Posts tagged ‘camusso’

marzo 28, 2011

Camusso: «Il 6 maggio piazze piene e luoghi di lavoro vuoti»

«Il 6 maggio devono essere vuoti i luoghi di lavoro e piene le piazze». Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil, annuncia lo sciopero generale per il 6 maggio chiudendo la campagna ‘Far morire per il pane è un crimine’, organizzata dalla Fillea Cgil in un incontro nel cantiere della metro B1 a Roma, stazione Annibaliano.

Camusso parla dello «di come facciamo a contrastare quella che sembra una marea montante di smantellamento dei diritti dei lavoratori, delle loro condizioni, e quel rischio di rassegnazione rispetto al fatto che puoi avere un lavoro senza diritti. Serve la campagna sulla sicurezza. Serve anche lo sciopero generale del 6 maggio. È un atto di responsabilità della Cgil nei confronti di questo paese. Noi non siamo disponibili, non pensiamo sia possibile essere uguali a tanta parte della classe dirigente di questo paese che sembra assolutamente disinteressata a che cosa succede e a che futuro avrà il paese».

febbraio 23, 2011

Cgil, Susanna Camusso chiede mandato per lo sciopero generale.

susanna camusso cgil

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha chiesto al comitato direttivo di dare mandato alla segreteria confederale di proclamare uno sciopero generale, al termine della mobilitazione contro le politiche del Governo iniziate mesi fa, o di indicare una data, preferibilmente un sabato, per una manifestazione nazionale. Lo confermano fonti del sindacato di corso d’Italia, mentre è ancora in corso la riunione del direttivo. Il direttivo si è aperto ieri e si sta tenendo a porte chiuse.

Lo sciopero generale viene invocato a gran voce dalla minoranza della Cgil e dalla Fiom, contro gli accordi separati e l’attacco ai diritti dei lavoratori e al contratto nazionale sferrato da Fiat e Confindustria. Anche diverse strutture territoriali, per esempio la Cgil Emilia, si sono espresse a favore dello sciopero generale. La federazione della conoscenza ha convocato il suo sciopero per il 21 marzo e la funzione pubblica per il 25. Le tute blu della Fiom hanno già scioperato il 28 gennaio.

Era ora!

febbraio 8, 2011

Camusso: senza dignità c’è regressione

Se non ora quando?’, le donne scendono in piazza domenica 13 febbraio in 117 città. Una mobilitazione che non vuole «giudicare altre donne o dividere le donne in buone e cattive» ma chiede un Paese «che rispetti le donne».

Tra le tante adesioni quelle di Susanna Camusso, Concita De Gregorio, Flavia Perina, Silvia Costa, Francesca Comenici, Titti di Salvo, Francesca Izzo che hanno presentato l’iniziativa nella sede di stampa estera, appellandosi a donne, ma anche uomini «amici delle donne», perché domenica si esca dalle case e si scenda in piazza. Comencini sottolinea la pluralità di donne che hanno aderito (il sito ha raggiunto in meno di una settimana oltre 51 mila firme) e precisa che «la mobilitazione non intende condannare nessuna donna: abbiamo invitato le organizzatrici di tutte le città a evitare slogan di questo tipo».

gennaio 27, 2011

Bologna, 30mila al corteo Fiom.

Il popolo della Fiom arriva a Bologna da tutte le province dell’Emilia-Romagna (con 160 pullman), un giorno prima dello sciopero nazionale: in piazza Maggiore saranno 30mila, quando sul palco saliranno prima Maurizio Landini poi Susanna Camusso. Cori e applausi al segretario della Fiom, che attacca il governo e l’ad Sergio Marchionne, qualche fischio all’indirizzo dell’omologa della Cgil, che non parla di sciopero generale.

gennaio 16, 2011

Anche la confindustria sconfitta.

Come non si fa a non condividere queste parole del segretario generale della CGIL Camusso?

«Mi ha colpito negativamente l’ingiustizia che il mondo esterno ha caricato sui lavoratori di Torino, come se dal loro voto dipendessero il modello di sviluppo, l’orizzonte del lavoro, la strategia degli investimenti, le nuove relazioni industriali. E mentre si caricava sulle spalle degli operai questa responsabilità enorme, gli altri, dal governo alla politica, si sono divisi come tifoserie. Non avendo una straccio di idea su sviluppo, politica industriale, diritti, il paese ha preferito fregarsene le mani…». (L’unità)