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aprile 3, 2020

Cassa integrazione europea: ecco a chi spetta e come funziona

 Teresa Maddonni

Cassa integrazione europea: ecco a chi spetta e come funziona

Una cassa integrazione che varrebbe 100 miliardi e andrebbe ad aiutare i Paesi membri tra i quali i più colpiti da COVID-19 come l’Italia. Anticipato dal Financial Times già nella giornata di mercoledì, si è continuato a parlate della cassa integrazione europea dopo l’annuncio della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e poi, dopo il colloquio con la stessa, del presidente del Consiglio Conte anche sulla sua pagina Facebook ufficiale.

Intanto il documento proposto dalla Commissione deve ancora ricevere l’ok dell’Eurogruppo che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze dei paesi membri. Vediamo quindi cos’è SUREa chi spetta la cassa integrazione europea e come funziona.

Cassa integrazione europea: a chi spetta e come funziona

Vediamo la cassa integrazione europea a chi spetta e come funziona dopo le prime affermazioni giunte da Ursula von der Leyen già nella giornata di mercoledì. La cassa integrazione europea, che sembra essere stata accettata dai paesi membri, spetterà alle imprese più colpite nei Paesi in difficoltà per il coronavirus.

SURE, la cassa integrazione europea, sarebbe finanziata fino a un massimo di 100 miliardi presi dalla Commissione sui mercati azionari emettendo titoli.

Ogni Paese membro dell’Unione, compresa l’Italia, dovrà dare garanzie per un totale di 25 miliardi. Il contributo di ciascuno Stato sarà proporzionato al Pil. Ogni Paese che abbia bisogno di accedere alla cassa integrazione europea potrà prendere in prestito la cifra di cui ha bisogno senza interessi.

La cifra servirà ad aiutare le aziende maggiormente in difficoltà usando la cassa integrazione europea per pagare gli stipendi dei lavoratori, cosa che avviene già con le misure messe in campo dal governo con il decreto Cura Italia.

Al termine dell’emergenza, essendo un prestito, i Paesi che ne avranno beneficiato dovranno restituire la cifra. Le garanzie potranno poi essere ritirate. Secondo le prime informazioni che giungono in merito dei fondi della cassa integrazione europea il 60%, quindi fino a un massimo che non potrà superare i 60 miliardi, andrà ai Paesi più in difficoltà come Spagna e Italia.

SURE permetterebbe a un Paese come il nostro, martoriato da questa emergenza, di avere subito liquidità e poterla restituire senza interessi. Allo stesso tempo per qualcuno resta qualche dubbio come la possibilità di alcuni Paesi di ritirare le proprie garanzie.

La proposta della cassa integrazione europea dovrà essere discussa nella riunione dell’Eurogruppo il prossimo 7 aprile.

 

marzo 31, 2020

Cassa integrazione pagata subito: sottoscritto accordo con le banche

 Teresa Maddonni

 La cassa integrazione verrà pagata subito. È stato sottoscritto nella giornata di ieri l’accordo tra le banche con Abi e le parti sociali durante la videoconferenza presso il ministero del Lavoro presieduto da Nunzia Catalfo.
Cassa integrazione pagata subito: sottoscritto accordo con le banche

Il confronto è durato 7 ore e alla fine è stato sottoscritto il Protocollo con il quale le banche si impegnano ad anticipare a condizioni favorevoli, le somme dovute per la cassa integrazione ai lavoratori che potranno nell’immediato affrontare le difficoltà cui il coronavirus ci sta sottoponendo.

Così non sarà necessario attendere i tempi anche molto lunghi dell’INPS, ma la cassa integrazione verrà pagata subito dalle banche che poi riceveranno dall’Istituto in un secondo momento la somma dovuta.

La cassa integrazione, anche in deroga, è stata prevista dal decreto Cura Italia.

Vediamo come verrà pagata subito la cassa integrazione ai lavoratori e cosa prevede l’accordo sottoscritto con le banche.

Cassa integrazione pagata subito dalle banche: l’accordo

Cassa integrazione pagata subito dalle banche e ad annunciare l’accordo tra Abi e parti sociali al termine della videoconferenza durata l’intero pomeriggio del 30 marzo è anche la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo che commenta anche sul suo profilo Facebook.

Nel protocollo è previsto che le banche che aderiranno pagheranno la cassa integrazione ai lavoratori nell’immediato con delle condizioni favorevoli.

L’INPS che per pagare la cassa integrazione spesso impiega anche 2 o 3 mesi– ma i lavoratori al momento hanno bisogno di aiuto nell’immediato- si impegna dal canto suo a rimborsare le banche entro i 7 mesi.

La banca presso la quale il lavoratore chiederà la cassa integrazione non farà pagare a questi interessi aggiuntivi. Il protocollo avrà validità fino al 31 dicembre 2020 e permetterà di pagare la cassa integrazione entro Pasqua cercando così di rispettare, con l’accordo,le promesse di Conte che aveva annunciato gli aiuti entro il 15 aprile.

A margine della videoconferenza la ministra Catalfo ha così commentato, attraverso il suo profilo Facebook ufficiale, l’accordo raggiunto:

Le parti sociali e l’Associazione bancaria italiana (Abi) hanno sottoscritto, alla mia presenza e su mio invito, la convenzione per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia. Tra i punti principali, la convenzione prevede che le banche aderenti adotteranno condizioni di massimo favore per evitare costi a carico dei lavoratori. Un risultato molto importante grazie al quale milioni di lavoratori potranno vedersi riconoscere dalle banche una rapida anticipazione dell’importo del trattamento d’integrazione salariale che gli spetta.

Cassa integrazione subito: domanda nei prossimi giorni

Per la cassa integrazione pagata subito grazie all’anticipo delle banche previsto dal protocollo ci sarà la possibilità di fare domanda già a partire dai prossimi giorni e si avranno anche le istruzioni in merito dettagliate.

Come abbiamo detto, nonostante i dubbi dei consulenti del lavoro, l’obiettivo è quello di concedere l’ammortizzatore sociale esteso anche alle microimprese.

Come abbiamo anticipato l’accordo avrà validità fino al 31 dicembre 2020. Il pagamento anticipato riguarda la cassa integrazione a zero ore per nove settimane che il limite fissato dal decreto Cura Italia, ma che con il nuovo decreto di aprile potrebbe essere prolungata dal momento che a prolungarsi sono anche le misure restrittive per evitare contagio da COVID-19. L’anticipazione sarà fissata in questo caso a 1.400 euro.

Una buona notizia per i 10 milioni di lavoratori coinvolti. La volontà di contribuire al processo della cassa integrazione era arrivato dalle banche già nei giorni scorsi attraverso alcune dichiarazioni di Abi e le Organizzazioni sindacali del settore bancario, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin che:

condividono con grande favore l’importante obiettivo a cui stanno intensamente operando con le altre rappresentanze delle imprese e dei sindacati per il varo della convenzione per l’anticipazione ai lavoratori dei trattamenti di cassa integrazione conseguenti alla sospensione dal lavoro causata dall’emergenza Covid-19. Un concreto aiuto alle famiglie che sta trovando pronta definizione grazie alle consolidate positive relazioni sindacali innanzitutto nel mondo bancario che hanno sempre consentito di trovare insieme gli strumenti utili nei momenti di maggior criticità, anche con attenzione alle altre categorie.

Maggiori dettagli sull’accordo tra Abi e parti sociali sulla cassa integrazione pagata subito, con i moduli per la domanda dei lavoratori e istruzioni in merito si avranno nei prossimi giorni.

marzo 21, 2020

LA FINE DEL LIBERISMO E DEL GRANDE INGANNO DELLA STABILITA' DELLA MONETA EUROPEA

Franco Bartolomei

La Grande crisi recessiva innescata a livello globale dalla crisi epidemica in atto nel mondo , che poggia le sue radici strutturali sul quadro di stagnazione tendenziale dello sviluppo delle economie sviluppate ,causato da tempo dall’esaurimento della leva finanziaria come fattore dello sviluppo, potra’ essere affrontata solo attraverso una massiccia politica di intervento pubblico di sostegno ed incentivazione .

Nel nostro paese , in particolare , L’operazione finanziaria pubblica necessaria per affrontare e superare la crisi gravissima che lo sta investendo e per rimetterlo in piedi dal punto di vista civile sociale ed economico e’ talmente rilevante ( dell’ordine di almeno 150 miliardi ) che puo’ essere sostenuta solo con un intervento fuori dai parametri di deficit europei .

Risultato immagini per globalizzazione addio

I finanziamenti ,enormi ,necessari per rialzarsi , devono venire quindi necessariamente da uno stanziamento pubblico di natura straordinaria assunto dallo Stato Italiano , per iniziativa delle sue strutture di governo economico e finanziario ( Bankitalia , MEF e Cassa Depositi e Prestiti ) del tutto fuori dai limiti di bilancio posti dal fiscal compact , e fuori soprattutto da ogni forma di possibile successivo commissariamento del paese , secondo il sistema del nuovo MES che noi contrastiamo radicalmente .

Pare che stasera Bruxelles abbia aperto la strada ad un tipo di intervento del genere , accantonando per motivi di emergenza il patto di stabilita’ , alla cui attuazione e’ stata sacrificata’ la nostra costituzione materiale.

La presidente della commissione europea avrebbe rilasciato una dichiarazione esplicita in tal senso .

Se questo accadra ‘ per Il RISORGIMENTO SOCIALISTA sarebbe una grande vittoria , che andrebbe a confermare la validita’ di tutta la linea politica antimaastricht che sosteniamo da anni .

Ma soprattutto sarebbe il riconoscimento da parte di settori importanti delle classi dirigenti del fallimento del sistema liberista e della pericolosita’ dei processi di globalizzazione finanziaria rispetto alla tenuta della economia reale dei paesi sviluppati , e la riaffermazione del ruolo decisivo degli stati sovrani nella risoluzione dei processi di crisi strutturali delle economie ,e nella gestione delle gravi emergenze sociali .

La nostra lotta a questo punto dovra’ essere concentrata tutta sulla qualita’ e la quantita’ economica delle scelte da fare nei confronti ed in favore del mondo del lavoro e di tutte le categorie sociali piu’ deboli .

E piu’ in generale sulla natura del nuovo modello sociale che scaturira’ da un intervento di ristrutturazione e di rifinanziamento pubblico di queste dimensioni .

E’ evidente che la riattivazione di una nuova spirale produttiva attraverso un grande intervento pubblico dovra’ implicare una riaffermazione del ruolo pubblico di direzione generale delle scelte dello sviluppo , la riassunzione nella mano pubblica di un sistema di poteri di intervento diretto a garanzia della economia nazionale di fronte agli attacchi finanziari e monetari di natura speculativa ,un nuovo sistema di relazioni sociali che rimetta al centro dei processi decisionali collettivi il mondo del lavoro , che sta’ letteralmente tenendo in piedi il paese in questa emergenza nazionale , e conseguentemente uno stravolgimento complessivo del modello liberista che ha portato tutto il nostro sistema Saniitario ,di Welfare , e di Protezione civile ,al livello di debolezza che stiamo drammaticamente scontando in questi giorni drammatici .

novembre 4, 2013

“E’ ora di affrontare il tema del salario minimo”

 Lanfranco Turci l’Unità 3-11-2013
Link articolo: http://m.friendfeed-media.com/4a262c5791eaec90649c21edab6bd37dbaef41f0

agosto 30, 2012

mercato del lavoro è sempre più crisi.

di LUIGI CORTINOVIS

Mercato del lavoro sempre più in crisi. A luglio sono 639,5 milioni le ore di cassa integrazione autorizzate per operai e impiegati delle aziende italiane: rispetto a un anno fa sono aumentate dell’8,8%. I dati sono resi noti da Confartigianato, che ha analizzato la dinamica delle diverse forme di cassa integrazione guadagni per settori produttivi e aree del paese. La cassa integrazione ordinaria incide per il 31,5% del totale degli interventi di cassa integrazione, quella straordinaria per il 35,9% e quella in deroga per il 32,6%.

La situazione peggiore riguarda il settore dei servizi, che tra gennaio e luglio ha fatto registrare un aumento del 32,6% del numero di ore di Cig concesse (pari a 35,7 milioni di ore in più), e le costruzioni che nello stesso periodo mostrano un’impennata del 30,5% delle ore autorizzate di cassa integrazione (pari a 18,5 milioni di ore in più). In aumento anche l’agricoltura, con 1,3 milioni di ore in più (+48,4%). Per l’artigianato, l’aumento è stato del 6%. In valori assoluti, è la Lombardia al primo posto tra le regioni italiane per numero di ore autorizzate di Cig a luglio 2012: 135.644.344. Seguono il Piemonte con 97.424.429 ore di Cig e il Veneto con 50.669.520 ore autorizzate di cassa integrazione. Ma è la Sicilia la regione che, da gennaio a luglio 2012, ha mostrato la crescita maggiore di ore di cassa integrazione: 76,6%. Al secondo posto la Basilicata con il 39,2% in più e l’Umbria con un aumento del 37%.

Per quanto riguarda l’artigianato, le ore di Cig concesse a luglio 2012 sono 50,8 milioni pari al 7,9% del totale delle ore autorizzate di Cig e al 24,3% delle ore di cassa integrazione in deroga. Nel complesso del periodo compreso tra il 2008 e il I semestre 2012 il peso dell’artigianato è dell’8,7% che sale al 32,9% per la cassa integrazione in deroga. Complessivamente, negli ultimi 12 mesi sono 1.024.659.694 le ore di cassa integrazione autorizzate per il totale di operai e impiegati. La Cig ordinaria incide per il 28,5% sul totale degli interventi di cassa integrazione, la Cig straordinaria per il 39,0% e la Cig in deroga per il 32,5%. Rispetto ai 12 mesi precedenti la Cig è in calo dell’1,6% e si evidenzia per l’artigianato la diminuzione più intensa, pari al 21,5% in meno. L’industria segue con una diminuzione quasi tre volte inferiore (-6,7%) mentre tutti gli altri rami sono in aumento: l’edilizia sale del 20,9%, il commercio del 32,2%.  (VEDI GRAFICO INPS A LATO)

“In attesa dei dati dell’Istat sulla situazione occupazionale – sottolinea il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli – la nostra analisi mostra la preoccupante situazione del mercato del lavoro italiano. In particolare, l’artigianato, nonostante la crisi che lo attraversa, conferma la minore propensione a utilizzare lo strumento della cassa integrazione ordinaria, mentre rimane la necessità di poter disporre di ammortizzatori sociali efficaci e propri del settore come quelli gestiti attraverso il modello degli enti bilaterali”.

maggio 19, 2012

Fiat : per la prima volta in cassa integrazione tutti i 5.400 dipendenti di Mirafiori e Monti mette la tassa sui cani.

 

Protesta dei dipendenti Protesta dei dipendenti

MILANO – Tutti i 5.400 dipendenti degli enti centrali di Mirafiori, la maggior parte impiegati, andranno per la prima volta in cassa integrazione ordinaria contemporaneamente sei giorni tra giugno e luglio. «È una pessima notizia: vuol dire che anche a livello della testa di Fiat ci sono forti problemi» commenta Edi Lazzi, responsabile V lega Fiom.

GIORNI DI STOP – «E’ l’informazione che è stata comunicata ai sindacati: gli impiegati faranno 3 giorni di cig e 1 di permesso a giugno e poi ancora a luglio» ha riferito un portavoce di Fiat. Nel dettaglio i giorni di cassa integrazione saranno: il 14, 15 e 21 giugno, il 12, 13 e 19 luglio. Questi giorni si sommano a quelli già programmati del 22 giugno e del 20 luglio in cui ci sarà la chiusura dello stabilimento utilizzando i permessi personali dei lavoratori.

maggio 18, 2012

Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria di Antonio Capolongo.

 

“A partire da domani lei è sospeso dal lavoro con ricorso alla cassa integrazione guadagni…”                                        Così recitava la lettera che Marcello Marchesi ricevette da parte della sua azienda, una delle tante in crisi della martoriata provincia di Napoli. È in questo modo, crudo, che apprende che dovrà rimanere a casa, ma all’epoca non sa che lo dovrà fare esattamente per centoquattordici giorni. È da questo punto che si snodano due strade… due viaggi fatti nel segno della lotta pura, uno per rivendicare i propri diritti, l’altro per sconfiggere le proprie paure. Durante quest’ultimo incontrerà tanti personaggi che albergano nella sua memoria, essi lo accompagneranno fin dove le due strade si intersecano..

Antonio Capolongo ci ha inviato il suo secondo libro per i tipi della società editrice Arduino Sacco editore, dal titolo “Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria” Auguri all’autore che ci ha voluto onorare partecipandoci l’evento che condividiamo con i nostri amici del blog.

ottobre 28, 2011

Una lettera per distruggere i diritti dei lavoratori.

I punti della lettera di Berlusconi alla UE sono  quattro  e pesano tutti sulle spalle dei lavoratori o della colletività a vantaggio di pochi. Pensione a 67 anni. Mobilità obbligatoria per i dipendenti pubblici, e libertà di licenziare per le imprese in crisi.Dismissione del patrimonio pubblico da regalare a pochi eletti.

Qualcuno crede ancora che i Blak bloc abbiano fatto male il 15 ottobre a scassare tutto?

giugno 8, 2011

Contrattazione sociale e territoriale uno strumento di difesa dagli effetti della crisi.

Il tessuto non solo economico ma anche sociale del paese è stato colpito violentemente da una crisi che ha aggravato la condizione materiale delle persone, sia per quanto riguarda il profilo del lavoro sia per le condizioni generali di vita. Questo stato di cose ha inevitabilmente caratterizzato la contrattazione sociale territoriale che si è resa un potente strumento di risposta, seppur declinato in un’ottica prevalentemente difensiva ma quasi sempre condotta unitariamente con CISL e UIL. Un’attività negoziale che ha raggiunto lo scorso anno milioni di persone per sostenere i loro redditi azzerati o falcidiati dalla Cassa integrazione e per integrare quelle politiche di welfare vessate dai tagli lineari delle manovre economiche. E’ questo in estrema sintesi il quadro che emerge dal ‘Secondo Rapporto sulla Contrattazione Sociale Territoriale’ a cura dell’Osservatorio sulla Contrattazione Sociale (Ocs), costituito dalla CGIL e dallo SPI, con il contributo dell’IRES.

dicembre 17, 2010

L’Italia paralizzata dalla crisi e loro comprano deputati.

La pressione fiscale è al 43,5%, 600mila lavoratori sono in cassa integrazione, altri 540mila hanno perso il posto negli ultimi due anni: l’economia del paese è ferma. Eppure, riforme immediate e a costo zero per ripartire ci sarebbero. “La prima cosa – spiega l’economista Tito Boeri – dovrebbe essere una riforma fiscale che sposti la tassazione dalle produzioni alle rendite”. Oppure nuovi regolamenti per colpire i patti di sindacato e riportare il controllo delle società nelle mani degli azionisti, suggerisce l’ex commissario Consob Salvatore Bragantini .Ma il governo pensa solo a sopravvivere. Dopo la fiducia risicata, tra una barzelletta e l’altra Berlusconi continua a preoccuparsi solo di recuperare il voto di altri deputati, così da poter conservare il potere fino a fine legislatura . Il premier ostenta sicurezza, ma se anche l’esecutivo dovesse sopravvivere, ogni provvedimento dei prossimi mesi dovrà superare una pericolosa conta. E dopo la batosta della sfiducia mancata l’opposizione non riesce a ricompattarsi. Di Pietro propone una alleanza con Bersani e Vendola, un “matrimonio nell’interesse del Paese” per sconfiggere B. Il partito democratico però respinge l’offerta e punta a stringere il rapporto con il neonato Polo della Nazione.