Posts tagged ‘centrali a carbone’

ottobre 31, 2013

L’eolico non disturba e non fa male come le centrali a carbone.

Scritto da Marina Perotta – martedì 29 ottobre 2013

In Svizzera scoprono che l’eolico non è così fastidioso mentre in Italia 13 associazioni ambientaliste si scagliano contro gli incentivi alle rinnovabili con l’energia del vento. Ma non una parola contro le centrali a carbone Continua…

ottobre 29, 2013

L’eolico non disturba e non fa male come le centrali a carbone

Scritto da Marina Perotta – martedì 29 ottobre 2013

L’eolico non disturba e non fa male come le centrali a carbone

In Svizzera scoprono che l’eolico non è così fastidioso mentre in Italia 13 associazioni ambientaliste si scagliano contro gli incentivi alle rinnovabili con l’energia del vento. Ma non una parola contro le centrali a carbone Continua…

giugno 29, 2013

Greenpeace contro ENEL!

    Questa mattina una ventina di attivisti di Greenpeace ha protestato pacificamente contro il carbone, aprendo in mare, di fronte alla centrale termoelettrica Enel di Civitavecchia, un enorme striscione galleggiante di 1.500 metri quadri con la scritta “No al carbone, quit coal”. Enel è il maggior emettitore italiano di gas serra e questa azione dimostrativa di Greenpeace giunge alla vigilia della prima Giornata internazionale di mobilitazione contro il carbone. “End the Age of Coal” è lo slogan che segnerà domani la protesta contro la fonte energetica più sporca, in tutto il mondo, ed è la prima manifestazione unitaria di un movimento che, in ogni angolo del Pianeta, chiede di consegnare al passato una fonte energetica pericolosa per la salute e il cui utilizzo è il primo fattore di alterazione del clima. La protesta di Greenpeace si è svolta presso la centrale a carbone Enel di Civitavecchia perché Enel è in testa alla Classifica Grandi Inquinatori 2012 , che rende noti i nomi di chi, in Italia, sta contribuendo alla distruzione del clima planetario. La classifica rende note le emissioni di anidride carbonica dei grandi gruppi industriali nell’anno trascorso ed è realizzata con i dati dell’istituto Carbon Data Market. Come succede da anni Enel si conferma ancora una volta l’azienda italiana più pericolosa per il clima. Lo spot di Enel “quanta energia c’è in un attimo?” omette di dire quanta anidride carbonica c’è in un solo secondo, nei fumi che fuoriescono dalle sue centrali italiane: oltre una tonnellata. Con 38 milioni di tonnellate di CO2 emesse in un anno (8,2 in più rispetto alle quote assegnate all’azienda e 1,2 in più rispetto all’anno precedente), Enel detiene un primato negativo difficilmente avvicinabile.

dicembre 1, 2011

Centrali a carbone, la top venti delle banche big killers.

centrale a carbone

Le banche inglesi che hanno finanziato in misura maggiore l’industria del carbone sono la Barclays, la Royal Bank of Scotland e l’HSBC, nonostante vantino una certa attenzione alla sostenibilità ambientale. Lo rivela una ricerca condotta da un gruppo di ONG, tra cui la tedesca Urgewald, la rete internazionale BankTrack e la Earthlife Africa Johannesburg.

Negli States in cima alla lista nera ci sono la JP Morgan Chase, Citigroup e Bank of America, che dal 2005 ad oggi hanno elargito ai fossili almeno 42 miliardi di euro. La BNP Paribas e l’Unicredit/ HVB “rappresentano” l’Italia in questa top 20.

Gli istituti di credito più espansivi con l’industria del carbone sono stati immediatamente rinominati dalle ONG big killers. Heffa Schücking della Urgewald ha spiegato infatti che se le banche continuano a finanziare le centrali a carbone, a nulla varranno gli sforzi internazionali per ridurre le emissioni ed arginare il riscaldamento globale. Dopo il salto la lista completa delle banche additate come big killers dalle ONG.

Continua a leggere: Centrali a carbone, la top venti delle banche big killers

gennaio 8, 2011

Alla Banca Mondiale non piace l’energia nucleare

Energia, alla banca mondiale piacciono le rinnovabili

La Banca Mondiale esprime tutto il suo interesse per le energie rinnovabili. Almeno in Africa e Arabia Saudita. E annuncia che non finanzierà centrali nucleari. Ma andiamo per tappe e partiamo dalla conferenza stampa tenuta lo scorso 25 dicembre a Il Cairo.

Come riporta Fastcompany:

Alla conferenza stampa nella sede del Cairo della Banca Mondiale di sabato 25 dicembre Mohie Eddin ha detto che la banca sta valutando il finanziamento di un una rete per l’energia elettrica che colleghi i paesi dell’est dell’UAE nonché di progetti che colleghino Egitto, Arabia Saudita e Sudan, forse anche l’Etiopia, o il resto dei paesi occidentali. La Banca non finanzierà le centrali nucleari poiché non rientrano nelle politiche di finanziamento che sono rivolte alle energie rinnovabili come energia solare e energia eolica.

Ma si dice pure che la Banca Mondiale finanzi centrali a carbone . Però l’idea di puntare su fotovoltaico e eolico fa venire in mente, almeno riferito a quelle zone, un altro progetto simile, di cui spesso abbiamo parlato: DESERTEC. Che la Banca Mondiale, in qualche maniera ci stia facendo un pensierino?

novembre 3, 2010

L’energia nucleare? In bolletta sarebbe più cara di gas e carbone.

Il ritorno all’atomo potrebbe non essere conveniente per le tasche degli italiani. Anzi, l’elettricità proveniente dal nucleare in bolletta potrebbe risultare ben più salata di quella che arriva dalle centrali a gas o a carbone.

A sostenerlo, mentre il neoministro Romani assicura che le nomine per l’Agenzia nucleare arriveranno a inizio novembre, è la Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Nel suo ultimo report, che confronta i costi dell’elettricità prodotta nel mondo da nuove centrali a gas e a carbone con quelli dell’elettricità prodotta da nuove centrali nucleari, il centro studi presieduto dall’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi, spiega che quest’ultima è mediamente di 72,8 Euro per Megawattora (MW/h). Più elevata del 16% rispetto ai 61 Euro/MWh delle centrali a gas e del 21% rispetto ai 57,5 del carbone.

Il report comparativo si basa sull’analisi di 8 studi, pubblicati tra il 2008 e il 2010 da Agenzia Nucleare dell’Ocse, Commissione Europea, Ufficio budget del Congresso e Dipartimento energetico americani, Mit, Camera dei Lords, Electric Power Research Institute e Moody’s.

Secondo un recente studio della Duke University la convenienza rispetto all’atomo ci sarebbe già. L’energia fotovoltaica, dicono gli studiosi americani, è già meno cara di quella nucleare.