Posts tagged ‘Charles Bukowski’

agosto 16, 2013

la tua vita.

         La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma
la vince sulle tenebre.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché
ce l’hai.
Tu sei meraviglioso.

Charles Bukowski

luglio 3, 2013

Adesso sei……

 

Adesso sei in autostrada e ti fai largo nel traffico, e vai verso qualcosa e insieme verso il nulla totale mentre premi il pulsante della radio e trovi Mozart, mica male, e in qualche modo riuscirai a superare i giorni vuoti e i giorni pieni e i giorni noiosi e i giorni detestabili e i giorni straordinari, tutti così piacevoli e così deludenti perchè noi siamo tutti così simili e così diversi.

Charles Bukowski

gennaio 19, 2010

Un libro a sera dalla mia biblioteca

Storie di ordinaria follia

Charles Bukowski

La biografia di Bukowscki include due tentativi di lavorare come impiegato, dimissioni dal “posto fisso” a cinquant’anni suonati, “per non uscire di senno del tutto” e vari divorzi. Questi scarsi elementi ricorrono con ossessiva insistenza nella narrativa di Bukowski, più un romanzo a disordinate puntate che non racconti a sé, dove si alternano e si mischiano a personaggi e eventi di fantasia. “Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo”, ha scritto Beniamino Placido su “La Repubblica”, aggiungenso: “in questa scrittura molto ‘letteraria’, ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant’anni (al tempo in cui scrive questi racconti, attorno al ’70), le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco…Lui, Charles Bukowski, ‘forse un genio, forse un barbone’. Anzi, ‘io Charles Bukowski, detto gambe d’elefante, il fallito’, perché questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. E in presa diretta.” Un pazzo innamorato beffardo, tenero, candido, cinico, i cui racconti scaturiscono da esperienze dure, pagate tutte di persona, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.
dicembre 26, 2009

DAGO RED


Se volete leggere un buon libro vi consiglio “Dago Red” di John Fante.

Col termine Dago Red sul finire degli anni ’30 negli Stati Uniti si definiva il vino rosso degli immigrati d’origine italiana, Dago era infatti uno dei modi in cui, con un certo disgusto, venivano chiamati i nostri connazionali in America. Fante era uno di loro e se lo sentì addosso tutta la vita.

Con questa raccolta di racconti si viene introdotti nel variopinto mondo dell’autore con tutti i personaggi e le tematiche che ne caratterizzano la produzione letteraria: il padre burbero muratore, la madre oppressiva, la sorella bigotta, i riti cattolici, i conflitti razziali,le donne, il baseball e infine la morte. Il tutto frullato nella penna di Fante con quello stile semplice, asciutto eppure scoppiettante prerogativa di uno dei pochi autori capaci di arrivare dritti al cuore senza dimenticarsi di passare prima dal cervello.

Fante decise  fin da ragazzo di diventare scrittore e lo diventò. Personaggio dal carattere particolare  si trasferì a Los Angeles nel 1930. Dove si impose come sceneggiatore di film più che come scrittore. Nel 1935 inizia il suo primo romanzo La strada per Los Angeles, il quale sarà concluso nel 1936, ma vedrà la pubblicazione solo nel 1985, seguito nel 1937 da Aspetta primavera, Bandini, che riscuote subito un grande successo, due anni dopo replica il successo con uno dei suoi romanzi più famosi, Chiedi alla polvere. John Fante muore in ospedale l’8 maggio del 1983, cieco e senza gambe a causa di un diabete devastante. Charles Bukowski l’ha definito “il narratore più maledetto d’America”Michele Santoro Commentando il più famoso romanzo di  Fante ha scritto “Chiedi alla polvere solo apparentemente ci trasporta in un universo marginale, fatto di squallidi albergi e di locali dozzinali; in realtà è uno straordinario viaggio interiore, un percorso tra i pensieri e i sentimenti di un giovane di vent’anni, con le sue ingenuità e contraddizioni ma anche con la sua sostanziale nobiltà ed elevatezza spirituale.
Dopo aver letto questo romanzo, non é difficile comprendere l’atteggiamento di Bukowski, che a tal punto si era immedesimato nel mondo del protagonista da proclamare con violenza: “Io sono Bandini, Arturo Bandini!”.

novembre 22, 2009

La confraternita dell’uva.

Se volete leggere un buon libro, uno di quelli che v fa venire la voglia di leggerne altri dello stesso autore vi consiglio di leggere “ la confraternita dell’uva” di John Fante(Einaudi editore). In questo libro l’autore descrive il tumultuoso rapporto con il padre. Il vecchio Nick, Nicola, da Torricella Peligna, Abruzzo.

La trama del libro (scritto tra il 1974 e il 1975, quando cioè lo scrittore cominciò a subire i primi seri danni del diabete che lo portarono alla cecità e all’amputazione delle gambe) è presto riassunta dallo stesso Fante in una lettera all’amico di una vita, Carey Mc Williams: «La storia di quattro italiani vecchi e ubriaconi di Roseville, un racconto su mio padre e i suoi amici».

Il bizzoso, testardo, dongiovanni, beone, giocatore incallito, ma raffinato muratore Nick Molise deve costruire un affumicatoio in montagna e chiede aiuto al figlio scrittore, trattandolo come un apprendista sbarbatello. Ma nella gita in montagna il vecchio muore. «La confraternita dell’uva» è, accanto a «1933, un anno terribile» e «Sogni di Bunker Hill», uno dei più bei libri di Fante, forse meglio anche di «Chiedi alla polvere»..

Fante è uno scrittore di italoamericano, che descrive un’America fatta di povera gente, che sbarca il lunario con fatica e che stenta ad integrasi in un contesto sociale che considera con diffidenza gli immigrati italiani.

Di lui Charles Bukowski disse di considerarlo”il migliore scrittore che abbia mai letto” e “il narratore più maledetto d’America” (Bukowski giunse a dichiarare “Fante era il mio Dio”). Bukowski gli chiede l’autorizzazione di ristampare Chiedi alla polvere, per cui scrive un’appassionata prefazione.  Costrinse con le minacce la casa editrice Black Sparrow per cui scriveva a ristampare le opere di Fante, da lungo tempo fuori stampa.

Se poi avete voglia di approfondire potete leggere anche “chiedi alla polvere “,una struggente originale storia d’amore. Leggere John Fante è una grande emozione.