Posts tagged ‘cerebrale’

febbraio 6, 2012

Schizofrenia e disturbi sociali: la natura svelata da studi italiani.

Sono tipici della che colpisce l’un per cento della popolazione adulta, in cui, a tratti, si perde il senso della realtà. Un lavoro dell’università di Chieti e di Parma rivela le alterazioni del funzionamento in chi ne soffre. E mette in evidenza le basi di uno dei tratti chiave: l’incapacità di stabilire un confine preciso fra il sé e l’altro.

 

ALLUCINAZIONI, deliri, tendenza ad isolarsi. Chi soffre di a volte perde il senso della realtà e si sente spaventato, confuso. Un tratto tipico di questo disturbo che colpisce l’uno per cento della popolazione adulta, è la disfunzione sociale: l’altro diventa un enigma indecifrabile, genera ansia, portando ad una serie di meccanismi compensatori che si traducono in comportamenti psicotici.

Ciò che non è chiaro in questa malattia complessa ed invalidante è se i deficit sociali riguardino le relazioni con gli altri individui o abbiano le proprie radici nei disturbi dell’esperienza in prima persona del proprio corpo. Ora uno studio italiano dell’università di Chieti e di Parma, guidato da Vittorio Gallese, professore di fisiologia al dipartimento di neuroscienze dell’università di Parma 1, dà una nuova spiegazione della natura dei disturbi sociali caratteristici della , rivelando le alterazioni del funzionamento in chi ne soffre. E mettendo in evidenza le basi di uno dei suoi tratti chiave: l’incapacità di stabilire un confine preciso fra il sé e l’altro.

gennaio 7, 2012

Bambini esposti a violenza tra le mura domestiche accusano lo stesso impatto del trauma di soldati in guerra.

esposti a tra le mura domestiche soffrono, dal punto di vista , come i soldati in guerra: sviluppano la capacita’ di riconoscere piu’ velocemente un’imminente minaccia da cui doversi difendere e sono piu’ in grado di attivare dei meccanismi di difesa.

A scoprirlo un gruppo di studiosi dello University College of London (Regno Unito) guidati da Eamon McCrory della Division of Psychology and Language Sciences che, in collaborazione con i colleghi dell’Anna Freud Centre (Londra, Regno Unito), spiegano che queste capacita’ di ”adattamento”, sul lungo periodo, possono predisporre a una maggiore vulnerabilita’ ad ansia, depressione e problemi di salute mentale di diverso tipo. Lo studio e’ stato pubblicato su Current Biology. Gli studiosi hanno esaminato le risonanze magnetiche condotte su 20 londinesi di 12 anni di eta’ media allontanati dalle rispettive famiglie per problemi di , e le hanno paragonate a quelle effettuate su un gruppo di controllo di 23 non sottoposti a violenze di alcun tipo.

ottobre 25, 2011

Traumi cerebrali: con trapianti di cellule è possibile limitarne i danni

Le cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale proteggono dal post-traumatico.

E’ questo il risultato ottenuto, in un modello animale di , dal gruppo di ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano coordinato da Maria Grazia De Simoni. Gli esperimenti sono stati condotti da Elisa Zanier in collaborazione con i ricercatori della Cell Factory ‘Franco Calori’ della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, coordinati da Lorenza Lazzari, dove le cellule sono state caratterizzate e purificate. Lo studio e’ stato realizzato partendo da un’analisi clinica dei traumi cerebrali sviluppata dai rianimatori del Policlinico coordinati dal prof. Nino Stocchetti. Le cellule, somministrate 24 ore dopo il , esercitano una precoce e persistente azione protettiva migliorando la funzione motoria, la memoria e riducendo il anatomico.

luglio 20, 2011

Autismo: un possibile nuovo marcatore.

Una ricerca inizia a chiarire perché in una famiglia con un , le probabilità che un figlio successivo ne sia anch’esso affetto 20 volte superiori rispetto alla popolazione generale

 

I fratelli e le sorelle di persone colpite da mostrano un modello di attività simile a quello osservato dei soggetti malati quando osservano le espressioni facciali. A scoprirlo è stata una ricerca condotta da neuropsicologi dell’Università di Cambridge, secondo i quali la ridotta attività in una parte del associata con l’empatia potrebbe costituire un ‘marcatore’ per un rischio familiare di .

Maggio 26, 2011

Sclerosi Multipla: attesi i risultati delle staminali sugli interruttori di mielina.

La ricerca sulla e’ in fermento. Su due delle direzioni intraprese, sulle e sull’interruttore che regola la produzione di , presto, si potrebbero raggiungere i risultati che da tempo gli scienziati rincorrono: bloccare l’infiammazione alla base della e riparare il causato dalla morte della .

 

In entrambi i campi di studio, i ricercatori italiani sono in prima linea, anche grazie ai finanziamenti dell’Aism, (l’Associazione Nazionale ) che oggi ha aperto i lavori del congresso scientifico annuale. Sul fronte delle , entro il 2011 partira’ uno studio internazionale che coinvolge le universita’ di Genova, Verona e l’ospedale San Raffaele di Milano. ”La sperimentazione arriva finalmente sull’uomo – afferma Antonio Uccelli, della Clinica Neurologica Universita’ di Genova e coordinatore della parte italiana dello studio – . Saranno somministrate per infusione autologhe a 20 pazienti con ”.

Maggio 17, 2011

Collegamento tra metastasi tumorali e migrazione cellulare: alcuni scienziati pubblicano lo studio.

Un team di ricerca composto da due soggetti presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center negli Stati Uniti ha scoperto come le migrano nel in fase di sviluppo e come altri tipi di potrebbero viaggiare all’interno del corpo.

 

Una parte di questo studio è stata supportata dall’UE con una borsa Marie Curie. Presentati nella rivista Nature Neuroscience, i risultati potrebbero fornire importanti intuizioni sullo sviluppo neurologico e aiutare a spiegare la tumorale.

Le si dividono e si posizionano secondo schemi corretti durante il normale sviluppo del corpo, e si specializzano per creare tessuti e organi distinti. Il normale sviluppo di un corpo umano dipende da come le gestiscono i propri schemi di . Secondo i ricercatori, un altro elemento critico è il processo mediante il quale si differenziano o si evolvono da meno specializzate in tipi di più specializzate. Una cattiva coordinazione potrebbe innescare uno sviluppo anormale e quindi portare al .

marzo 24, 2011

Neuriti crescono all’interno di nanotubi semiconduttori: speranza di ripristinare connessioni nervose spezzate

Una ricerca mostra che è possibile far crescere i delle all’interno di sottili in materiale semiconduttore a base di e .

Creare un embrione di circuito neuronale-elettronico facendo crescere i prolungamenti di all’interno di sottili in materiale semiconduttore a base di e : l’impresa è riuscita a un gruppo di ricercatori dell’università del Wisconsin a Madison diretti da Minrui Yu, che la illustra in un articolo (“Semiconductor Nanomembrane Tubes: Three-Dimensional Confinement for Controlled Neurite Outgrowth”) pubblicato sulla rivista ACS Nano.

dicembre 28, 2010

Smascherato il gene del raptus: nei maschi l’alcol lo accende.

Scatta nei maschi sotto l’influsso dell’alcol l’interruttore genetico del raptus identificato da un team internazionale guidato dai National Institutes of Health (Nih) americani, che ha ‘setacciato’ il Dna di alcuni cittadini finlandesi colpevoli di crimini violenti non premeditati. La ricerca è pubblicata su ‘Nature’ e anche se, a detta degli stessi autori, la scoperta non basta da sola a spiegare tutta la gamma dei possibili comportamenti dettati da impulsi incontrollati, aiuta comunque a far luce sulle azioni violente spesso commesse da chi ha esagerato con l’alcol, aprendo la strada all’eventuale definizione di strategie diagnostiche e terapeutiche. La mutazione nel mirino riguarda il gene HTR2B, che regola la produzione di un recettore cerebrale della serotonina.

“L’impulsività è un fattore coinvolto in numerosi comportamenti patologici, dall’aggressività verso gli altri, al suicidio, alla dipendenza”, sottolinea David Goldman, coordinatore dell’equipe di ricerca, a capo del Laboratorio di neurogenetica dell’Istituto nazionale sull’alcolismo e l’abuso di alcol degli Nih. Ma l’impulsività, precisa l’esperto, “è anche un tratto caratteriale vantaggioso in tutti i casi in cui bisogna prendere una decisione rapida, o quando può convenire assumersi un rischio”.

novembre 29, 2010

Perche’ leggere fa bene al cervello.

Sin da piccoli siamo incoraggiati a leggere e spesso ci viene detto che fa bene al cervello. Ma cosa fa esattamente la lettura al cervello? Un’équipe internazionale di neuroscienziati si è prefissa di dare una risposta a questa domanda e ha scoperto che le persone che hanno imparato a leggere, non importa se da bambini o da adulti, manifestano reazioni più incisive alla parola scritta in diverse regioni del cervello. La ricerca è stata pubblicata di recente sulla rivista Science. Alcuni scienziati provenienti da Belgio, Brasile, Francia e Portogallo, sotto la direzione del neuroscienziato cognitivo Stanislas Dehaene dell’Institut National de la Santé‚ et de la Recherche Médicale (INSERM) di Gif-sur-Yvette, in Francia, si sono posti l’obiettivo di scoprire se l’alfabetizzazione migliora le funzioni cerebrali e se comporta, eventualmente, delle perdite. Gli studiosi hanno misurato le risposte cerebrali di 63 soggetti portoghesi e brasiliani alla lingua scritta e parlata, a immagini di volti, case e diversi utensili utilizzando la risonanza magnetica funzionale (magnetic resonance imaging, MRI). Nel complesso 10 volontari erano analfabeti, 22 erano stati alfabetizzati in età adulta e 31 avevano imparato a leggere durante l’infanzia.

settembre 12, 2010

Morbo di Lou Gehrig: nuovo fattore genetico di rischio.

Un team internazionale di scienziati presso l’Università della Pennsylvania (Stati Uniti) e l’Università Goethe (Germania) ha identificato un nuovo fattore di rischio genetico per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), comunemente conosciuta come morbo di Lou Gehrig, il giocatore di baseball statunitense che morì a causa di questa rara malattia cerebrale a soli 38 anni. L’UE ha supportato questa ricerca mediante il progetto EUROSCA (“Progetto integrato europeo sull’atassia spinocerebellare”), che ha ricevuto oltre 9 Mio EUR attraverso l’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” (LIFESCIHEALTH) del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE. Le scoperte sono state pubblicate sulla rivista Nature.

La SLA è una delle più comuni malattie neuromuscolari nel mondo e colpisce persone di tutte le razze e di tutti i gruppi etnici. Gli esperti dicono che la SLA colpisce ogni anno circa 1 o 2 persone ogni 100.000. Generalmente la malattia colpisce individui tra i 40 e i 60 anni, ma anche persone più giovani o più anziane la possono sviluppare.

La SLA di norma si sviluppa in modo rapido ed è sempre letale; essa attacca le cellule nervose che controllano i muscoli volontari, questi ultimi si indeboliscono gradualmente e poi deperiscono. Alla fine il cervello non riesce più a controllare i movimenti volontari e quando smettono di funzionare i muscoli del diaframma e della parete toracica, i malati non sono più in grado di respirare senza ventilazione assistita.