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dicembre 29, 2009

Rifiuti, l’ora della verità Il 31 finisce l´emergenza.

 
Dal primo gennaio finisce l’emergenza rifiuti e si ritorna alla gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti.In base al l decreto del Consiglio dei ministri è fissato  il termine dell´emergenza al 31 dicembre. Approvato a Palazzo Chigi il 17 dicembre, non è stato ancora firmato dal Capo dello Stato. Quell´atto restituisce alle Province e alla Regione il diritto e il dovere di riprendersi la gestione del ciclo rifiuti. In due parole: amministrazione ordinaria.
Napoli, in particolare, dovrà vedersela con i suoi impianti che non hanno capacità illimitate di accoglienza e con il suo contenuto target di raccolta differenziata. Ma la Provincia guidata da Luigi Cesaro spera nella carta vincente e punta sul prefetto Corrado Catenacci come “esperto” da nominare a capo della neonata società – costituita quasi in extremis – per assumere la responsabilità del servizio.
. Numerose le tappe da segnare in poco tempo. Cinque società dovevano essere costituite ex novo, già da tempo: una per ogni Provincia campana.paa A loro fianco, a partire già da oggi, vi saranno i tecnici dell´esercito  che continueranno a prestare servizio nella struttura-ponte di Palazzo Salerno.. Proprio a Palazzo Salerno  comincia la lunga riunione no stop tra i rispettivi assessori all´Ambiente delle Province campane (prima Avellino, Benevento e Salerno; nel pomeriggio toccherà a Caserta e Napoli) ed i tecnici della struttura, coordinati dal generale dell´esercito Mario Morelli.
Si considera decaduta la fase della vera e propria emergenza ma restano in piedi, dal primo gennaio 2010 e fino al gennaio 2011, due unità operative che fanno capo alla Protezione civile. Una si occuperà di portare a termine i lavori in corso nelle discariche e delle cave, a Terzigno, a Chiaiano o presso alcuni Stir (Stabilimenti di tritovagliatura) e sarà coordinata dal generale Sandro Mariantoni. L´altra è l´unità stralcio che si occuperà di chiudere i conti, su cui gravano debiti pesantissimi. Solo 330 milioni sono i fondi scoperti che si dovrebbero intascare dai Comuni campani, “rei” di non aver versato le pur altissime aliquote della Tarsu. A guidare questa unità ci sarà il professore Vincenzo Gagliani Caputo, considerato uno dei maggiori esperti di queste intricate matasse istituzionali-contabili.. Per gli enti locali, si tratta comunque di una strada tutta in salita. E non da tutti preparata per tempo. Mentre le Province di Avellino e Benevento, ad esempio, hanno già costituito le società provinciali che dovranno occuparsi di smaltimento, gestione del ciclo e manutenzione degli impianti, la Provincia di Napoli ha recuperato ieri sera con un doppio colpo: da un lato costituendo la società Sap.na (Servizi ambientali Provincia di Napoli, spa), capitale iniziale di 500 mila euro; dall´altro, cercando di coinvolgere l´ex commissario Catenacci, il prefetto in pensione che ebbe il merito di rescindere il contratto con il gruppo Impregilo, dopo aver capito che le balle confezionate dai loro stabilimenti non erano quelle previste nel contratto. Su tutto questo grava l’incognita della camorra,  Riusciranno, infatti gli enti locali a respingere le manovre che sicuramente la criminalità organizzata ordirà per prendere sotto controllo ancora una volta la gestione del ciclo dei rifiuti? Le esperienze passate fanno temere il peggio.