Posts tagged ‘BUNDESBANK’

gennaio 28, 2014

Merkel e i nostri soldi.

Almeno stando alla proposta della Bundesbank (l’equivalente tedesco della Banca d’Italia), che nel suo bollettino mensile chiede ai Paesi in difficolta di non ricorrere ai soldi dell’Europa o della Bce, ma di imporre una patrimoniale sulle ricchezze private.

Nel bollettino non si fa riferimento a Stati in particolare, ma si può facilmente presumere che ci si riferisca a Grecia, Italia e Spagna, tutti a rischio default e in cui i patrimoni privati pro capite sono superiori a quelli dei tedeschi. Si tratta, in pratica, di una patrimoniale una tantum, di un prelievo forzoso che – si legge – “risponde al principio della responsabilità nazionale, secondo la quale i contribuenti sono responsabili degli obblighi assunti dai propri governi prima di poter reclamare solidarietà da altri Paesi”. “Balza agli occhi come la fiducia nel servizio del debito da parte di alcuni Paesi sia scesa anche se a questo debito pubblico corrispondono patrimonio pubblici e privati molto ampi”, sottolineando ancora dalla Bundesbank, secondo cui la proposta è ancora di difficile attuazione e quindi va riservata solo in caso di rischio concreto di default.

luglio 7, 2013

La Germania fuori dall’Euro.

E se la Germania desse ascolto agli euroscettici ed uscisse dall’Euro? Risponde Die Zeit, che si diverte a descrivere gli effetti nefasti di una tale decisione: i tedeschi sono davvero ricattabili?

 

Che cosa accade se la Germania abbandona l’Euro? L’economista Gustav Horn descrive il dopo Euro – e anche Thilo Sarrazin ha un ruolo.

 

Un gioco: che cosa succederebbe se, come richiesto dal finanziere George Soros, la Germania uscisse dall’Euro?

 

Il parlamento tedesco approva con una maggioranza di due terzi l’uscita dall’Euro e la reintroduzione del D-Mark. Solo i Verdi votano contro. Il tasso di cambio è uno a uno. Il presidente della Bundesbank lascia il consiglio BCE con effetto immediato.

 

I mercati finanziari e dei cambi reagiscono immediatamente all’uscita della Germania. Dal resto dell’unione monetaria arriva in Germania un fiume di liquidità. La nuova valuta si apprezza del 50 % nei confronti dell’Euro. Un marco costa ora 1.5 €. Allo stesso tempo crolla il valore delle garanzie statali offerte per i fondi di salvataggio. La stessa cosa accade per i debiti e i crediti nati dal sistema Target della BCE: la Bundesbank chiede che siano saldati immediatamente. I rischi per il bilancio pubblico, almeno all’inizio sembrano scendere.http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/11/il-giorno-in-cui-la-germania-usci.html

ottobre 10, 2012

Il grande progetto Europeo.

agosto 22, 2012

Tempi duri per i troppo buoni.

agosto 22, 2012

Il futuro dell’Euro in mano alla Merkel.

ANGEL OR BEE

The Bundesbank does not approve the work of the President of the ECB. Now the future of the Euro could depend on the attitude of Chancellor Mrs. Merkel

Mag 12, 2012

La Germania ricatta la Grecia.

BUNDESBANK, ADDIO A EURO PIU’ GRAVE PER GRECIA CHE UE – Nel caso di un’uscita dall’euro, “le conseguenze sarebbero molto più gravi per la Grecia che per il resto dell’Eurozona”. Lo ha detto il presidente della Bundesbank tedesca Jens Weidmann in un’intervista al quotidiano Suddeutsche Zeitung. “Se Atene non mantiene la parola – ha avvertito il banchiere centrale tedesco membro del consiglio direttivo Bce – è una decisione democratica. Ma il risultato è che non ci sono più le basi per ulteriori aiuti”.

Questo significa che se la Grecia vuole essere salvata dovrà rinunciare alla democrazia.

Io direi No grazie. Ma io non sono la Grecia.

aprile 25, 2012

LA BUNDESBANK DETTA LA LINEA ALL’EUROPA.

Messaggio chiaro per tutti, non c’è alternativa all’austerità in Europa. La Bundesbank, la banca centrale tedesca socio di maggioranza della BCE parla chiaro ribadendo ancora una volta che l’unico modo possibile per superare la crisi è il risparmio. «Questa crisi è una crisi di fiducia», ha detto Andreas Dombret, membro del consiglio di amministrazione della banca, in un discorso a Berlino. Nella crisi attuale il principale ostacolo alla crescita è la mancanza di fiducia nelle finanze pubbliche.«Così il consolidamento rafforzerà la fiducia  e aiuterà l’economia a crescere e ridurre il pericolo che la crisi straripi». Il manager ha respinto le posizioni di alcuni economisti e vari paesi dell’euro, secondo i quali le riforme strutturali e il risanamento delle finanze sono un onere supplementare per un’economia già fragile.

Altro che Eurobond, il capitalismo tedesco vuole il sangue dell’Europa ma non vuol cacciare un becco di un quattrino per salvarla.