Posts tagged ‘CgIL’

gennaio 9, 2015

Renzi alla Granarolo:i lavoratori incrociano le braccia per protesta

Domani il primo ministro Matteo Renzi va ad inaugurare la nuova sede della Granarolo a Bologna. I dipendenti del colosso cooperativo hanno quindi deciso di incrociare le braccia per due ore, dalle 9 alle 11, dando vita ad un presidio davanti allo stabilimento. Si tratta, spiega una nota della Flai-Cgil, di un’iniziativa “ Altro…
luglio 3, 2013

Nello scontro con Fiat, la Consulta dà ragione alla Fiom.


Con una sentenza destinata a entrare nella storia, la Corte Costituzionale dichiara incostituzionale l’art.19 dello Statuto dei lavoratori nella parte che consente la rappresentanza sindacale ai soli sindacati firmatari del…
ROMA (WSI) – La Consulta dà ragione alla Fiom. Con una sentenza “storica”, la Corte costituzionale ha dichiarato ogVisualizza altro

giugno 10, 2013

Ripresa nel 2076.

Mag 30, 2013

Le ipocrisie di Confindustria.

squinzi-Confindustria

Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi lancia l’allarme sul “baratro” economico e chiede una grande alleanza pro-impresa. Per continuare le stesse politiche che hanno portato al disastro

di Mario Pianta, da Sbilanciamoci.info

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Mag 1, 2013

I padroni non hanno più bisogno di ammazzare.

aprile 10, 2013

Grande Maurizio.

gennaio 28, 2013

Ricerca e innovazione per un nuovo modello di sviluppo del Paese.

cgil_sedeIntervento di Daniela Palma alla Conferenza programmatica della CGIL

La Ricerca in Italia – nonostante l’enfasi con cui è trattata dai grandi mezzi di comunicazione – vive da tempo una stagione di tagli, confermati anche ultimamente dalle disposizioni della “Spending Review”, con un taglio a regime al fondo ordinario degli Enti di Ricerca di 88 milioni di euro dal 2013. Nei confronti internazionali le cifre parlano chiaro e ci dicono che ancora nel 2011 l’Italia investe in Ricerca poco più dell’1% del Pil, un dato pari a circa la metà di quello della media europea (UE27) e meno della metà della media OCSE, mentre la spesa attribuita alle imprese è di poco superiore allo 0,5% del Pil, con ciò segnando una distanza ancora più forte (quattro volte circa) sia dalla media UE che da quella OCSE (3 volte circa). Ma basse spese in ricerca, diminuzione del numero dei ricercatori, “fuga dei cervelli” italiani ma soprattutto mancata attrazione di ricercatori dal resto del mondo, sono solo i sintomi più espliciti, ancorché importanti, di un fenomeno che attanaglia la realtà italiana da ormai troppo e lungo tempo e che potremmo così definire: il mancato riconoscimento che la crescita della conoscenza ha per lo sviluppo del Paese, ed il ruolo sempre più significativo che la conoscenza ha nel condizionare il paradigma della produzione economica.

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luglio 25, 2012

Profondo Nord.

CastelnuovoScriviaSiamo ormai abituati ad accettare che lo sfruttamento nel lavoro agricolo, lo schiavismo diffuso siano la norma ma che ciò attenga solo ad alcune aree del meridione italiano. Ci siamo indignati e scandalizzati quando non abbiamo potuto voltare lo sguardo dall’altra parte dopo i fatti di Rosarno, di Castelvolturno, di Nardò. In molti hanno dato la colpa all’arretratezza del sistema di produzione, all’informalità dei rapporti di lavoro figli di un contesto economico in cui l’irregolarità è la regola.

Poi arriva una notizia di quelle destinate di solito a sparire e si scopre che a Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, altri lavoratori e lavoratrici hanno deciso di non chinare la schiena e di esporsi. Raccolgono verdura, zucchine e pomodori soprattutto, per l’azienda Lazzaro, alcuni di loro sono anche ospitati in una specie di porcilaia in cambio, ovviamente delle pulizie. Circa 13 ore al giorno di lavoro, pagamento, un euro l’ora, acqua poca, strumenti, zero attrezzature e condizioni inaccettabili. Ma cominciano anche a non arrivare più neanche i magri stipendi, solo acconti di 50, 100 euro, quasi elemosine ottenute una tantum implorando o minacciando di fermarsi, ma poca cosa per poterci campare e nulla neanche rispetto al pattuito.

Peccato che chi lavora abbia imparato a difendersi, peccato che abbia trovato in quelle terre l’appoggio di associazioni antirazziste del territorio, forze politiche come il Prc e la Cgil. I 40 lavoratori impiegati sono entrati alcune settimane fa in presidio permanente e sapendo che rischiavano grosso: una parte di loro ha regolare contratto di soggiorno, altri sono classificabili come “espellibili”, come migranti illegali, ma hanno voluto lottare lo stesso, a viso aperto, rapportandosi con le istituzioni, in primis la prefettura, aprendo una trattativa con la CIA, e facendosi vedere pubblicamente, rompendo l’invisibilità. Teoricamente hanno vinto, il 6 luglio scorso, dopo 17 giorni di presidio e di sciopero, dopo tensioni, denunce (i manifestanti sono stati tutti identificati e accusati “violenza privata ed occupazione arbitraria di suolo pubblico e privato”) nonché sottoposti ad intimidazioni padronali, si è ripreso a lavorare.

giugno 4, 2012

Bruno Buozzi un martire del sindacalismo italiano.

Bruno Buozzi (Pontelagoscuro, 31 gennaio 1881Roma, 4 giugno 1944) è stato un sindacalista e politico italiano. Fu tra i più autorevoli sindacalisti italiani della prima metà del ‘900 e fu deputato socialista dal 1920 al 1926.

Operaio metallurgico, socialista riformista, nel 1911 assunse la carica di segretario generale della FIOM. Nel settembre del 1920 fu l’ideatore e il principale promotore dell’occupazione delle fabbriche metallurgiche. Continuamente corteggiato da Mussolini sin dal 1919, al contrario di altri eminenti sindacalisti socialisti che cedettero al collaborazionismo, a partire dall’11 giugno 1924, ovvero dopo la crisi politica decretata dall’omicidio Matteotti, iniziò a sfidare apertamente il fascismo rappresentando, insieme a Filippo Turati, il Partito Socialista Unitario nel seno del “Comitato dei sedici”.

Bruno Buozzi a Roma nel 1924.

Nel marzo del 1925 guidò gli ultimi imponenti scioperi del periodo fascista. Nel dicembre del 1925, rimasto l’unico sindacalista di un certo calibro a non volersi piegare di fronte al fascismo, si vide costretto da un imperativo morale a succedere a Ludovico D’Aragona, nella guida della Confederazione Generale del Lavoro.

Perseguitato dal regime e minacciato più volte di morte, nell’ottobre del 1926 si trasferì in Francia ove ricostituì la sede della CGdL. In Francia si occupò della difesa dei diritti dei lavoratori italiani emigrati all’estero e fece attiva opera antifascista attraverso la direzione del giornale “L’Operaio Italiano” che, pubblicato in formato ridotto, venne anche fatto circolare clandestinamente in Italia. Fu catturato dai tedeschi nel 1942 e consegnato all’Italia, che lo confinò a Montefalco, ove prese alloggio in un piccolo stabile in prossimità delle mura urbiche. Sulla facciata è stata apposta una lapide commemorativa.

Liberato dopo il 25 luglio 1943, fu attivo nella Resistenza, lavorò con Giuseppe Di Vittorio e Achille Grandi per la rinascita del sindacato, ma non poté firmare il Patto di Roma (9 giugno 1944) che ha fatto nascere la CGIL, perché tra la notte e la mattina del 3 e il 4 giugno 1944, insieme ad altri tredici prigionieri, Buozzi fu arrestato e fucilato dai tedeschi in fuga da Roma, che lo tenevano in ostaggio, in località La Storta sulla via Cassia, a pochi chilometri da Roma (eccidio de La Storta).

Mag 31, 2012

Luciano Lama. Noi non ti dimentichiamo.

Il 31 maggio del 96 moriva Luciano Lama. Leader sindacale e politico, un gigante nella lotta al terrorismo in difesa della democrazia.