Posts tagged ‘bondi’

dicembre 28, 2013

Ilva: Bondi, in 2014 previsti 6-700 mln investimenti Aia.

Ilva, a TarantoIlva, a Taranto

Nel 2014 ”prevediamo 600-700 milioni di investimenti nell’Aia” che si potranno fare ”se ci saranno finanziamenti perché le nostre risorse non bastano”. Lo ha detto il commissario straordinario dell’Ilva Enrico Bondi in audizione in commissione Ambiente alla Camera sul decreto sulle emergenze ambientali.

Nel 2013, ha spiegato Bondi, l’Ilva ha prodotto ”sei milioni e 230 mila tonnellate, contro gli otto milioni e 248 mila del 2012, con una differenza nei ricavi di 41 euro a tonnellata. c’è stata una diminuzione del costo delle materie prime di 25 euro per tonnellata, che non compensa, e in più un incremento del costo per energia, manutenzione, prestazioni esterne, per 24 euro a tonnellata”.

La produzione, ha osservato ”ha frenato moltissimo” e ”nel mercato italiano i nostri concorrenti hanno esportato il 25% in più”. Comunque ”noi siamo in equilibrio finanziario, ma il conto economico è particolarmente pesante” anche se, ha sottolineato ”non è assolutamente aumentata l’esposizione con le banche” così come quella con i fornitori ”che resta a 35 giorni di scaduto, fisiologico”. Ma ”a gennaio non so se saremo ancora in grado di mantenere questa situazione”. c’è bisogno adesso ”di un provvedimento veloce – ha concluso – altrimenti in gennaio faticheremo a fare tutto quello che dobbiamo fare”.

luglio 16, 2013

Il fumo fa male, sparare cazzate di più.

Sparare cazzate sembra diventato 
lo sport nazionale del mondo politico.
Una volta tanto qualcosa in cui siamo primi al mondo.
Una delle panzane più eclatanti 
è quella secondo cui 
i tumori che decimano la popolazione di Taranto 
sarebbero conseguenza del fumo di sigaretta.
Meglio non parlare di quale tipo di fumo 
abbia ispirato una simile boiata.
febbraio 26, 2013

Sarà simpatico a tutti, ma a me sta sulle palle.

Sandro Bondi, via Ansa.

luglio 9, 2012

Nightmaree.

luglio 8, 2012

Il dispetto più grande!

 

Mag 5, 2012

Il Bondi-Killer.

Mag 3, 2012

Perché la spending review è sbagliata.

Spending review, revisione della spesa. E’ questo il mantra degli ultimi giorni, con la nomina della commissione formata dai tecnici Bondi, Amato e Giavazzi. Sull’argomento le battute sono sin troppo facili: un governo di tecnici che nomina altri tecnici (di cui però uno è in realtà anche un politico).

Al di là di ciò, la spending review significa una cosa semplice: tagli alla spesa. Attenzione: l’obiettivo del governo non è la riqualificazione della spesa stessa, attraverso l’eliminazione delle spese meno produttive e l’utilizzo delle somme così risparmiate per investimenti e spese più utili. L’obiettivo dichiarato è diminuire la spesa pubblica.

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Mag 3, 2012

Morgan delegato alla spending rewue.

Morgan è il mio cane. Un West Highland withe terrier, ha dodici anni, è sordo e fa le puzze.

Ma ha un luminoso avvenire davanti a sè. Molto presto Mario Monti lo chiamerà a studiare alternative per il rigore coniugato con la crescita.

Non vedo perchè no!  Berlusconi viene fatto cadere da Napolitano perchè un altro mese di gestione scellerata e di bunga bunga  ci avrebbe fatto fare la fine della Grecia. Arriva Monti che fa la riforma delle pensioni a danno dei pensionati e dei giovani, modifica l’art.18 dello Statuto dei lavoratori, mette una serie di balzelli a spese delle persone con reddito fisso ed alla fine si arrende. La resa vien firmata con l’arrivo di Bondi e Amato, già ministro socialista, ma pronto a tutto per un pugno di euro in più alle sue due laute pensioni. Monto sa già che nè Bondi nè Amato daranno risposte concrete alle sue domande, e che fa? Predispone un modulo per chiedere a noi cittadini come fare la spending rewue. Io so già che fine farà quel modulo.  Allora perchè non Morgan?

E’ sordo, muto  e ci vede anche male. Il prototipo dello statista.

febbraio 18, 2012

Il paccotto.

23 dicembre 2008, Montecitorio, il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi inaugura in pompa magna la mostra per la presentazione di un “crocifisso del grande Michelangelo Buonarroti” ed appena acquistato dallo Stato. Prezzo: 3,2 milioni di euro. Ecco, era una patacca. Oggi il tarocco è confermato, altroché Michelangelo. La Corte dei Conti sta indagando, e sembra che i cittadini italiani, per quell’opera, abbiano sborsato il quintuplo dell’effettivo valore. Se va bene. Perché per alcuni esperti quel finto “Michelangelo” potrebbe valere al massimo 700 mila euro, per altri poche migliaia di euro, fino a 150 volte in meno del prezzo pattuito da Bondi, Cecchi e compagnia con l’antiquario Giancarlo Gallino. Anche perché quello potrebbe essere un crocifisso fatto in serie e manco troppo bene. Oggi Sandro Bondi prova a difendersi, “fu una mia scelta, rivendico la bontà e la correttezza di quella decisione”. E aspettando che gli inquirenti facciano luce sull’ennesimo episodio di cattiva gestione della cosa pubblica – che tanto i soldi erano nostri – mi sono andato a rivedere le dichiarazioni di quel dicembre 2008. Tra l’eccitazione generale per l’affarone appena concluso, ecco che si diceva del “capolavoro di Michelangelo”, la patacca …
Sandro Bondi, allora Ministro dei Beni Culturali:

E’ motivo di grande soddisfazione presentare il Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo Buonarroti … Davvero perfetta l’armonia raggiunta dal sommo artista tra la nobiltà del corpo di Cristo e la sofferenza del Suo sacrificio per la redenzione dell’umanità .

Vittorio Sgarbi, chiamato come esperto:

Bisogna affidarsi agli occhi … l’opera esprime la gentilezza di un momento aurorale della sua produzione, che si esprimerà poi con la forza e la potenza delle forme.

Antonio Paolucci, direttore Musei Vaticani:

Michelangelo aveva raggiunto una padronanza totale del corpo umano che in lui diventa modo espressivo, vero e proprio linguaggio artistico.

Gianfranco Fini, Presidente della Camera:

E’ un pregevole capolavoro che meritoriamente il Governo ha acquisito al patrimonio nazionale, rendendo un servigio al grande patrimonio culturale e artistico del nostro Paese.

Roberto Cecchi, rinviato a giudizio per danno erariale, oggi Sottosegretario, allora Direttore Generale per i Beni Architettonici:

Non si è trattato di un acquisto d’impeto, ci sono voluti due anni di consultazioni per arrivare all’acquisto.

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica:

Notevole? Un termine un po’ debole. E’ un’opera di bellezza suprema.

L’Osservatore Romano:

Quelle linee ricordano la Pietà …

Sandro Bondi, allora Ministro dei Beni Culturali:

E’ fondamentale destinare le poche risorse disponibili a progetti e iniziative che abbiano un significato così alto che possiamo consegnare alle generazioni future.

L’Osservatore Romano:

L’autore? Se non è Michelangelo è Dio.

Vittorio Sgarbi, chiamato come esperto:

Un Michelangelo comprato al prezzo di un Sansovino.

Il Giornale:

Una straordinaria prova di lungimiranza del Ministero retto da Sandro Bondi.

Sandro Bondi, allora Ministro dei Beni Culturali:

Sono in corso contatti con Washington perché possa ospitare al più presto il crocifisso per omaggiare il nuovo presidente Barack Obama …

marzo 2, 2011

Meno uno.

“Posso avere fatto degli errori, ma ho realizzato delle riforme importanti e ho imposto una linea alternativa, in senso compiutamente liberale e riformatore, alla politica culturale della sinistra”. La fiducia raccolta in Parlamento non è bastata, e l’ormai quasi ex ministro Sandro Bondi non ha retto l’urto dell’ultima critica, quella di Marcello Veneziani che lo dipingeva “più tenero di un grissino” . Così il ministro ha deciso di lasciare. E lo ha comunicato sfogandosi con il quotidiano di via Negri: il suo lavoro, racconta, non è stato “sostenuto con la necessaria consapevolezza dalla stessa maggioranza di governo e da quei colleghi che avrebbero potuto imprimere una svolta nel modo di concepire il rapporto tra Stato e cultura”. Sostegno che è mancato “nel momento di maggiore difficoltà”, dopo il crollo di Pompei, quando era “più colpito dalla sinistra”, accusato “della mancanza di fondi”, per la quale, aggiunge, non ha “mai scaricato la responsabilità su altri”. Insomma, anche il centrodestra ha lasciato lui (e la cultura) al proprio destino. Ma Pompei non è l’unico inciampo dell’ex sindaco comunista di Fivizzano. La sua fine è iniziata quando si è scoperto che aveva fatto mettere sotto contratto l’ex marito e il figlio della sua attuale compagna. E lui per giustificare lo spreco di soldi pubblici si era difeso dicendo: “Sono dei casi umani” .