Posts tagged ‘brian jones’

maggio 18, 2013

rolling stones – aftermath

In questo album sono molte le sperimentazioni musicali del gruppo, in particolare di Brian Jones, che ispirato da George Harrison in Rubber Soul, utilizza il sitar in Mother’s Little Helper e Paint It, Black ed il dulcimer in Lady Jane e I Am Waiting. Per contro, Keith Richards si concentra sul lavoro delle chitarre. Successivamente venne rivelato che lo stesso Jones, frustrato per la leadership di Jagger e Richards prima dell’incisione di questo album, introdusse l’uso di questi strumenti esotici a riprova proprio della sua frustrazione artistica. Il suo contributo alla band dopo Aftermath, iniziò comunque ad essere sempre minore, fino alla sua forzata espulsione dal gruppo nel giugno del 1969.

L’album ebbe un buon successo, sia in Inghilterra, piazzandosi alla prima posizione della classifica per otto settimane, sia in America, dove il disco balzò al secondo posto delle classifiche, diventando successivamente disco di platino.

Benché la consistenza dei testi venne considerata vacillante in alcune parti dell’album, Aftermath fu importante perché mise la coppia Jagger/Richards allo stesso livello di compositori come Lennon/McCartney e Bob Dylan, e ridefinì i Rolling Stones come band votata al rhythm & blues ed anche artisticamente inventiva. Particolare sensazione fece all’epoca il brano Goin’ Home, la cui durata spropositata di 11 minuti e 13 secondi era senza precedenti in relazione a una canzone pop o rock del tempo.

settembre 12, 2010

Donovan- Buonanotte compagni

Donovan fu l’icona del movimento hippy. Amore libero, spinelli, vita spericolata. Era scozzese e sposò la fidanzata di Brian Jones degli Stones con cui vive da quarant’anni. Suonò con tutti i grandi del rock: da Bob Dylan ai Beatles. Viene da pensare a lui quando al toga party di Animal House il mitico John Belushi fracassa la chitarra di un melenso musicista seduto su una scala con le ragazze attorno. Suona ancora. Catch the wind  ricorda molto Blowing in the wind dalla chitarra , alla voce alla strofa. Non importa a me piace e mi ricorda un periodo d’oro della mia vita.

aprile 18, 2010

La domenica si comincia alla grande.

Paint It, Black è un singolo dei Rolling Stones pubblicato nel 1966. Nello stesso anno, la canzone compare come traccia d’apertura dell’album Aftermath.

Fu scritta da Mick Jagger, Keith Richards e Brian Jones che ha contribuito alla creazione del riff. Nel suo libro, Bill Wyman definisce questa canzone come il risultato di uno sforzo collettivo di tutta la band nonostante sia normalmente accreditata alla sola accoppiata Jagger/Richards.

Il singolo raggiunse la prima posizione sia nelle classifiche Stati Uniti d’America che Regno Unito nel 1966. Nel 2004, la canzone ha guadagnato la posizione numero 174 nella lista delle Lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone della rivista Rolling Stone.

aprile 14, 2010

Let it bleed:Gimme Shelter.

E’ un album dei rolling Stones pubblicato nel ’69. Il primo album pubblicato dopo la morte di Brian Jones, espulso dal gruppo nel giugno 69 e trovato morto nella piscina di casa sua. Midnight Rambler fu scritta a Positano dove Jagger e Richards erano in vacanza.

L’album raggiunse la prima posizione delle classifiche inglesi (spodestando Abbey Road dei Beatles) e la terza posizione nelle classifiche americane. Nel 2002 l’album venne ristampato in versione rimasterizzata dalla ABKCO.

Nonostante la canzone non sia mai stata pubblicata come disco singolo, Gimme Shelter è da sempre considerata una delle canzoni più rappresentative della carriera del gruppo, ed in genereale della musica rock, al punto che la rivista Rolling Stone, ha classificato il brano alla posizione 38 della Lista delle 500 migliori canzoni della storia.

marzo 30, 2010

Buonanotte compagni.

Se il compagno Vetrano colpisce con Jimi Hendrix, io rispondo con un album del dicembre 1968: Beggars banquet.  Si tratta  di  un album pubblicato il 6 dicembre in Inghilterra e il 7 dicembre negli Stati Uniti. Gli Stones sono diventati famosi da pochi mesi quando ingaggiano Jimmy Miller, che ha già lavorato con Spencer davis Group e Traffic. Chitarre ritmiche, un cantato di tipo americano. E’ l’ultimo album al quale collabora Brian Jones ( quindi l’ultimo con la formazione originale). Ormai comandano Jagger e Richards. In quest’album comincia a comparire l’elettronica con il Mellotron un antenato dei sintetizzatori. Keith Richards dirà che l’album è nato dalla sua collezione di dischi blues, comprata inun suo viaggio negli USA. Ma il genio è lui: Mick Jagger che con i due pezzi Sympaty for the devil, liberamente ispirato al Maestro e Margherita di Bulgakov e Street fighting man fa compiere un balzo in avanti alla storia del Rock.L’album nel 2002 viene posizionato al numero 57 della classifica dei migliori 500 album di tutti i tempi, stilata dalla rivista Rolling Stone. 57 capite?

Bella questa sfida.però sono bravo eh?