Posts tagged ‘brescia’

giugno 27, 2013

Ciao Stefano.

   E’ morto oggi Stefano Borgonovo, ex calciatore del Milan, della Fiorentina e della nazionale che lottava da lungo tempo contro la Sla.

Borgonovo, 49 anni, attaccante – tra le tante altre squadre di Como, Milan, Fiorentina, Pescara e Brescia – nel settembre 2008 aveva annunciato di essere malato di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che ha colpito vari sportivi, ed essere ormai in grado di comunicare solo grazie ad un sintetizzatore vocale. Nacque allora la fondazione che porta il suo nome, una onlus che sostiene la ricerca contro la Sla. Per raccogliere fondi l’8 ottobre 2008 allo stadio Artemio Franchi di Firenze, Fiorentina e Milan erano scese in campo per una amichevole dedicata allo sfortunato giocatore. L’anno dopo allo stadio Luigi Ferraris di Genova, gli sportivi genovesi di Genoa e Sampdoria si affrontarono in una partita a scopo di beneficienza, ‘Uniti contro la Sla’, sempre per raccogliere fondi. Dopo qualche anno dall’addio al calcio giocato, aveva intrapreso la carriera di allenatore con le giovanili del Como, ma già nel 2005 i problemi di salute lo avevano costretto ad abbandonare.

maggio 12, 2013

Angelino Alfano è uno svergognato eversore.

Quest’uomo non può andare a protestare contro la magistratura ed il giorno dopo fare il ministro della Repubblica. E’ vergognoso, impensabile eppure succede.

maggio 12, 2013

Il cagnolino Alfano.

novembre 18, 2010

Diritto di replica.

Saranno espulsi entro oggi (18 novembre) dall’Italia i due egiziani alla guida della protesta dei migranti che per 17 giorni sono rimasti su una gru a Brescia per protestare contro la mancata sanatoria. Lo annuncia il viceministro degli Esteri egiziano con delega ai rapporti con le comunità all’estero, Muhammad Abdel Hakim, al quotidiano on-line del Cairo Masrawi. “Le autorità italiane – ha spiegato il diplomatico – hanno deciso di espellere i due egiziani, Muhammad al-Haja di 28 anni e Muhammad Shaaban di 20 anni, che guidavano la protesta degli immigrati rimasti sulla gru. Saranno rimpatriati questa sera”.
Tanto per far capire chi comanda.

novembre 9, 2010

A Brescia cariche, appelli e arresti tensione per gli immigrati sulla gru.

I sei extracomunitari che chiedono di essere regolarizzati continuano comunque la protesta sulla gruIncidenti e scontri con la polizia a più riprese nel corso della mattinata: nervi tesissimi sotto il cantiere  

Nella luce dell’alba i sei sulla gru – le gambe a penzoloni nel cielo scuro di Brescia, alle spalle le montagne della Val Trompia – sembrano la copia padana di “Lunch atop a Skyscraper”, la celebre foto degli operai newyorkesi che nel 1932 mangiano la schisceta sospesi su una trave in cima al Rockefeller center allora in costruzione. Ma diciassette minuti dopo le sei, l’immagine che offre piazzale Cesare Battisti è molto meno allegorica: poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa fendono il gruppo di manifestanti – a quest’ora appena una cinquantina, più tardi saranno molti di più – che da otto giorni portano la loro solidarietà ai sei migranti arroccati per protesta a 35 metri d’altezza, sul braccio meccanico di una gru del colosso Astaldi, nel punto più pericoloso del cantiere della nuova stazione della metropolitana.  

Volano manganellate, spintoni. I sei, che chiedono di essere regolarizzati e dicono di essere pronti a tutto e hanno dormito anche stanotte a turno nella cabina di comando del pilone d’acciaio, da lassù prima stanno a guardare: poi lanciano bulloni e bottiglie come già hanno fatto contro i vigili del fuoco che volevano montare una rete di salvataggio anticaduta. “Lotta dura senza paura – siamo tutti sulla gru”, recita lo striscione giallo e rosso issato sul gigante che si staglia sopra i tetti delle case. 

Il quartiere di San Firmino, centro storico, accanto al Carmine, è blindato, e sarà così tutto il giorno. Gli agenti hanno ricevuto l’ordine di sciogliere il presidio dei militanti, associazione Diritti per tutti, Cgil, Cobas, centri sociali, molti immigrati. È la prima di quattro cariche di alleggerimento: l’ultima scatta alle 10.57, dopo che un prete, padre Mario Toffari, aveva riprovato a mediare a nome della diocesi con gli autori della protesta. Pakistani, egiziani, indiani, un senegalese, hanno tra i 25 e i 35 anni.

novembre 7, 2010

Brescia non abbandona i sei ragazzi saliti su una gru.

Hanno voluto esserci e manifestare la loro solidarietà ai sei immigrati che da una settimana vivono su una gru a 35 metri d’altezza, nel cantiere della metropolitana di Brescia. Ma hanno voluto anche manifestare la loro solidarietà in favore di altri nove immigrati saliti due giorni fa sulla torretta “Carlo Erba” di via Imbonati a Milano. Due proteste che hanno in comune un unico obbiettivo: denunciare la mancata regolarizzazione di coloro che hanno fatto domanda più di un anno fa per ottenere un permesso di soggiorno che non è ancora arrivato.

A Brescia erano almeno 6.000 coloro che sono scesi in piazza per i permessi di soggiorno, contro la clandestinità, il lavoro nero e la precarietà. Tanti immigrati, ma anche tanti cittadini ed esponenti della società civile. Tra tutti, gli operai e i lavoratori della Fiom, perché come ha sottolineato Giorgio Cremaschi presente al corteo con un drappello di lavoratori della Ise: “Le lotte sindacali non hanno frontiere né di razza, né di colore della pelle, né di religione”. E ha aggiunto: “I sei ragazzi saliti a Brescia sulla gru, e i nove loro amici di Milano, sono ragazzi eccezionali, e noi della Fiom siamo qui per difendere i loro diritti. Questi immigrati con l’ultima sanatoria, hanno subito una vera e propria truffa da parte dello Stato italiano. Prima si sono chiesti loro i soldi per regolarizzarli, poi le loro domande sono state respinte, senza nemmeno restituirgli i soldi”. Riferendosi poi a quanto dichiarato dal vice sindaco leghista Fabio Rolfi che aveva auspicato una soluzione della vicenda non certo morbida con quel “Adesso basta! Facciamoli scendere prendendoli per fame e per sete”, il leader della Fiom ha così replicato: “Vorrei che Rolfi si trovasse nell’America degli anni’50, nero e circondato da componenti del Ku Klux klan“.

Il corteo, ha sfilato pacificamente per le vie del centro, partendo poco dopo le 15.30 da piazza della Loggia, una piazza simbolo per tutta la città, poi verso le 16.00, il corteo è arrivato proprio sotto la gru davanti al cantiere della metropolitana in piazza Cesare Battisti. Arun, Jimmy, Rachid, Sajad e Singh, i sei ragazzi, che da una settimana riceveno tanti gesti di solidarietà da una città che non è certo rimasta indifferente, sono stati salutati da applausi e da cori commossi.

luglio 8, 2010

Brescia: prove di razzismo.

A Brescia si sono inventati il “guanto da viaggio”: un guanto monouso di colore blu, con tanto di sponsor, per tutelare l’igiene dei passeggeri che si servono del mezzo pubblico per eccellenza. Ma non su tutte le linee. Solo su una: la 3. Che, chissà se e quanto casualmente, è tra quelle più utilizzate dagli immigrati. Il Comune di Brescia e Brescia trasporti dicono che l’iniziativa “guanto da viaggio” è un modo per «offrire agli utenti un’opportunità in più in termini di igiene». Ma la Cgil locale insorge, chiedendo che l’operazione sia bloccata. «La linea 3 è molto frequentata da cittadini stranieri e questa è un’iniziativa unica in Europa – dice Damiano Galletti, segretario generale della Cgil. –  Non vorremmo che il guanto finisse annoverato tra le iniziative di intolleranza che ultimamente scaraventano la provincia di Brescia su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali. È uno spreco di soldi che va interrotto immediatamente. Oltretutto, se i guanti servissero per una questione di igiene, dovremmo metterli in tutti i luoghi pubblici». La lega imperversa e tutti a far finta di niente o a mostrare sorrisini ironici.