Posts tagged ‘celentano’

febbraio 21, 2013

Celentano e Fo acclamano il giullare che vuole farsi re.

Esce di scena il Pornonano, come lo ha chiamato Beppe Grillo nella maniera più squallida possibile. falso come il cerone con cui si trucca tenta di fare l’ultima televendita a danni di stupidi pensionati ed ignare vecchiette. Berlusconi è diventato una brutta  imitazione di Cetto la Qualunque e cerca di far passare per credibile la restituzione dell’IMU accompagandola con una lettera patacca.  Per un’uscita di scena ecco che per una sorta di nemesi storica si realizza  la staffetta tra il monarca che si fece buffone ed il giullare che vuole farsi re, a ruoli interscambiabili, nell’imprescindibilità del cialtrone come figura immanente della politica italiana e per il sollazzo della plebe plaudente. Come laudator temporis actus osservo che la gente riscopre il gusto per la “protesta”, che diventa recriminazione non riuscendo a trasformarsi in rivoluzione.In un’altra crisi altrettanto devastante (quella del 1929), Camillo Berneri, che evidentemente conosceva bene la malapianta del populismo, ebbe a dire:“La rivolta non sarà morale. Sarà lo scoppio di un generale malcontento egoistico, di una esasperazione di ventri vuoti.” Beppe Grillo e la sua alba dorata a cinque stelle sono lo specchio di una nazione, in grado di dirla lunga sul livello di maturità democratica e coscienza civile di un popolo che, con ogni evidenza, non riesce proprio ad affrancarsi dal mito del demiurgo risolutore e dalle pagliacciate ad effetto nella fiera dell’arcitaliano. E per fortuna che al fianco del profeta ha preso posizione anche Adriano Celentano e  un rincoglionito Dario Fo. Ma non basta tutto questo per trasformare Beppe Grillo in uno di noi. Il nuovo di cui lui parla  ci ha regalato prima il fascismo, poi il leghismo ed il berlusconismo) La novità di cui parla Grillo è un pacchetto a scatola chiusa, che si accetta per mistero L'Urlo del Merdonedella fede, impermeabile com’è ad ogni verifica sul concreto. A meno che non si intendano davvero come proposte alternative e anti-sistema i frizzi, i lazzi, e le scemenze di un saltimbanco che strepita e gigioneggia, sproloquiando su di un palco. William Wallace che aveva guidato la defezione degli scozzesi contro la corona inglese  fini squartato vivo sul patibolo a Londra, tra gli sghignazzi divertiti della più infima plebaglia, quella stessa che lo aveva acclamato. Nel 1296, un  Edoardo I Plantageneto informato della rivolta aveva detto sprezzante: “Bon bisoigne fait que de merde se delivre.” e mantenne la parola. “se oggi al nostro movimento viene fatto, da parte soprattutto dei cosiddetti ministri nazionali borghesi, ed anche del centro cattolico lo spiritoso rimprovero di tendere ad una “rivoluzione”, a questo politicantismo da burla si può dare una sola risposta: “Si, noi cerchiamo di ricuperare ciò che voi, nella vostra criminale stoltezza, avete perduto”.»Non è Beppe Grillo che sbraita in uno dei suoi comizi, ma Adolf Hitler nel primo capitolo del “Mein Kampf”. Ecco perchè io intendo continuare a navigare  sulla mia solitaria nave chiamata socialismo.

febbraio 21, 2012

Celentaneide.

la Rai, di tutto, di più: loro hanno chiamato Celentano, loro lo hanno pagato, loro lo hanno fischiato” (Claudia Grimaldi, da facebook)
O.t. oggi su Il Misfatto de Il Fatto Quotidiano le vignette: “Eternit sententia” e “Italian Gothic

febbraio 21, 2012

Fischi a comando.

Il popolo della TV ha sempre accettato tutto da Celentano.
Silenzi mascherati da saggezza, luoghi comuni e baggianate.
Ma guai a toccare i preti !!!
Così accade che – anche dicendo qualcosa di giusto –
l’Italia dei “benpensanti” si faccia venire il mal di pancia.
febbraio 17, 2012

Facile indignarsi per Celentano.

febbraio 17, 2012

Il tatuaggio di Belen.

L’ennesimo inutile Festival di Sanremo sarà ricordato, più che per gli interventi scontati di Celentano o per le canzoni in gara, per il tatuaggio intimo di una valletta.

febbraio 16, 2012

La follia di Celentano.

febbraio 9, 2012

Sanremo: piùombre che luci.

La lettera-denuncia di Tony Pagliuca, storico tastierista del gruppo Le Orme, è chiara, dura, circostanziata. Racconta di mazzette per partecipare a Sanremo, di droga e corruzione.

Tony Pagliuca è uno dei musicisti che hanno scritto la storia della musica italiana. Le Orme con la PFM hanno scritto le pagine più belle del rock progressive italiano.

Pagliuca dopo aver lasciato Le Orme nel 1991 per si è dedicato alla composizione di album raffinati come l’ultimo «Apres Midi», che lo vede protagonista al piano.

“Caro Adriano

Io sono Tony Pagliuca ex componente del le Orme, dal 1° Gennaio mi è stata tolto il Fondo solidarietà dei soci Siae un mensile di 615 euro era il mio unico sostegno economico sicuro e non so come andrò avanti con moglie insegnante precaria e due figli che studiano, mutuo prima casa ecc. 

Ma ora non protesto perché mi sento ancora libero e al fianco di tutti coloro che cercano un posto di lavoro onesto e perché ho fiducia nel futuro e confido nell’operato del presidente del consiglio Mario Monti che mi sembra una persona per bene.

Ho pagato ancora a malincuore il canone Rai e mi permetto di dirti che se quest’anno vai a Sanremo cerca di rimanere nel tuo campo quello che ti ha dato il successo e cioè il canto, canta le tue belle canzoni partecipando magari anche tu alla gara. E se invece sentirai il prorompente bisogno di monologare allora raccontala giusta.

Racconta che la cultura deve tornare a circolare libera nei suoi spazi e non deve essere mai più in mano alla casta della canzone.

Racconta che ciò che si sente in radio e si vede in tv non è il meglio di ciò che la nostra Toni Pagliuca1 Sanremo 2012: Tony Pagliuca scrive a Celentano contro la casta della canzonebella Italia produce. Perché gran parte delle programmazioni sono al soldo delle case discografiche e dei grandi management S.p.a.

Racconta che nel nostro paese ci sono tanti giovani talenti che non trovano mai spazio e se lo trovano sono spremuti e gettati come limoni.

Racconta, se permetti , che il sottoscritto pur avendo scritto delle pagine di musica rock progressive riconosciute in tutto il mondo, per partecipare in gara a Sanremo con il suo gruppo ha dovuto pagare 50 milioni di lire per “ il parrucchiere” mentre tanti altri concorrenti privilegiati non solo non hanno pagato niente ma sono stati loro pagati fior di quattrini per la loro prestazione. 

Racconta che tanti altri musicisti come il sottoscritto hanno cercato , rinunciando a facili guadagni, di elevarsi all’altezze dei grandi della musica producendo, in proprio, lavori di pregio che non si sentiranno in Rai e non si vedranno in TV a causa dei conduttori corrotti e se le loro opere non saranno conosciute non potranno di conseguenza fare il loro lavoro e cioè i concerti .

E e se condurrai più di una serata: Chiedi che Sanremo sia un concorso di giovani che studiano la musica non il cimitero degli elefanti. Chiedi infine di bonificare l’ambiente dagli spacciatori di droga, dai giornalisti corrotti, dai manager evasori e infine la mia preghiera non duettare con Madonna ( il solo nome dovrebbe farti allontanare) e chiedi per Sanremo la benedizione di Benedetto XVI il papa ama la musica, l’Italia e vuole bene a tutti gli artisti.

Antonio ( Tony Pagliuca)”

febbraio 1, 2012

Santo Adriano.

gennaio 29, 2012

sanremo 2012.

maggio 27, 2011

CELENTANO AD ANNOZERO 26/05/2011