Posts tagged ‘caffè’

gennaio 13, 2014

ll caffè, sveglia-memoria di 24 ore per gli italiani.

Buone notizie per gli amanti dell’, ma anche del the e delle bibite a base di : oltre a dare una sferzata di energia, questa sostanza infatti regala ricordi di ferro. E l’effetto si ‘trascina’ fino a 24 ore dopo il consumo.
Lo assicurano i ricercatori della Johns Hopkins University, autori di una ricerca pubblicata su ‘Nature Neuroscience’.
Michael Yassa e il suo team di scienziati (che hanno iniziato lo studio all’Università della California prima di arrivare alla Johns Hopkins) hanno infatti evidenziato che la ha un effetto positivo sulla memoria a lungo termine: migliora alcuni tipi di ricordi, e questo almeno fino a 24 ore dopo. “Abbiamo sempre saputo che la ha effetti cognitivi, ma la capacità di fissare i ricordi rendendoli più resistenti e difficili da dimenticare non è mai stata esaminata in dettaglio negli esseri umani”, ha detto Yassa. Ebbene, i ricercatori possono “segnalare per la prima volta uno specifico effetto della sulla riduzione delle dimenticanze per più di 24 ore”.

luglio 10, 2013

Calcoli renali: abuso di bevande dolci e gassate possono aumentare il rischio di svilupparli.

Bere bibite gassate e zuccherate aumenta il rischio di sviluppare calcoli renali. E’ quanto hanno scoperto ricercatori della Facolta’ di Medicina e Chirurgia ”A. Gemelli” dell’ Universita’ Cattolica di Roma, insieme ai colleghi della prestigiosa Harvard University di Boston. Chi consuma un bicchiere o una lattina al giorno di bevande carbonate (gassate) ha un rischio di calcoli del 23-33% maggiore rispetto a chi consuma meno di una lattina alla settimana.calcoli renali 300x204 Calcoli renali: abuso di bevande dolci e gassate possono aumentare il rischio di svilupparli

La scoperta e’ frutto di un maxi-studio durato otto anni che ha coinvolto 194 mila persone, che e’ stato pubblicato sulla rivista Clinical Journal of the American Society of Nephrology ed e’ stato condotto da Pietro Manuel Ferraro, nefrologo presso l’Unita’ Operativa di Nefrologia e Dialisi dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore-Complesso Integrato Columbus diretta da Giovanni Gambaro.

”Il nostro studio – spiega Gambaro – suggerisce inoltre che caffe’ e te’ non siano controindicati per la salute dei reni, ma che, al contrario, possano essere potenzialmente benefici nei pazienti con calcoli renali. Finora, si tendeva a dire che te’ e caffe’ devono essere assunti con moderazione dai pazienti con calcolosi in quanto sono fonte di sostanze dannose per i reni come l’ossalato. Il nostro studio tende a sfatare questa idea”.

La calcolosi renale e’ una patologia frequente e in aumento nella popolazione generale. Uno dei capisaldi del trattamento e della prevenzione di questa condizione e’ il conseguimento di una adeguata idratazione.

agosto 30, 2012

Il caffè riduce il rischio di cancro all’intestino

Il caffè riduce il rischio di cancro all’intestino

I pareri non sono tutti concordi ma, secondo quanto dice un recente studio, il caffè riduce il rischio di cancro all’intestino. Certo non è la bevanda ideale per tutti, soprattutto chi soffre di nervosismo, farà bene a starne lontano, l’effetto caffeina non è certo il migliore in questi casi così come in quelle patologie che ne sconsigliano l’utilizzo.Continua a leggere

marzo 16, 2012

I flavonoidi sono alleati del cuore, ma anche poco consumati.

 

La ricerca scientifica suggerisce i benefici per e arterie di una dieta ricca di , composti chimici naturali di cui sono ricchi i . Ma un’indagine condotta su oltre 7.500 connazionali rileva che nei piatti degli italiani i scarseggiano: nella Penisola si beve tanto ma poco tè, che rispetto alla ‘tazzina’ contiene concentrazioni maggiori di sostanze amiche della salute cardiovascolare. Ma la bocciatura più pesante arriva sul fronte del consumo di frutta e : oggi l’alimentazione-tipo degli italiani è lontana dalle ‘dosi’ ideali raccomandate dagli specialisti.

 

Da qui l’appello degli esperti: riscoprire l”abc’ della dieta mediterranea.
Ai sono state riconosciute virtù antinfiammatorie e . In particolare, i risultati di uno studio pubblicato a inizio anno sull”American Journal of Clinical Nutrition’ indicano che a un alto apporto di nella dieta corrisponde un minore rischio di gravi . Partendo da questa nuova conferma, l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano ha cercato di ‘misurare’ il consumo pro-capite di in Italia, sondando le abitudini di 7.645 over 18, 4.681 donne e 2.964 uomini.
Gli alimenti mediamente più ricchi di – ricordano gli specialisti in una nota – sono tè, , frutta (soprattutto gli agrumi), , olio d’oliva e . Ebbene, dall’indagine è emerso che il tè viene consumato dal 30% circa della popolazione, più dalle femmine che dai maschi (32% contro 25,5%). Sicuramente maggiore è il consumo di , bevuto regolarmente dall’80% della popolazione senza differenza tra i sessi, mentre il è consumato dal 55% e specialmente dagli uomini (65% contro 48%). Per quanto riguarda la frutta, e in particolare gli agrumi, la mangia il 60% della popolazione.

gennaio 12, 2012

Bere caffè potrebbe avere incidenze positive sul rischio di diabete di tipo 2.

Bere diverse tazze di caffe’ ogni giorno riduce i rischi di perche’ inibisce una sostanza legata alla malattia. Studi passati hanno mostrato che i bevitori di caffe’ hanno un rischio minore di sviluppare (un tipo di che riguarda il 90-95 per cento dei casi di questa malattia nel mondo).

 

Alcuni ricercatori cinesi della Huazhong University of Science and Technology di Wuhan hanno ora scoperto che ogni tazza in piu’ di caffe’ diminuisce di un ulteriore 7 per cento questo rischio. Gli scienziati si sono concentrati sul ruolo di una sostanza, la , il cui incremento e’ da sempre considerato un processo patogeno legato al .


settembre 4, 2011

DAL CAFFE’ DEL MATTINO NESSUNO SPRINT, SOLO UN EFFETTO PLACEBO.

Il caffè non aiuta a iniziare la giornata con uno sprint. Secondo quanto riportato dalla rivista Appetite l’abitudine alla tazzina di prima mattina, da molti considerata un indispensabile aiuto per cominciare la giornata, non migliora i tempi di reazione e sarebbe efficace solo perché chi lo beve è convinto della sua utilità.

Lo hanno dimostrato i ricercatori dell’University of East London di Londra (Regno Unito) che hanno coinvolto nei loro studi 88 volontari di età compresa tra i 18 e i 47 anni, tutti amanti del caffè, consumatori abituali di almeno due tazze al giorno. Ad alcuni dei partecipanti è stato dato del caffè contenente caffeina dicendo loro che era decaffeinato. Viceversa, ad altri è stato dato del decaffeinato facendo loro credere che contenesse caffeina. Dopo aver consumato la bevanda tutti i volontari sono stati sottoposti a test per misurare le performance mentali, i tempi di reazione e l’umore. E ne è emerso che l’unico effetto reale della caffeina è il miglioramento delle prestazioni mentali: chi aveva assunto caffeina senza saperlo, infatti, non ha mostrato migliori tempi di reazione, e chi credeva di averla assunta, pur avendo bevuto un decaffeinato, ha fatto registrare risultati migliori in questo senso.

Maggio 19, 2011

Tumori prostatici: sono sei caffè al giorno tra le possibili vie preventive.

L’abitudine di molto caffe’ potrebbe piu’ che dimezzare le probabilita’ di sviluppare un alla mortale. Secondo uno studio dell’Universita’ di Harvard durato 20 anni e che ha coinvolto quasi 50mila uomini, coloro che avevano bevuto almeno sei caffe’ al di’ avevano il 20 per cento di probabilita’ in meno di ammalarsi di cancro alla rispetto a chi non ne aveva bevuto neanche una tazzina.

Non solo. I bevitori di caffe’, come ha riportato il Journal of the National Cancer Institute, sono risultati avere addirittura il 60 per cento di probabilita’ in meno di morire per colpa di questo . Lo studio ha inoltre scoperto che non c’e’, in questo caso, alcuna differenza tra il caffe’ tradizionale e quello decaffeinato. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno confrontato le abitudini di caffe’ negli uomini ogni quattro anni tra il 1986 e il 2006.

aprile 18, 2011

Niente caffè dopo un pasto al fast food.

Per chi segue un’alimentazione sana e per chi è a dieta il cibo dei fast food non è proprio indicato, anzi, sarebbe meglio evitarlo del tutto, però a volte non è possibile: vuoi perché ci vogliono andare i bambini, vuoi perché gli amici insistono per provare l’ultimo panino, a volte ci ritroviamo a pranzare con hot dog e patatine.

Cerchiamo almeno di contenere i danni: basta semplicemente di evitare di prendere il caffè subito dopo; a sostenerlo è uno studio condotto dall’Università di Guelph, in Canada, e pubblicato sul “Journal of Nutrition“. Secondo gli esperti infatti, dopo aver mangiato al fast food, i livelli di zuccheri nel sangue sono alti e si rischia di farli alzare ancora di più se si assume a fine pasto del caffè o una bevanda contente della caffeina.

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settembre 10, 2010

SALUTE: PER DONNE RISCHIO-GOTTA DIMEZZATO CON 4 TAZZINE CAFFE’ AL GIORNO.

 
 
 Le donne che bevono 4 tazzine di caffe’ al giorno vedono dimezzare il rischio di sviluppare la gotta: a sostenerlo uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition dai ricercatori della Boston University e della Harvard Medical School (Boston, Usa), che in 26 anni hanno seguito le abitudini alimentari di quasi 90 mila infermiere negli Stati Uniti, 900 delle quali nel corso del periodo d’osservazione hanno sviluppato la malattia.I ricercatori hanno messo in evidenza che con 4 tazzine di caffe’ al giorno le signore hanno il 57% in meno di probabilita’ di soffrire di un attacco di gotta rispetto alle non bevitrici; ridurre il consumo di caffe’ da 4 a 2 tazzine abbassa le probabilita’ di sviluppare la malattia al 22%, mentre una sola tazzina di bevanda nera al giorno ridurrebbe il rischio solo del 3%.
agosto 24, 2010

Nessun legame tra tumori e caffe’.

Anche gli appassionati di sesso maschile potranno gustare una o più tazzine di caffè senza troppi pensieri. Una nuova revisione di dodici studi esclude infatti qualsiasi legame tra la bevanda e il rischio di cancro alla prostata. È quanto emerge da una vasta analisi condotta dal National Cancer Center di Goyang, in Corea, che ha esaminato la letteratura scientifica dedicata al consumo di caffeina, scoprendo che in molti casi le paure che circolano sui media e tra i consumatori sono infondate.

Colpa di dati statistici raccolti male, affermano i ricercatori coreani, poiché in almeno otto casi le interviste ai consumatori possono aver falsato i risultati, alimentando i timori. “Poiché molte persone ritengono che bere più caffè possa far male – spiegano gli autori dello studio ‘salva-caffè’ pubblicato sul Britsh Journal of Urology International – i pazienti affetti da carcinoma prostatico sono portati a sovrastimare il consumo reale”.Secondo il team coreano il caffè ha tuttavia così tanti effetti, non ancora del tutto chiari, che molti sono ancora sconosciuti e da scoprire. Sicuramente benefici e svantaggi non sono identici tra uomini e animali, variano in base alle condizioni di salute e possono essere associati in modo differente alle differenti fasi di una neoplasia. Quello che è sicuro, concludono gli esperti, è che nella tazzina ci sono decine di sostanze antiossidanti, molecole che aiutano le cellule a restare più giovani. (ASCA)