Posts tagged ‘cei’

febbraio 16, 2013

Sarà Ravasi il nuovo Papa?

Gianfranco Ravasi

Il cardinale Gianfranco Ravasi

Succede di rado che un prelato non ancora Vescovo venga posto al vertice di un dicastero e nel giro di un anno diventi cardinale, a meno che non abbia l’alone del primo della classe.

Benedetto XVI, nel novero delle porpore che un Papa riserva direttamente a se stesso, senza tenere conto di precedenze curiali e prelazioni geografiche, ha ragionato da professore, dando il massimo dei voti e promuovendo il Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

E oggi, con una chiara indicazione elettorale, lo mette addirittura in pole position, chiamandolo a predicare da domenica pomeriggio 17 febbraio gli esercizi alla Curia, con gesto analogo a quello di Giovanni Paolo II, che nel 2005 affidò a Ratzinger le meditazioni dell’ultima Via Crucis.

dicembre 21, 2012

Chiesa ingrata.

ottobre 2, 2012

Bagnasco è preoccupato.

maggio 14, 2012

Ma Bertone perchè non si fa i cazzi suoi?

 

Il vertice segreto per la "Cosa bianca" Il cardinale Tarcisio Bertone

Via Marsala 42 a Roma. Parrocchia salesiana del Sacro Cuore di Gesù. Una delle basiliche minori più vistose di Roma. Dalla vicina stazione Termini entrano alla spicciolata una quarantina di persone. Sono i partecipanti ad un incontro “riservato” sul dopo Berlusconi promosso dal Vaticano per capire cosa fare. Un vertice “segretissimo” cui prendono parte rappresentanti dell’associazionismo ma anche politici cattolici di maggioranza e opposizione: come Pisanu (Pdl) e Fioroni (Pd). Un summit voluto, però, dalla Segreteria di Stato.

La riunione si è tenuta nei locali affidati alla Società Salesiana di San Giovanni Bosco la scorsa settimana su iniziativa del Segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, mons. Mario Toso, salesiano. Come salesiano è il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, assente ma ben informato sull’organizzazione dell’incontro. Presenti  molte associazioni del laicato cattolico, come le Acli, il Movimento Cristiano Lavoratori, la Cisl, il mondo delle Cooperative, il Movimento dei Focolari, Rinnovamento dello Spirito, gli Scouts dell’Agesci, la Compagnia delle Opere, rappresentanti del Forum del Terzo Settore (che più volte ha manifestato davanti a Montecitorio contro la finanziaria denunciando lo smantellamento dello “stato sociale” in Italia). Rappresentanti di quel laicato cattolico già critico sul governo Berlusconi come emerso nel documento finale delle Settimane Sociali della Cei dell’ottobre scorso a Reggio Calabria.

dicembre 10, 2011

Bagnasco è impazzito: vuole pagare l’ICI.

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ottobre 1, 2011

Le toghe rosse contro Berlusconi.

giugno 4, 2011

Dove va la Chiesa?

  Lo tsunami elezioni ha travolto anche la Chiesa. La Cei in realtà aveva le antenne sociali per captare il malessere del Paese. E nella sua relazione all’assemblea dei vescovi, apertasi il 23 maggio, il cardinale Bagnasco ha fatto emergere un quadro opposto al paese di cuccagna “dove i ristoranti sono tutti pieni” (Silvio Berlusconi). Bagnasco ha parlato di crisi non facile, famiglie in sofferenza, disoccupazione, “senso di spaesamento”, precariato giovanile, contestazione studentesca. Ha evocato una “generazione inascoltata”, senza futuro. Forse non aveva previsto che tantissimi cattolici del quotidiano avrebbero trasformato tutto ciò in voto secco contro il governo e che molti moderati avrebbero respinto nelle urne l’ottimismo berlusconiano, che non tiene conto dei bilanci delle famiglie. 

gennaio 19, 2011

Anche la Chiesa contro Berlusconi.

 «Bisogna che si faccia chiarezza in termini stringenti, che la questione sollevata dalla procura di Milano abbia delle celeri risposte, così da non tenere sul filo la politica, le istituzioni, più ampiamente la governabilità». È quanto si legge in una nota del Sir, l’agenzia di stampa promossa dalla Cei, dal titolo: «Accuse e problemi» e firmata dal direttore Paolo Bustaffa.

L’Avvenire,poi, sottolinea la gravita’ delle accuse contro Silvio Berlusconi nel caso Ruby; per il quotidiano della Cei, l’idea che un uomo al vertice delle istituzioni possa essere coinvolto in casi di prostituzione minorile e’ qualcosa che ‘ferisce e sconvolge’. Il direttore, Marco Tarquinio, chiede che si faccia chiarezza al piu’ presto, ricordando come il presidente dei vescovi, cardinale Angelo Bagnasco, avesse fatto in settembre un richiamo alla sobrieta’ per chi ha incarichi pubblici.

agosto 22, 2010

La CEI bacchetta l’Italia.

Il governo italiano non puo’ autonomamente decidere in riferimento a una politica europea che invece stabilisce sostanzialmente il diritto di insediamento e di movimento”. E’ quanto dice alla Radio Vaticana monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, replicando alle parole del ministro Maroni sugli immigrati comunitari. “Le espulsioni – ha sostenuto il responsabile del Viminale in una intervista al Corriere della Sera – dovrebbero essere possibili per tutti i cittadini comunitari, non solo per i rom”. Per Migrantes serve poi una nuova legge sulla cittadinanza. “La Francia – ha detto monsignor Perego – purtroppo ha seguito la strada dell’Italia di un’espulsione indiscriminata dei rom. Un’espulsione che, di fatto, che cosa ha generato? Nuovi campi abusivi, ha generato ancora abbandono della popolazione rom, ha generato l’annullamento, sostanzialmente, di tutta una politica sociale che era stata fatta per la scolarizzazione dei bambini”. Il direttore di Migrantes ha poi affermato che “l’azione che avviene contro i rom oggi, non e’ un’azione di politica migratoria, non dimentichiamo che anche in Italia, l’80% dei rom e’ italiano. Ma e’ una politica discriminatoria nei confronti di una popolazione, che sostanzialmente, non si e’ riusciti a gestire attraverso canali che sono soprattutto di tipo sociale, di tipo scolastico, di accompagnamento. Anche la tutela di una popolazione che ha subito fortemente la modifica di una societa’ agricola industriale”. Per monsignor Perego “serve un nuovo percorso che va anche a difendere, ad esempio, le minoranze non riconosciute, come sono le minoranze rom. Un percorso di cittadinanza che premi soprattutto i bambini che nascono in Italia, o che sono gia’ nati in Italia in modo che possano diventare cittadini al momento della nascita, che premi soprattutto la partecipazione al voto e in particolare amministrativo; che sia sempre piu’ una legge che aiuti da subito l’integrazione, la partecipazione e la responsabilita’ comune”.

marzo 27, 2010

La CEI e Berlusconi.

Un vero esempio di coerenza ideologica !!!
Proprio chi si scaglia contro il relativismo, poi usa due pesi e due misure …

Ma non è sicuro.