Posts tagged ‘carbone’

settembre 5, 2010

Una tassa per favorire il nucleare?

Una tassa per favorire il nucleare?

I costi degli impianti nucleari stanno schizzando alle stelle? Favoriamo il nucleare tassando gli impianti di produzione di energia da fonti fossili, come il gas e il carbone.

L’idea, secondo quanto riporta il blog Inchiesta Nucleare (curato da Luca Iezzi, giornalista economico di Repubblica e autore del saggio Nucleare? Sì grazie), sarebbe venuta in Inghilterra al ministro dell’Energia Charles Henry, dopo aver preso atto del fatto che anche gli impianti nucleari inglesi hanno qualche problema di costi fuori controllo.

Sempre Iezzi, poi, riporta la notizia data dal New York Times sui costi degli impianti nucleari in costruzione in Bulgaria: una centrale in costruzione lungo il Danubio, infatti, ha visto crescere i costi dai 4 miliardi di dollari originali a 11,5 miliardi.

giugno 19, 2010

Il fascino del carbone: la strana riconversione della centrale Enel di Rossano

Mentre tutta Italia viaggia verso la conversione delle vecchie centrali elettriche, trasformandole in impianti a ciclo combinato a gas naturale, l’Enel in Calabria decide di puntare tutto sul carbone. Ma, poichè non ha il coraggio di dirlo, parla di “policombustibile”.

E, per policombustibile, Enel intende carbone (pulito, che te lo dico a fare…), gas naturale, biomassa e solare termodinamico. Tanta roba, per una centrale sola e, come al solito, il diavolo è nei dettagli: quanto carbone e quanto tutto il resto?

Secondo Legambiente e il comitato del no si parla di almeno l’80% di carbone. Poli mica tanto, quindi…

Ma la cosa più strana di questa faccenda è che la centrale di Rossano ha già subito una riconversione negli anni passati: nel 95-96, infatti, quattro degli otto gruppi produttivi (per un totale di circa 450 MW) sono stati convertiti a gas naturale. Con gli altri quattro gruppi già a metano si arriva ad un totale di 1.700 MW.

giugno 4, 2010

Un anno a impatto zero: uscito in Italia il libro di Colin Beavan.

No impact man in bici con moglie e figlia Un anno fa Colin Beavan balzò alle nostre cronache per aver raccontato la sua storia incredibile: vivere per un anno a impatto zero. La sua storia è stata raccontata prima in un libro e poi in un documentario, No impact man, che fu anche presentato al Sundance Festival 2009. Il libro di Beavan è stato tradotto anche in Italia: Un anno a impatto zero (Cairo Editore).

Beavan ha iniziato nel 2006 la sua avventura accompagnato da moglie e figlia. La moglie, Michelle amava lo shopping e la tv e per seguire il marito ha smesso entrambe le attività. Spiega Beavan dopo che ha vissuto un anno senza produrre rifiuti, nutrendo lui e la sua famiglia solo di cibo locale, senza usare impianto di riscaldamento e condizionamento (e questa è già una grossa rivoluzione per un americano medio!) e spostandosi solo in bicicletta o mezzi pubblici, che la salute ambientale del Pianeta è seriamente a rischio. Ogni individuo deve essere cosciente del problema e assumersi la responsabilità delle sue azioni. In più collettivamente sono da mettere in atto una serie di azioni che riguardano sia la fine del petrolio sia l’uso di carbone:

Dobbiamo smetterla di bruciare carbone. Uno dei più importanti climatologi degli Stati Uniti, James Hansen, sostiene che il petrolio si esaurirà in 50 anni, cosa di cui siamo così preoccupati, ma che il carbone durerà per altri 300, 400, forse anche 500 anni. Due anni fa ha detto che avremmo dovuto smettere entro 10 anni. E’ una grande sfida, ma dobbiamo arrivare ad azzerare le emissioni derivanti dalla combustione del carbone. Per far questo è necessario aumentare il prezzo dei carburanti fossili, e diminuire il prezzo di quelli rinnovabili. Si potrebbe pensare a una tassazione degli uni per investire negli altri ed abbassarne così il prezzo. Il problema dei carburanti rinnovabili e in generale dell’energia rinnovabile, al momento, è infatti l’elevato costo. Bisogna invertire la tendenza, cosicchè il mercato scelga carburanti rinnovabili, anziché fossili. Questo è il punto di partenza. (http://www.ecoblog.it/)