Posts tagged ‘cardiaca’

febbraio 20, 2013

Modello cuore in 3D aiuta a capire dinamica aritmia cardiaca.

Sviluppato un modello tridimensionale dell’ che permette di esaminare con chiarezza microscopica mai raggiunta prima le dinamiche di questo meccanismo di alterazione del . cuore 3D 300x300 Modello cuore in 3D aiuta a capire dinamica aritmia cardiacaGli della Univerity of British Columbia, usando potenti raggi X, hanno potuto cosi’ mostrare come le mutazioni dei geni influenzano il comportamento delle cardiache deputate a controllare il ritmo del cuore.

Lo studio e’ stato presentato durante il meeting annuale della American Association for the Advancement of Science di Boston. “Ogni nostro battuto e’ preceduto da un getto di ioni calcio nelle cardiache. Poi, in seguito al lavoro di una speciale , inizia la fase contrattile vera e propria del cuore”,ha spiegato Filip Van Petegem, fra gli autori dello studio, “ricostruendo questo processo e le sue dinamiche abbiamo mostrato che una mutazione del legato a questa provoca perche’ destabilizza questa fase causando un rilascio di calcio prematuro”.

luglio 22, 2012

Morti improvvise tra gli sportivi: cardiopatie silenti.

cardiopatie_silenti

 Viste le recenti morti che hanno coinvolto numerosi atleti sportivi come quelle del calciatore Piermario Morosini, del pallavolista Vigor Bovolenta e del nuotatore norvegese Dale Oen, e’ essenziale…

22 luglio 2012 / Leggi tutto »

aprile 20, 2012

L’utilità del testosterone negli scompensi cardiaci.

Il puo’ migliorare la resistenza all’esercizio fisico nei pazienti con insufficienza cronica. E’ quanto emerge da un analisi combinata di quattro diversi studi clinici effettuata da un team dell’Universita’ di Alberta, in Canada.

 

L’analisi e’ stata pubblicata su Circulation Heart Failure, organo della American Heart Association. I partecipanti allo studio hanno fatto registrare il 50 per cento di miglioramenti nella loro capacita’ di camminare e, in alcuni casi, gli effetti di potenziamento muscolare sono durati anche un anno. Anche se l’84 per cento dei soggetti dello studio, con un’eta’ media di 67 anni, era di sesso maschile, il trattamento al (somministrato con cerotti, gel o iniezioni) ha dato dei miglioramenti anche nelle donne. “Tuttavia – fa osservare Justin Z. Ezekowitz, direttore della Heart Function Clinic della Universita’ d’Alberta a Edmonton, nonche’ autore principale dello studio – si tratta di risultati aggregati su soli 198 pazienti con cronica e insufficienza stabile, quindi abbiamo a che fare con un campione ancora troppo piccolo per poter dire l’ultima parola sul trattamento della malattia con supplementi ormonali. I miglioramenti osservati devono essere riprodotti in un numero maggiore di pazienti prima di poter raccomandare il come terapia”.

novembre 24, 2011

Scoperto legame tra rottura del cuore e infarto del miocardico.

Scienziati in Belgio, Paesi Bassi e Stati Uniti hanno individuato una singola proteina, chiamata , che svolge un ruolo nella cascata biochimica che provoca la rottura del .

I risultati gettano luce su come il fatto di bloccare i processi biochimici innescati dall’ormone aldosterone, può prevenire la rottura del in seguito ad un infarto del miocardio. Lo studio, presentato sulla rivista Nature Medicine, è stato in parte finanziato dal progetto MEDIA (“The metabolic road to diastolic heart failure”), sostenuto con quasi 12 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del settimo programma quadro dell’UE (7° PQ).

Guidati dalla University of Iowa negli Stati Uniti, gli scienziati suggeriscono che bloccando questa proteina si protegge una persona dalla rottura , aumentandone quindi le possibilità di sopravvivenza.

Quando una persona subisce un infarto vengono prodotte varie sostanze chimiche, innescando processi biologici che contribuiscono alla guarigione e riparazione. I problemi iniziano quando molti di questi segnali chimici diventano “troppo abbondanti”, provocando ancora più danni, con conseguente scompenso cardiaco e morte improvvisa.

luglio 25, 2011

Insufficienza cardiaca congestizia: presto sperimentazione terapia genetica sull’uomo

Verra’ presto sperimentata sull’uomo la a base della per la cura dell’ : e’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Science Translational Medicine dai ricercatori del Thomas Jefferson University’s Center for Translational Medicine (Usa) guidati da Patrick Most.

La terapia, spiegano i ricercatori, e’ stata finora sperimentata con successo in laboratorio e su modelli di animali, e funziona riportando alla normalita’ la presenza della , i cui livelli tendono a diminuire nelle cellule del muscolo cardiaco malato. Messa a punto 15 anni fa dal team di Walter Koch della Thomas Jefferson University, la terapia sembrerebbe essere in grado di contrastare lo sviluppo dell’ soprattutto in coloro che hanno gia’ subito un attacco di cuore.

marzo 21, 2011

Stenosi aortica: studio accende speranze sulla cura della patologia.

Una nuova ricerca mostra come che causa ha un ruolo fondamentale nello sviluppo di una della chiamata . I risultati, pubblicati sulla rivista Circulation, suggeriscono che le medicine antinfiammatorie potrebbero essere usate per rallentare il progredire della .

 

Quando il sangue scorre dal cuore verso l’aorta (il principale vaso sanguigno che porta dal cuore verso il resto del corpo), deve passare attraverso la aortica. La si presenta quando questa non si apre completamente, diminuendo concretamente il flusso del sangue dal cuore. È la più comune delle valvole del cuore.

Questa patologia è più diffusa tra gli anziani, nei quali un accumulo di depositi di restringe la . Alcune persone però sono nate con questo problema e altre lo sviluppano in seguito a un accesso di febbre reumatica. È più comune negli uomini che nelle donne.

I sintomi della consistono in affanno, dolore al torace, svenimenti, debolezza e palpitazioni. Attualmente l’unica terapia consiste in un intervento chirurgico per sostituire la danneggiata. Se non si interviene, la prognosi per i pazienti che hanno sviluppato i sintomi è cattiva. I ricercatori sono quindi impegnati per trovare farmaci che potrebbero rallentare o persino fermare il progredire della .

marzo 20, 2011

Post-infarto: funzionano le staminali

La ricerca dovrà trovare conferme in ulteriori studi e in particolare dovrà essere chiarito quale sia la più efficace delle due popolazioni di utilizzate.Positivi i risultati di un trial preliminare sull’infusione di per il trattamento del colpito da : secondo quanto riferito in un articolo sulla rivista Circulation Research: Journal of the American Heart Association la nuova metodica consente di alleviare il e con ciò ottenre una riduzione delle dimensioni del cuore stesso, contrastando l’ e inparticolare quella delle pareti dentricolari che è una conseguenza dell’attacco di cuore.

Nel corso della ricerca, a un gruppo di otto pazienti di età media di 57 anni sono state iniettate via catetere ricavate dal loro stesso .

gennaio 14, 2011

Il gene che fa ‘battere il cuore’.

La ricerca apre nuove prospettive nel campo del controllo della frequenza cardiaca e dello sviluppo di nuove terapie per i disturbi del ritmo.

l battito del cuore è regolato in modo diretto da una particolare proteina codificata dal gene Hcn4, che funge da canale ionico, chiamato canalefunny o canale del “pacemaker”. La presenza di questi canali nelle cellule autoritmiche cardiache è essenziale per la generazione dell’attività spontanea e per la modulazione della frequenza. La dimostrazione di questo fatto è stata ottenuta dal gruppo di ricerca del Laboratorio di fisiologia molecolare e neurobiologia dell’Università di Milano diretto da Dario DiFrancesco – che negli anni settanta aveva scoperto questo tipo di canali – e pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il legame tra questi canali e l’attività ritmica de cuore era già stata messa in evidenza da studi precedenti, grazie all’individuazione di una molecola che blocca specificamente la funzione di questi canali, , l’ivabradina, oggi usata nella terapia dell’angina pectoris. Tuttavia, un’evidenza diretta della funzione dei canali funny nel controllo dell’attività ritmica e della frequenza non era ancora disponibile.