Posts tagged ‘CgIL’

luglio 25, 2012

Profondo Nord.

CastelnuovoScriviaSiamo ormai abituati ad accettare che lo sfruttamento nel lavoro agricolo, lo schiavismo diffuso siano la norma ma che ciò attenga solo ad alcune aree del meridione italiano. Ci siamo indignati e scandalizzati quando non abbiamo potuto voltare lo sguardo dall’altra parte dopo i fatti di Rosarno, di Castelvolturno, di Nardò. In molti hanno dato la colpa all’arretratezza del sistema di produzione, all’informalità dei rapporti di lavoro figli di un contesto economico in cui l’irregolarità è la regola.

Poi arriva una notizia di quelle destinate di solito a sparire e si scopre che a Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, altri lavoratori e lavoratrici hanno deciso di non chinare la schiena e di esporsi. Raccolgono verdura, zucchine e pomodori soprattutto, per l’azienda Lazzaro, alcuni di loro sono anche ospitati in una specie di porcilaia in cambio, ovviamente delle pulizie. Circa 13 ore al giorno di lavoro, pagamento, un euro l’ora, acqua poca, strumenti, zero attrezzature e condizioni inaccettabili. Ma cominciano anche a non arrivare più neanche i magri stipendi, solo acconti di 50, 100 euro, quasi elemosine ottenute una tantum implorando o minacciando di fermarsi, ma poca cosa per poterci campare e nulla neanche rispetto al pattuito.

Peccato che chi lavora abbia imparato a difendersi, peccato che abbia trovato in quelle terre l’appoggio di associazioni antirazziste del territorio, forze politiche come il Prc e la Cgil. I 40 lavoratori impiegati sono entrati alcune settimane fa in presidio permanente e sapendo che rischiavano grosso: una parte di loro ha regolare contratto di soggiorno, altri sono classificabili come “espellibili”, come migranti illegali, ma hanno voluto lottare lo stesso, a viso aperto, rapportandosi con le istituzioni, in primis la prefettura, aprendo una trattativa con la CIA, e facendosi vedere pubblicamente, rompendo l’invisibilità. Teoricamente hanno vinto, il 6 luglio scorso, dopo 17 giorni di presidio e di sciopero, dopo tensioni, denunce (i manifestanti sono stati tutti identificati e accusati “violenza privata ed occupazione arbitraria di suolo pubblico e privato”) nonché sottoposti ad intimidazioni padronali, si è ripreso a lavorare.

giugno 4, 2012

Bruno Buozzi un martire del sindacalismo italiano.

Bruno Buozzi (Pontelagoscuro, 31 gennaio 1881Roma, 4 giugno 1944) è stato un sindacalista e politico italiano. Fu tra i più autorevoli sindacalisti italiani della prima metà del ‘900 e fu deputato socialista dal 1920 al 1926.

Operaio metallurgico, socialista riformista, nel 1911 assunse la carica di segretario generale della FIOM. Nel settembre del 1920 fu l’ideatore e il principale promotore dell’occupazione delle fabbriche metallurgiche. Continuamente corteggiato da Mussolini sin dal 1919, al contrario di altri eminenti sindacalisti socialisti che cedettero al collaborazionismo, a partire dall’11 giugno 1924, ovvero dopo la crisi politica decretata dall’omicidio Matteotti, iniziò a sfidare apertamente il fascismo rappresentando, insieme a Filippo Turati, il Partito Socialista Unitario nel seno del “Comitato dei sedici”.

Bruno Buozzi a Roma nel 1924.

Nel marzo del 1925 guidò gli ultimi imponenti scioperi del periodo fascista. Nel dicembre del 1925, rimasto l’unico sindacalista di un certo calibro a non volersi piegare di fronte al fascismo, si vide costretto da un imperativo morale a succedere a Ludovico D’Aragona, nella guida della Confederazione Generale del Lavoro.

Perseguitato dal regime e minacciato più volte di morte, nell’ottobre del 1926 si trasferì in Francia ove ricostituì la sede della CGdL. In Francia si occupò della difesa dei diritti dei lavoratori italiani emigrati all’estero e fece attiva opera antifascista attraverso la direzione del giornale “L’Operaio Italiano” che, pubblicato in formato ridotto, venne anche fatto circolare clandestinamente in Italia. Fu catturato dai tedeschi nel 1942 e consegnato all’Italia, che lo confinò a Montefalco, ove prese alloggio in un piccolo stabile in prossimità delle mura urbiche. Sulla facciata è stata apposta una lapide commemorativa.

Liberato dopo il 25 luglio 1943, fu attivo nella Resistenza, lavorò con Giuseppe Di Vittorio e Achille Grandi per la rinascita del sindacato, ma non poté firmare il Patto di Roma (9 giugno 1944) che ha fatto nascere la CGIL, perché tra la notte e la mattina del 3 e il 4 giugno 1944, insieme ad altri tredici prigionieri, Buozzi fu arrestato e fucilato dai tedeschi in fuga da Roma, che lo tenevano in ostaggio, in località La Storta sulla via Cassia, a pochi chilometri da Roma (eccidio de La Storta).

maggio 31, 2012

Luciano Lama. Noi non ti dimentichiamo.

Il 31 maggio del 96 moriva Luciano Lama. Leader sindacale e politico, un gigante nella lotta al terrorismo in difesa della democrazia.

marzo 23, 2012

L’importante è poterlo raccontare.

Lavoro.

marzo 19, 2012

‘Intesa con tutte le parti’

febbraio 13, 2012

Perchè difendo l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Art. 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

gennaio 11, 2012

Emma e la fissazione dell’art. 18.

“L’articolo 18? Una anomalia tutta italiana”. La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia torna ad attaccare lo statuto dei lavoratori: “Il reintegro esiste formalmente anche in altri paesi Ue – ha detto la Marcegaglia – ma non viene mai sostanzialemnte usato. Ci sono anomalie sul sistema italiano come è attualmente strutturato”.

Le conquiste dei lavoratori non sono anomalie e poi mi spiegate cosa c’entra l’at. 18 quando i datori di lavoro sono ormai liberi di fare quello che vogliono?

gennaio 4, 2012

Sosteniamo la giuts lotta dei sindacati (finalmente) uniti.

La Cgil contro Cisl e Uil,

La Cgil anche oggi torna a chiedere al governo Monti un piano per il lavoro e di non convocare separatamente i sindacati al tavolo delle trattative come già aveva fatto ieri. Il maggior sindacato italiano su twitter ritorna sulla questione e chiede a Monti di parlare chiaro e individuare “obiettivi e strumenti” se realmente è interessato ad un accordo con i sindacati, per la Cgil questo “è solo buon senso altrimenti è solo tutto fumo per decidere da soli”. Il sindacato della Camusso, risponde anche a chi li aveva accusati di voler ritornare alla concertazione degli anni 90, affermando che le cose importanti sono due, che ci sia “un confronto serio e onesto” e che i tre sindacati arrivino alla concertazione con una posizione comune.

La Cgil, oggi, infatti, si rivolge anche direttamente a Cisl e Uil, invitando gli altri due sindacati confederali a trovare una linea comune altrimenti si rischia di essere poco coerenti, “bisogna concordare uno spartito, non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati”, sono le parole che la Cgil tramite un twitter indirizza agli altri due maggiori sindacati italiani. Una vera e propria presa di posizione dopo le parole di ieri di Bonanni e Angeletti che si erano dimostrati più possibilisti ad un confronto separato con il Governo, sottolineando che la forma del confronto tra Governo e sindacati non è importante, ciò che è importante è la sostanza e cioè che il Governo accolga le proposte delle parti sociali.

gennaio 2, 2012

Manovra Monti un’analisi nel dettaglio.

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Con questa analisi Roberto Romano -ricercatore dell’IRES-CGIL e collaboratore di Sbilanciamoci- entra nel merito delle singole misure contenute nella manovra del governo Monti appena approvata in Parlamento. Un’analisi dettagliata che evidenzia tutti i limiti del provvedimento e la necessità di misure che siano veramente nel segno dell’equità sociale e della crescita economica del paese.

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gennaio 1, 2012

Camusso: Rischio di tensioni sociali, l’emergenza è il lavoro.

 

Roma, 1 gen. (TMNews) – C’è un “rischio reale” di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi e va contrastato con un piano per il lavoro, la vera emergenza. Lo sostiene il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sebbene il premier Mario Monti sia fiducioso che non ci saranno “grosse” tensioni sociali. “Nei prossimi mesi – sottolinea la Camusso – la recessione avrà un impatto duro sull’occupazione e sui redditi. Il rischio che cresca il conflitto sociale man mano che cresce la disuguaglianza è reale”.

“Anche per questo – afferma il leader della Cgil a TMNews – è meglio che il governo abbia più coraggio di quanto ne ha avuto finora e apra un confronto esplicito e costruttivo con le parti sociali sui temi della crescita e dell’occupazione. Noi vogliamo confrontarci sulla crescita del Paese, e per noi crescita vuol dire creare nuove occasioni di lavoro per giovani e donne e lavori meno instabili e precari per tutti”.