Posts tagged ‘canale di sicilia’

febbraio 13, 2015

Non stanno prendendo il sole!

Strage-Lampedusa-300 mortiDuecento morti, probabilmente 300, forse 400. È il bilancio drammatico, ancora provvisorio, dell’ultima tragedia avvenuta domenica scorsa nel Canale di Sicilia, quando in piena bufera è stato soccorso un gommone con a bordo 105 migranti, 29 dei quali morti di freddo.

Dio è morto!

ottobre 17, 2013

Leonarda Dibrani, 15 anni, fa vergognare la Francia socialista. Ma anche noi!

Leonarda Dibrani, 15 anni, fa vergognare la Francia socialista. Ma anche noi

Leonarda Dibrani, 15 anni, è l’adolescente raggiunta dagli agenti di polizia mentre si trovava sul bus della gita scolastica insieme ai suoi compagni, per provvedere immediatamente alla sua espulsione dalla Francia: colpevole di non avere il permesso di soggiorno in regola, come del resto tutto la sua famiglia rom kosovara. Abitavano da tre anni in Francia e Leonarda frequentava regolarmente la scuola. Ora la sinistra d’oltralpe si vergogna, ma noi non possiamo fare a meno di rilevare la velenosa trasversalità della cultura securitaria della discriminazione. Ieri abbiamo ricordato il settantesimo anniversario della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma. Restiamo allibiti di fronte ai negazionisti e ai difensori di un vecchio criminale nazista responsabile della fucilazione di 335 innocenti. Ci vergogniamo dei respingimenti in mare nel Canale di Sicilia. Ma nella prassi quotidiana operazioni come l’espulsione dell’”irregolare” quindicenne rientrano nella normalità. Prassi consolidata. Alla quale finiamo per abituarci.(Gad Lerner)

giugno 16, 2013

Se un vostro figlio morisse così…….

 

Immigrati aggrappati ad alcune gabbie per i tonni, in una immagine del 26 maggio 2007

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Immigrati aggrappati ad alcune gabbie per i tonni, in una immagine del 26 maggio 2007

Aggrappati ad una gabbia di tonni, morti sette migranti Sette migranti sarebbero annegati nel Canale di Sicilia mentre tentavano di aggrapparsi a una gabbia per l’allevamento di tonni trainata da un motopesca tunisino. Lo hanno riferito i 95 superstiti, che erano a bordo di un gommone, una volta giunti a Lampedusa.

Il racconto dei superstiti, alcuni dei quali hanno parlato addirittura di una decina di vittime, è ancora al vaglio degli inquirenti che lo valutano con grande cautela per la mancanza di riscontri. Secondo la ricostruzione fatta dai sopravvissuti, i loro compagni sarebbero finiti in mare dopo che l’equipaggio del motopesca “Khaked Amir” aveva tagliato il cavo che trainava la gabbia. Alcuni avrebbero anche tentato di salire sul peschereccio, ma sarebbero stati respinti con la forza. La tragedia sarebbe avvenuta a 85 miglia a Sud di Malta. I naufraghi erano stati avvistati poco prima della mezzanotte da un aereo della Marina Militare maltese, in parte ancora sul gommone alla deriva in parte aggrappati alla gabbia dei tonni.

settembre 1, 2011

Giù le mani dal Canale di Sicilia, il report di Greenpeace.


Il Canale di Sicilia è ancora una volta nel mirino della compagnia petrolifera australiana Audax, già nota alle cronache per il suo interesse a scandagliare i fondali del mare a sud dell’isola. Greenpeace, naturalmente, non ci sta e ha confezionato uno speciale report dal titolo “Le mani sul tesoro” che mostra con dovizia di particolari i risultati di un’esplorazione della zona nella quale sono richieste le autorizzazioni per la ricerca del greggio.

La straordinaria biodiversità e la fondamentale importanza di quel tratto di mare hanno convinto Greenpeace a ribadire la necessità dell’istituzione di una riserva marina che lo tuteli da qualsiasi tipo di sfruttamento. Le immagini sono eloquenti, le potete vedere voi stessi, grazie al lavoro della Rainbow Warrior che ha effettuato una ricognizione nei banchi di Skerki, Talbot, Avventura e Pantelleria, alcuni fra quelli interessati nell’area oggetto delle richieste d’autorizzazioni che Greenpeace chiede vengano bloccate dal ministro Prestigiacomo.

Qui il report in pdf.

settembre 4, 2010

Legambiente chiede lo stop delle trivellazioni in Italia.

Legambiente: “Ennesimo segnale d’allarme. Stop a nuove trivelle in Italia”

“Questo nuovo incidente è l’ennesimo segnale d’allarme sui sistemi di sicurezza delle operazioni d’estrazione di petrolio off-shore, un’attività molto pericolosa praticata anche nei nostri mari che sommata all’intenso traffico di petroliere rappresenta un serio pericolo per le coste italiane. All’Italia non servono nuove trivelle ma una politica che tuteli le nostre vere risorse. Lo sfruttamento di giacimenti al largo delle nostre coste è un miraggio che non deve assolutamente accecarci”.

Così il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri commenta l’incidente avvenuto ieri a un’altra piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico.

Legambiente ricorda che l’Italia, attraverso 12 raffinerie, 14 grandi porti petroliferi e 9 piattaforme di estrazione off-shore, movimenta complessivamente oltre343 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi all’anno a cui vanno aggiunte lequantità di petrolio e affini stoccati in 482 depositi collocati vicino al mare, che hanno una capacità di quasi 18 milioni di metri cubi.

L’associazione ambientalista sottolinea poi che oltre ai 76 pozzi già esistenti ci sono altre aree d’Italia a rischio trivelle. Ad oggi infatti nel Belpaese sono stati rilasciati 95 permessi di ricerca di idrocarburi, di cui 24 a mare, interessando un’area di circa 11 mila chilometri quadrati (kmq). A questi si devono aggiungere le 65 istanze presentate solo negli ultimi due anni, di cui ben 41 a mare per una superficie di 23 mila kmq.

“Puntando sul petrolio – ha aggiunto Venneri – si rischia di ipotecare il futuro delle nostre coste e di attività economiche come il turismo di qualità. Per una tutela davvero efficace dunque non basta il divieto di perforazioni entro le 5 e 12 miglia dalla costa ma serve un divieto tout court in Italia e in tutto il Mediterraneo a partire dalle aree dove incombono le trivelle con il Golfo della Sirte in Libia e il Canale di Sicilia”

marzo 22, 2010

Petrolio off shore: Northern Petroleum scandaglia il Canale di Sicilia

Northern Petroleum, azienda inglese con sede a Londra specializzata nella ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, ha annunciato la fine delle operazioni di esplorazione sismica tridimensionale della parte occidentale del Canale di Sicilia. Tali operazioni, effettuate tramite alcune navi appositamente attrezzate, servono ad identificare le zone con il sottosuolo potenzialmente più ricco di petrolio o gas naturale e, in seguito, metterle in produzione.

Le esplorazioni di Northern Petroleum (per un totale di 1520 Km quadrati di fondali scandagliati) sono state eseguite per conto di Shell che è proprietaria di diverse concessioni per lo sfruttamento di idrocarburi in Sicilia, sia a terra che off shore che a breve diverranno altrettanti pozzi trivellati.

Le attività esplorative di Shell-NP hanno suscitato più di una critica. Tra i più preoccupati c’è il sindaco di Favignana e persino il Senatore D’Alì, presidente della Commissione Ambiente al Senato, già noto per le sue posizioni anti-Kyoto e per una controversa proposta di riforma del sistema dei parchi naturali. D’Alì, non molto tempo fa, ha persino presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente Prestigiacomo, degli Esteri Frattini e dello Sviluppo Economico Scajola per sapere cosa (e come) esattamente stesse cercando l’azienda londinese.(ecoblog)