Posts tagged ‘call center’

ottobre 14, 2012

Laureati sfruttati in un call center: “Pagati solo 2 euro l’ora”

E’ l’agghiacciante scoperta della polizia Finanziaria del Comando provinciale di Avellino, e in particolare quelli della Tenenza di Ariano Irpino. Solo 120 euro al mese anzi…Visualizza altro

giugno 4, 2010

Beppe Grillo sulla distruzione di Telecom.

gennaio 20, 2010

DIS-INFORMAZIONE: PHONEMEDIA 7000 lavoratori rischiano il posto e le tv tacciono

La società PHONOMEDIA, leader dei call center in Italia, lentamente sta di fatto chiudendo le proprie sedi in tutta Italia. a farne le spese sono i circa 7000 lavoratori i quali non percepiscono lo stipendio da mesi e dei quali, purtroppo, non se ne parla in nessun notiziario o canale televiso italiano. “A Trino Vercellese abbiamo iniziato lo sciopero a novembre  –  racconta Roberto Croce, rsu Cgil -; dal 2 dicembre siamo in assemblea permanente e abbiamo attivato un presidio simbolo alle porte del paese dove viviamo a turno ormai da 50 giorni in attesa di novità che non arrivano”. Il presidio è una tenda messa a disposizione dalla Protezione civile, una cucina da campo offerta dalla pro loco, un bagno chimico. Senza stipendi e quasi sempre con famiglie a carico, ogni giorno bisogna inventarsi qualcosa per finanziare la mobilitazione: “Abbiamo due fondi  –  spiega Croce – : il fondo Tenda verde è alimentato con quello che riusciamo a guadagnare facendo mercatini e con collette tra partiti e associazioni; nell’altro ci sono i sostegni che otteniamo da istituzioni. Ci compriamo il cibo, paghiamo la benzina per i colleghi che vengono da fuori.Le prospettive dopo 50 giorni in tenda? “Zero  –  dice laconicamente Roberto Croce – . Circolano anche voci che dicono che la clientela è persa. Abbiamo chiesto un incontro con il sottosegretario Letta e a fine mese  presenteremo l’istanza di insolvenza al tribunale di Novara per chiedere il commissariamento dell’azienda”.  “A differenza della vertenza Agile-Eutelia  –  lamenta Croce  –  la nostra situazione è  ignorata dalle tv nazionali, malgrado si siano fatte manifestazioni davanti alle sedi Rai e Mediaset. Sembra che settemila famiglie sul lastrico non facciano notizia, ma questa è una bomba sociale pronta a esplodere”.