Posts tagged ‘castelvolturno’

novembre 21, 2013

Ecco l’elenco dei 47 comuni campani più inquinati dalla camorra fornito dal ministero della salute.

https://i1.wp.com/jedasupport.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2013/11/comuni-inquinati-campania.jpgA distanza di qualche mese viene diramato l’elenco dal Ministero della Salute dei 47 comuni inquinati. In pratica moltissimi comuni del Napoletano e del Casertano, milioni di persone a rischio di gravi malattie. La popolazione in questi comuni e a forte rischio di malattie del cancro, malattie respiratorie ed endocrine. In più tutte le sostanze inquinanti, diossine, pcb (policlorobifenili) e metalli pesanti e ftalati possono portare alterazioni in diversi organi e apparati. Sono sostanze che possono essere cancerogene e mutagene, e quindi provocare malattie degenerative nervose, alzheimer, parkinson e anche diabete. Questo l’elenco dei 47 comuni:
AcerraArienzoAversaBacoliBruscianoCaivanoCamposanoCancello ed ArnoneCapodrise,CapuaCarinaroCarinolaCasagioveCasal di PrincipeCasaluceCasamarcianoCasapesennaCasapulla,CasertaCastelvolturnoCastello di CisternaCelloleCervinoCesaCiccianoCimitileComizianoCurti,Falciano del MassicoFrancoliseFrignanoGiugliano in CampaniaGrazzaniseGricignano di Aversa,LuscianoMacerata CampaniaMaddaloniMarcianiseMariglianellaMariglianoMelito di Napoli,MondragoneMonte di ProcidaNolaOrta di AtellaParetePomigliano d’ArcoPortico di CasertaPozzuoli,QualianoQuartoRecaleRoccarainolaSan Cipriano d’AversaSan Felice a CancelloSan MarcellinoSan Marco EvangelistaSan Nicola la StradaSan Paolo Bel SitoSan PriscoSan TammaroSan VitalianoSanta Maria a VicoSanta Maria Capua VetereSanta Maria la FossaSant’ArpinoSavianoSciscianoSessa AuruncaSuccivoTeverolaTrentola- DucentaTufinoVilla di BrianoVilla LiternoVillaricca e Visciano.

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ottobre 8, 2010

Sciopero delle rotonde: a Castelvolturno gli africani si ribellano ai caporali.

Oggi non lavoro per meno di 50 euro” è lo slogan della protesta del movimento dei migranti di Caserta. Riuniti in gruppi di 80-100 persone a zona, i lavoratori hanno presidiato stamattina i cosiddetti kalifoo round, tra Napoli e Caserta. 

 

  Hanno sollevato i cartelli invece di incrociare le braccia gli africani che questa mattina si sono rifiutati di lavorare in nero nell’area di Castelvolturno, sulla via Domiziana e nell’hinterland napoletano per lo sciopero dai caporali. “Oggi non lavoro per meno di 50 euro. Today I’m on strike”. Questo lo slogan della protesta del movimento dei migranti e rifugiati di Caserta. Riuniti in gruppi di 80-100 persone a zona, i lavoratori africani hanno presidiato i kalifoo round, nome con cui gli stranieri chiamano le rotonde del caporalato, dove ogni mattina si recluta la manodopera alla giornata. Dall’alba fino alle 10.30, lo sciopero dei kalifoo round ha coinvolto un territorio vasto. Castelvolturno, villa Literno, Casal di Principe, Licola, Giugliano, Marano, Afragola, Scampia e Pianura sono le zone in cui ha avuto luogo la protesta dei lavoratori che volge al termine in questi minuti.

settembre 30, 2010

Continua l’odissea dei dannati di Rosarno. Dalla Calabria a Castel Volturno

Dalla Calabria si sono trasferiti a Caserta, ora sono in attesa del permesso che consentirebbe loro di lavorare. Castel Volturno, solo in due su 250 hanno lo status di rifugiati.

di TIZIANA COZZI

Sono i lavoratori schiavizzati a Rosarno. Quelli che, in fuga dalla Calabria, hanno cercato rifugio a Castel Volturno e nella provincia di Caserta. Sono gli africani sfuggiti alle persecuzioni e approdati sui nostri lidi. Rifugiati di nome ma non di fatto. Perché dopo mesi di attesa, non hanno ricevuto lo status di rifugiato. Ad alcuni è stato negato, altri restano ancora in attesa di risposta. Uno scandalo, secondo l’associazione Ex Canapificio di Caserta. Negli ultimi quattro mesi, da marzo 2009 a luglio 2010, su 250 persone che hanno fatto richiesta di asilo tramite l’associazione alla Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale di Caserta, soltanto due hanno ottenuto il riconoscimento di rifugiato. “In quattro mesi, è stato bocciato l’84 per cento delle richieste – precisa Mimma D’Amico, operatrice dell”Ex Canapificio -, 220 hanno ricevuto un diniego secco, solo 43 persone (il 16 per cento) hanno ricevuto protezione umanitaria, cioè il permesso di soggiorno per un solo anno, mentre con lo status di rifugiato il permesso di soggiorno è a tempo indeterminato. Sono dati allarmanti. Queste persone hanno storie tragiche alle spalle, completamente ignorate dalle istituzioni” (INFORMAZIONE LIBERA)

gennaio 14, 2010

Heil Bossi.

Dei fatti di Rosarno non se ne parla quasi più. Un po’ per gli avvenimenti drammatici di Haiti, un po’ per gli onnipresenti problemi di Berlusconi, ma molto per la sostanziale indifferenza della gente ai problemi che non li toccano direttamente. Bisogna invece parlarne, perché i fatti di Rosarno, come quelli di Castelvolturno sono destinati a ripetersi.  Esiste un diffuso razzismo in Italia, determinato in parte dalle difficoltà obbiettive dell’incontro con persone di mentalità cultura e religione diverse ai quali non si è stati capaci di dare una risposta in termini concreti di accoglienza. Dall’altra fondamentale è stato il comportamento assolutamente prevaricatore    di persone e amministratori, specialmente del Nord Italia che, sobillati dalla Lega Nord hanno creato e creano ogni giorno oggettive condizioni di contrasto con quelli che loro considerano diversi. Se la sono presa  con i meridionali, i rom, i romeni, i negri, i comunisti. L’Italia ha due cancri che se non estirpati la distruggeranno in maniera irreversibile: la lega Nord e la Criminalità organizzata. Partiti come fenomeni localistici si sono diffusi in tutto il territorio nazionale e le ideologie che si nascondono dietro queste organizzazioni stanno avvelenando la democrazia come una peste. Che fare?

La lega è un partito fascista ed i suoi capi violano la legge ogni giorno con pensieri, parole e comportamenti. Va contrastata con tutte le armi che la democrazia ci consente. La Lega ed suoi seguaci non sono un fenomeno folcloristico. I leghisti non perdono occasione per aggredire verbalmente e non solo  gli extracomunitari. La lega ha fatto promulgare leggi razziali contrarie a tutte le convenzioni internazionali sui diritti degli uomini. Per la lega ogni straniero è nemico e come tale va trattato. Che cos’è il pacchetto sicurezza se non una legge che introduce un principio razzista? Questo perseguitare senza tregua e senza vergogna gli immigrati proprio come al tempo delle leggi razziali che cos’è? Un esempio di democrazia? Certamente no!

Vi ricordate di Salvini della Lega che esigeva  che nei metrò di Milano i posti a sedere fossero  riservati ai lombardi. Come si sarebbero riconosciuti  i lombardi? Dagli insulti agli immigrati? Dalla violenza per farli alzare?

E che dire di tutti gli amministratori leghisti che ogni giorno promuovono iniziative contro i diversi?
 E che dire  delle centinaia di naufraghi disperati, compresi  donne e bambini,  lasciati in mare per giorni e notti al largo delle coste italiane.
Atti indegni di questo tipo, come le aggressioni e i linciaggi, tendono a ripetersi in questa Italia. Che dire dei respingimenti in mare ad opera della gloriosa Marina Militare italiana che  obbedendo agli ordini barbari e disumani del ministro della Paura Maroni li ha rimandati in Libia, dove sono andati a morire, per esecuzione, per inedia nei campi profughi del deserto, per schiavitù (lavoro forzato senza paga), per l’abbandono in aree prive di tutto, in violazione della Costituzione italiana e della Carta dei Diritti dell’Uomo, come a suo tempo ha scritto con sdegno L’Osservatore Romano.

Bisogna resistere contro la Lega e la deriva fascista del nostro governo, bisogna combattere con tutte le armi che la democrazie ci consente e non sottovalutare più niente. Lo abbiamo fatto per troppo tempo ed è venuto il momento di fermarli prima che sia troppo tardi.

gennaio 8, 2010

Persone per bene.

“Persone per bene”: così gridava un cittadino di Rosarno. Forse, ma anche razzisti e xenofobi. I migranti vengono da lontano e sono tanti vivono da da noi circa 4 milioni di stranieri, di cui almeno mezzo milione clandestini. Su quasi 60 milioni di abitanti, si tratta del 6,7% della popolazione. Lo stato non riesce a gestire questo flusso inarrestabile che proviene  da Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina e Filippine. Vivono “intrappolati dietro un muro di discriminazione, xenofobia e razzismo a seguito dell’aumento, in alcune società, delle tensioni culturali e religiose.” come affermava Giovanni Paolo II  nella l’Erga migrantes caritas Christi[3] (n. 5), l’ Istruzione approvata da Papa Giovanni Paolo II il 1° Maggio 2004. Che cosa sono i migranti di Rosarno se non schiavi senza diritti. Percepiscono un salario di venti euro al giorno. Senza una casa, senza dignità, senza nessuna solidarietà, senza una famiglia. Fino ad oggi i cittadini di Rosarno hanno voltato la faccia dall’altra parte, fingendo di non vedere. Qualcuno per combattere la noia decide di fare il tiro al migrante. E’ possibile? E’ umano? Che gente siamo diventati? La patria delllo statuto dei lavoratori ha deciso che questi uomini, nostri fratelli, come  ci hanno insegnato al catechismo da ragazzi, sono poco più che bestie. Lavorare e non  protestare. In Calabria poi, dove lo Stato si è arreso alla criminalità organizzata, come a Castelvolturno. Maroni, il ministro della paura, invece di condannare chi si è sentito libero di poter sparare contro cittadini stranieri e piuttosto di denunciare le condizioni di schiavitù in cui vivono e lavorano migliaia di persone  denuncia addirittura ‘troppa tolleranza con i clandestini’ e individua nella clandestinità la causa della  criminalità e del degrado. E’ vero invece il contrario: lo Stato non esiste e non sa far rispettare i diritti fondamentali dei cittadini sanciti e riconosciuti dalle convenzioni internazionali.  Bisogna reagire come cittadini, come cittadini di una nazione che non vuole arrrendersi alla barbarie verso cui un modo vergognoso di governare ci sta portando. La società civile , se esiste ancora deve reagire. Lo dobbiamo alla nostra dignità di uomini, di persone stanche di fingere che tutto sia un problema di ordine pubblico e non invece un probema umano e politico. Quello che è successo è solo il risultato della continua violazione di diritti, dignità e libertà fondamentali. Prendiamo coscienza ed ognuno nel suo piccolo faccia in modo che tutto questo finisca. Dimostriamo di essere degni di chiamarci cristiani. Mettiamo in pratica quei precetti  di tolleranza, solidarietà, fraternità, che sono la base minima del vivere civile. Facciamolo prima che sia troppo tardi.