Posts tagged ‘cancro alla prostata’

giugno 11, 2013

Tumore prostata, no degli urologi alla scelta della chirurgia preventiva

L’appello degli esperti della Società italiana di Urologia oncologica durante il XXIII Congresso Nazionale SIUrO. “A differenza del seno e delle ovaie, in questo caso non c’è prova sicura sulla correlazione tra alterazione genetica e insorgere della malattia”

 

Tumore prostata, no degli urologi alla scelta della chirurgia preventiva

ROMA – No allo screening genetico di massa e alla chirurgia preventiva su organi sani (come la prostata) per evitare l’insorgenza di eventuali tumori. E’ questo l’appello che lanciano gli esperti della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) durante il XXIII congresso nazionale SIUrO in corso fino a domani a Firenze. Una presa di posizione che arriva dopo il caso di Angelina Jolie, che si è sottoposta a una doppia mastectomia preventiva per evitare l’insorgenza di tumore al seno, e quello di un manager londinese che si è fatto asportare la prostata per scongiurare il rischio di tumore.

Alterazioni genetiche.
“E’ vero, le ultime ricerche – afferma Giario Conti, Presidente SIUrO – hanno dimostrato che l’alterazione, tramite mancate riparazioni del Dna, del gene Brca 2 nel maschio aumenterebbe il rischio relativo di sviluppare il tumore di 9 volte circa rispetto alla popolazione normale. Tendenzialmente i tumori dovuti ad alterazioni genetiche sono più aggressivi, più veloci e danno più facilmente origine a metastasi. Ma per la prostata – dice Conti – , a differenza di quello che accade per il tumore al seno e alle ovaie dove la probabilità è molto alta e dove esistono dei percorsi medici precisi, le conoscenze attuali non sono assolutamente tali da garantire la correlazione tra l’alterazione dei geni e l’insorgenza del tumore”.

Il test di screening genetico per il tumore alla prostata, spiegano gli esperti, va richiesto solo per coloro che hanno numerosi precedenti in famiglia. “La presenza di un’anomalia genetica non rappresenta la certezza di contrarre il tumore – aggiunge il vicepresidente Siuro, Alberto Lapini -, e non giustifica in alcun modo una scelta radicale come l’asportazione della prostata”.

settembre 24, 2012

Tumore alla prostata: cani-spia riescono a “fiutarlo”.

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03:03 am | L’olfatto dei cani come arma per svelare la presenza di un tumore prostatico. Questo metodo, considerato attendibile nel 91% dei casi, sarà protagonista di uno studio italiano condotto…

24 settembre 2012 / Leggi tut

aprile 25, 2012

Origano efficace contro le cellule tumorali del cancro alla prostata.

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Ancora sui benefici dell’origano, antibatterico ed antinfiammatorio naturale. Stavolta per parlarvi dei suoi effetti contro le cellule tumorali del cancro alla prostata, evidenziati da un recente esperimento dei biologi della Long Island University, presentato ieri alla Experimental Biology 2012, di San Diego, in California.

Il cancro alla prostata colpisce prettamente gli uomini anziani. Si stima che un uomo su 36 morirà di questo tumore, molto aggressivo. Il Dr. Supriya Bavadekar della LIU sta testando le proprietà antitumorali del carvacrolo, un componente dell’origano, per scovare una terapia meno invasiva di quelle attuali: chirurgia, radioterapia, terapia ormonale, chemioterapia e terapia immunitaria.

Ebbene, dai primi test emerge che il composto a base di carvacrolo induce apoptosi nelle cellule tumorali. Detto in parole semplici: programma la morte delle cellule, spingendole al suicidio. Il carvacrolo potrebbe dunque essere utilizzato come agente anticancro all’interno di trattamenti meno invasivi e con effetti collaterali meno devastanti di quelli attuali.

febbraio 11, 2011

TUMORI: TUTTO IL CODICE DEL CANCRO ALLA PROSTATA, OLTRE 21MILA MUTAZIONI.

Un libro pieno zeppo di errori di ortografia. Si è presentata così la mappa genetica del cancro alla prostata agli scienziati americani del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e di Harvard, negli Usa,che per primi sono riusciti a descriverla in maniera completa. Oltre 21.000 mutazioni genetiche disseminate tra le sette forme tumorali esaminate e circa 100 riarrangiamenti, sequenze di Dna danneggiate che si “muovono” e raggiungono altre zone del genoma. Lo studio, pubblicato su Nature, secondo Mike Berger, è destinato a “trasformare la compresione della biologia di base del cancro alla prostata”. Come? Possedere un quadro dettagliato del codice del cancro permetterà di sapere per ogni paziente quali e quanti geni sono “corrotti”, di studiare terapie personalizzate per colpire solo le mutazioni nocive e di fornire “trattamenti e diagnosi precoci per le varianti più aggressive della malattia”, conclude Berger.

La maggior parte delle alterazioni genetiche, infatti, vengono definite “passeggere”: provocano danni, ma non devono inesorabilmente condurre verso lo sviluppo di tumori. In alcuni casi, invece, un piccolo numero di esse viene definito con il termine di “piloti”, in quanto conducono verso la malattia. È recente la notizia pubblicata sul Lancet che grazie a scoperte simili sul ruolo dei geni nella formazione dei tumori, gli scienziati britannici della Queen Mary University hanno sviluppato un test in grado di valutare la velocità con cui le cellule crescono e proliferano – definito progressione del ciclo cellulare – per selezionare i casi che necessitano di trattamenti specifici prima e meglio di quanto faccia il Psa. (ASCA)

marzo 29, 2010

Cancro alla prostata: un virus ‘addestrato’ per distruggere selettivamente le cellule ‘pazze’

 Alcuni scienziati hanno scoperto un virus che con molte speranze potrà essere usato come arma contro il cancro alla prostata. Hanno iniettato in sei pazienti volontari il virus che è stato in grado di distruggere le cellule tumorali risparmiando il tessuto normale. Gli scienziati credono di poterlo far ‘lavorare’ anche contro altri tumori, come ad esempio quello del seno, delle ovaie, pancreas e contro alcuni tipi di cancro al cervello.
Le Reoviridae sono una famiglia di virus che possono colpire il sistema gastrointestinale (come il Rotavirus) e il tratto respiratorio: da qui il nome reovirus (respiratory, enteric, orphan virus). L’esposizione a questo patogeno porta moderati disturbi respiratori e gastrointestinali, quali lieve febbre o diarrea.

Lo studio canadese è il primo a testare il virus sul cancro alla prostata dopo la precedente ricerca in cui si è dimostrata la selettività di attacco del virus.
Il titolare dello studio,il Dott. Don Morris, del Tom Baker Cancer Centre di Alberta, ha dichiarato: ‘I nostri risultati sono un trampolino di lancio per nuovi futuri studi e metodologie da usare per combattere il cancro alla prostata
La Dr Helen Rippon, dal Prostate Cancer Charity, ha detto: ‘Anche se questa è una ricerca in fase iniziale, è particolarmente interessante in quanto ha la possibilità di fornire un nuovo trattamento per il cancro alla prostata localizzato, che può evitare i troppo frequenti effetti collaterali di radioterapia o interventi chirurgici. ‘Vi è, tuttavia, ancora una lunga strada da percorrere. Come pure gli ostacoli etici in cui ci si imbatte quando si usano virus vivi come terapie contro il cancro; c’è anche la questione della risposta immunitaria del corpo, che può aggredire e inattivare i virus prima che abbiano avuto la possibilità di fare il loro lavoro.

marzo 27, 2010

Alimenti anticancro: le noci.

 

 Una manciata di noci al giorno può prevenire il cancro alla prostata. La nuova conferma sugli effetti benefici della frutta a guscio arriva da uno studio dell’Università della California: alimentati per due mesi con noci tritate miscelate ai cereali, i topi di laboratorio, geneticamente predisposti a sviluppare il cancro, hanno risposto meglio all’aggressione della malattia. Le cellule neoplastiche sono cresciute meno velocemente e la massa tumorale si è rivelata più piccola.

I benefici della frutta a guscio contro lo sviluppo di malattie degenerative e cardiache sono noti. Merito degli omega-3, acidi grassi polinsaturi, che fanno della frutta secca un potente concentrato di benessere. La quantità giusta per un maschio adulto, secondo gli esperti, sarebbe di 14 noci al giorno. Ma attenzione, sentenzia Paul Davis, ricercatore dell’American Chemical Society, che il consumo sia inserito “all’interno di una dieta equilibrata che comprende molta frutta e verdura”. La dieta è sicuramente un fattore-chiave in molti tipi di tumori.

Tè verde, melograno e pomodori sono già riconosciuti come cibi protettivi. Sulle noci qualcuno nutre ancora qualche dubbio. Per Helen Rippon, del Prostate Cancer Charity, un ente benefico britannico, è però ancora troppo presto “per dire se le noci possono prevenire il cancro alla prostata negli uomini”.

In Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, il tumore della prostata è al primo tra quelli che colpiscono l’uomo. Ogni anno si registrano circa 42.000 casi e circa 9.000 decessi. (liquidarea)