franco Bartolomei
coordinatore nazionale del RISORGIMENTO SOCIALISTA

febbraio 4, 2014

Stampanti ad acqua: la rivoluzione ecologica dalla Cina


GreenStyle – Stampanti a getto d’inchiostro, toner oppure laser: sono queste le modalità di stampa più diffuse al mondo, accomunate non solo dai costi ma anche dall’impatto ambientale. La produzione di inchiostro inquina, il toner può spargere metalli pesanti nell’aria, il laser è dispendioso dal punto di vista energetico. E se trasformare uVisualizza altro

gennaio 10, 2014

In Cina il parco eolico più alto al mondo.

(Archivio) (Archivio)

In Cina si “accende” il parco eolico più alto del mondo: come riporta la stampa locale, l’impianto a 4.700 metri è entrato in funzione nella prefettura di Nagchu, nella Regione autonoma del Tibet.

Le cinque turbine messe in funzione questa settimana hanno una capacità di 7,5 Megawatt e – quando l’impianto sviluppato dalla Longyuan Power sarà completato – gli esperti spiegano che le 33 turbine totali saranno in grado di produrre 49.5 Megawatt di potenza. Si stima che le riserve annuali di energia eolica in Tibet raggiungano i 93 miliardi di chilowattora.

Deng Changlin, del dipartimento di Energia del Tibet, ha affermato che la regione è un luogo molto ventoso che riceve anche moltissima luce solare: per questa ragione, secondo Changlin, “le rinnovabili svolgeranno un ruolo predominante” nello sviluppo di nuove fonti di energia a protezione del fragile ecosistema dalla zona.

ottobre 30, 2013

La lotta di barricata della divisa cinese è iniziata

Pasquale Cicalese – Ci sono eventi nella storia che passano quasi inosservati sui media e che sono prodromi a sconvolgimenti economici e diplomatici: uno di questi è avvenuto la scorsa settimana e ha la stessa importanza dell’entrata dell’euro nel 1999. Qualche media se n’è accorto, ma l’analisi che ne fa è sintomo della superficialità con la q…Visualizza altro

ottobre 18, 2013

LA CRISI SIRIANA EVIDENZIA CHE IL MAR MEDITERRANEO È ANCORA CRUCIALE NELLE AMBIZIONI GEOPOLITICHE

Andrea Fais :::: Il seguente articolo è stato originariamente pubblicato nell’edizione del 17/10/2013 del quotidiano cinese in lingua inglese “Global Times”

La crisi siriana e le sue ripercussioni dimostrano che i politici e gli analisti non possono ignorare il Mediterraneo se vogliono affrontare se…Visualizza altro

agosto 20, 2013

Oggi è l’Earth overshoot day.

Earth overshoot day, oggi il mondo ha consumato tutte le risorse del 2013

 

Oggi è l’Earth overshoot day, il giorno del superamento delle capacità della terra. Da oggi l’umanità ha esaurito le risorse naturali rinnovabili che aveva a disposizione per l’intero 2013. Questo significa che in poco meno di otto mesi sono state consumate le riserve di cibo (vegetale e animale), acqua e materie prime che sarebbero dovute bastare fino a fine dicembre, immettendo nell’ambiente (suolo, fiumi, mari, atmosfera) una quantità di rifiuti e inquinanti superiore alla capacità di smaltimento del pianeta.

L’Earth overshoot day viene calcolato dal Global footprint network, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di ricerca sulla sostenibilità ambientale con collaboratori sparsi tra Stati Uniti, Australia, Europa e Giappone. Il giorno del “superamento” si ottiene confrontando le risorse terrestri con il consumo che ne viene fatto, utilizzando quest’equazione: (capacità biologica mondiale/consumo ecologico mondiale) moltiplicato per 365. La data che si ricava è approssimativa. Potrebbe, infatti, variare di qualche giorno in base ad alcune revisioni di calcolo. Anche considerando quest’oscillazione, comunque, il problema non cambia: entro la fine dell’anno nel mondo verranno usate più risorse di quante potremmo permetterci, equivalenti a quelle di 1,5 pianeti terra. Se continuiamo così nel 2050 avremo bisogno di più di due pianeti.