Posts tagged ‘broncopneumopatia’

maggio 12, 2012

BPCO: il CNR conferma la piena responsabilità del fumo, scatenante la grave patologia.

I del gruppo di Immunopatologia e farmacologia sperimentale dell’ dell’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-) di Palermo hanno identificato nuovi meccanismi molecolari alla base della della cronica ostruttiva (), una patologia disabilitante che, secondo diversi studi, è in costante aumento ed è destinata a diventare la terza causa di morte entro il 2020.

 
Lo studio è stato condotto in collaborazione con i dell’Istituto mediterraneo per i e terapie ad alta specializzazione (Ismett) di Palermo e dell’Università di Pittsburgh. I risultati della ricerca ‘Beta defensin-2 is reduced in central but not in distal airways of smoker COPD patients’, sono stati pubblicati recentemente su PlosOne.
“La è una malattia infiammatoria e ostruttiva delle vie aeree”, spiega Elisabetta Pace dell’Ibim- di Palermo. “La reazione infiammatoria, specie se di notevole intensità, oltre a comportare una distruzione tissutale, può interferire con i normali processi riparativi causando profonde alterazioni dell’architettura del tessuto. Sebbene sia noto che il di è il principale fattore di rischio, i meccanismi molecolari coinvolti nella di questa patologia, invece, sono poco noti”.

aprile 20, 2012

L’utilità del testosterone negli scompensi cardiaci.

Il puo’ migliorare la resistenza all’esercizio fisico nei pazienti con insufficienza cronica. E’ quanto emerge da un analisi combinata di quattro diversi studi clinici effettuata da un team dell’Universita’ di Alberta, in Canada.

 

L’analisi e’ stata pubblicata su Circulation Heart Failure, organo della American Heart Association. I partecipanti allo studio hanno fatto registrare il 50 per cento di miglioramenti nella loro capacita’ di camminare e, in alcuni casi, gli effetti di potenziamento muscolare sono durati anche un anno. Anche se l’84 per cento dei soggetti dello studio, con un’eta’ media di 67 anni, era di sesso maschile, il trattamento al (somministrato con cerotti, gel o iniezioni) ha dato dei miglioramenti anche nelle donne. “Tuttavia – fa osservare Justin Z. Ezekowitz, direttore della Heart Function Clinic della Universita’ d’Alberta a Edmonton, nonche’ autore principale dello studio – si tratta di risultati aggregati su soli 198 pazienti con cronica e insufficienza stabile, quindi abbiamo a che fare con un campione ancora troppo piccolo per poter dire l’ultima parola sul trattamento della malattia con supplementi ormonali. I miglioramenti osservati devono essere riprodotti in un numero maggiore di pazienti prima di poter raccomandare il come terapia”.