Posts tagged ‘castelli’

febbraio 29, 2012

“Il tricolore non è la mia bandiera, mai sventolato”.

In un’intervista rilasciata al programma ‘La Zanzara’ si Radio24, il leghista ed ex-ministro Roberto Castelli ha dichiarato: «Il Tricolore? mai avuto, mai sventolato. Non è la mia bandiera. Oggi salterei tranquillamente al coro ‘chi non salta italiano è…’quando ero ministro mi accusarono di averlo fatto, ma non era vero. Oggi invece lo farei senza problemi».
Castelli ha anche affrontato il tema del denaro investito in Tanzania: «In Tanzania non c’è un euro della Lega. Nemmeno un euro. Ci abbiamo pensato, ma alla fine non è stato investito niente. Quei soldi sono tutti ben custoditi nelle banche italiane. Sono stati i giornali a scriverlo ma non c’è niente di vero. E poi la legge non prevede alcun obbligo. Con i nostri soldi possiamo fare quello che vogliamo senza comunicarlo a nessuno. Non c’è obbligo di trasparenza, lo dice la legge». Complimenti… ma non era il partito delle mani pulite contro “Roma Ladrona”!?
luglio 25, 2011

Mi offro volontario.

Visto che nessuno vuole fare il ministro della Giustizia, per non essendo di destra mi offro volontario per l’incarico, mi servono giusto i soldi per andare in vacanza. Poi prometto che mi dimetto. 

Se lo ha fatto Castelli il Ministro di Giustizia, io  posso candidarmi per la Presidenza della Repubblica.

giugno 10, 2011

Satnding ovation per Santoro e figura di merda di Castelli.

aprile 21, 2011

Pdl e Lega giustificano Lassini.

Daniela Santanchè e Roberto Castelli difendono Roberto Lassini, l’autore dei manifesti “via le br dalle procure”, costretto dal Pdl a ritirare la sua candidatura dopo l’intervento del Capo dello Stato. Durante la trasmissione La Zanzara su Radio 24, prima il sottosegretario poi il viceministro sono intervenuti con dichiarazioni che hanno risvegliato la polemica politica sui manifesti apparsi a Milano nei giorni scorsi. “Io voterei Lassini anche in nome di Enzo Tortora perché la battaglia è la stessa, quella della giustizia”, ha detto Santanchè (video). Mentre Castelli ha attaccato il segretario dell’Anm: “Le parole di Cascini sono peggio dei manifesti di Roberto Lassini a Milano sulle br. Ma Napolitano ha taciuto” (video). Immediata la reazione di Leoluca Orlando dell’Idv: “Santanchè istiga all’odio contro i magistrati: il suo è un atteggiamento eversivo, si dimetta immediatamente”

dicembre 10, 2010

‘Ndrangheta, “l’amica terrona” della Lega (Annozero 9 /12 /2010)

dicembre 4, 2010

Castelli il calabrese.

Un libro sul leghista “scelto” dalla ‘ndrangheta. Il viceministro che fu condannato a rimborsare 33.100 euro per una consulenza “irrazionale e illegittima”, dice: “Non c’entro”. Retromarcia di Libero: prima titola contro Saviano, poi due suoi giornalisti confermano le sue tesi

Saviano ha rotto i Maroni”, titolava Libero appena tre settimane fa riportando le dichiarazioni dell’autore di Gomorra, colpevole di aver denunciato che “la ‘ndrangheta al nord interloquisce con la Lega”.

Adesso due giornalisti dello stesso quotidiano pubblicano un libro in cui, attraverso la testimonianza del pentito Giuseppe Di Bella, ricostruiscono l’ascesa al potere della criminalità organizzata in Lombardia. E raccontano come proprio la ‘ndrangheta nel 1990 abbia scelto i cavalli su cui scommettere tra gli emergenti politici del Carroccio, portandoli fino a “importanti incarichi di Governo”, scrivono gli autori di Metastasi Claudio Antonelli e Gianluigi Nuzzi. Quest’ultimo ieri ha anticipato le critiche: “Non è colpa mia né di Libero se al Nord c’è la malavita”. Spiegando che la differenza è che “Metastasi è un’indagine compiuta in un anno di lavoro” mentre “Saviano ha sigillato un assioma televisivo”.

Se il racconto troverà riscontri, la Lega celodurista della caccia al “terrone mafioso” ne uscirebbe con le ossa rotte. In particolare Castelli. Che da anni racconta la sua città come una zona sana. “Nel 1993 il Comune sconfisse la famiglia Trovato”, ha detto ieri e, intervistato da Enrico Mentana al tg La7, ha invitato Nuzzi “a fare il nome di questo politico”, riconoscendo che “l’identikit si adatta perfettamente a me”. E gli anni coincidono: nel 1990 alle regionali la Lega registra il primo boom (18,9%) e nel 1992 Castelli è eletto per la prima volta alla Camera. “Ma io con Coco Trovato non ho mai parlato”. Nel 2006 “ho ricevuto una lettera con 29 proiettili” ha ricordato, sottolineando che agli amici si inviano altri messaggi. E di amici, l’ingegnere di Lecco, ne sa qualcosa.

dicembre 3, 2010

CASTELLI AMMETTE: “E’ VERO ABBIAMO FATTO I TAGLI” ANNOZERO 02 12 2010

dicembre 2, 2010

Alla Lega i voti della ‘ndrangheta.

 

La Lega non sostiene la ’ndrangheta. È la ‘ndrangheta che sostiene la Lega. O almeno alcuni dei suoi uomini di spicco. Stando ad alcune anticipazioni pubblicate ieri dal Corriere della Sera e Libero, nel libro Metastasi (edizioni Chiarelettere) il pentito Giuseppe Di Bella ricostruisce come, dal 1990, il clan di Franco Coco Trovato (ergastolano al 41 bis) a Lecco scelse di sostenere un dirigente del Carroccio portandolo, a colpi di voti, fino a importanti incarichi di governo. Un politico che nel libro viene chiamato “gamma”, per coprirne l’identità in vista di possibili indagini.

E il 1990 è l’anno in cui la Lega registra il suo primo boom in Lombardia: 1 milione 183 mila voti, il 18,9% delle preferenze alle regionali. Un anno chiave, dunque. Immediata la reazione di Roberto Castelli: “Di Bella è uno dei tanti mistificatori che purtroppo abbondano nel mondo dei pentiti”.

Il senatore del Carroccio ha deciso di intervenire in difesa del suo partito. “Leggo su alcuni quotidiani – ha scritto ieri a metà pomeriggio sul suo profilo facebook e immediatamente ripreso dalle agenzie di stampa – che sarebbe saltato fuori il solito pentito che parla di un esponente leghista che avrebbe fatto accordi con il clan Coco Trovato a Lecco nel 1990. In quegli anni soltanto la Lega combatteva la mafia”, sostiene Castelli. “È troppo comodo lanciare accuse e insinuazioni a cui non si può ribattere, con l’evidente tentativo di fermare l’avanzata della Lega in Lombardia”, aggiunge. “Invito questo ‘signor pentito’ a fare nomi e cognomi.

Speriamo che li faccia presto.

novembre 21, 2010

Caselli contro la Campania.

Castelli: “I rifiuti campani in Lombardia non li vogliamo”.

E’ più esatto dire: “I rifiuti lombardi mandati in Campania non li rivogliamo”.

aprile 2, 2010

Cominciano a darsele fra di loro.

Non potendosela più prendere con la sinistra il leghisti cominciano a legnarsi in famiglia. Roberto Calderoli, intervistato dal ‘Giornale’, archivia il caso sollevato dal ministro Pdl ma e’ al viceministro leghista che piacciono le parole del ministro per la Semplificazione sulla sconfitta a Lecco. “L’amarezza rimane, e’ naturale: a nessuno piace perdere nella propria citta’. Ma sia su di lui che su Roberto Castelli a Lecco ha influito il mantenimento del doppio incarico”, e’ la riflessione di Calderoli, alla quale a stretto giro di mail replica proprio Roberto Castelli.
“In merito alla mia candidatura a sindaco di Lecco, ricordo che di correre pur mantenendo l’incarico da viceministro ho avuto ordine dalla Lega Nord. E io, come un soldato, ho obbedito. Mi stupisce – conclude il viceministro alle Infrastrutture – che ora Calderoli rinneghi cio’ che la Lega stessa mi ha ordinato di fare”.  Castelli……..un uomo che sprizza simpatia.