Posts tagged ‘boldrini’

febbraio 3, 2014

Pertini un giorno disse……

QUANDO LA VIOLENZA DEL POTERE TRAVALICA I LIMITI DELLA DECENZA, QUELLA VERBALE E’ SEMPRE NECESSARIA. MAGARI NON PER VINCERE, MA, PER LO MENO, PER FAR SAPERE ALL‘AVVERSARIO CHE SI ESISTE. «LEI NON È UN PRESIDENTE, È UNA CAROGNA! UN PORCO!» Se pensate che a parlare sia un grillino “fascista”, “squadrista”, un “assalitore”, un “kamikaze” della “guerra di Grillo al parlamento”, vi state sbagliando. È un tale Sandro Pertini, non proprio un balilla. Con quelle parole, nel marzo del 1953, si rivolgeva al presidente del Senato Meuccio Ruini, in occasione dell’approvazione – dopo 70 ore di seduta e una rissa di 40 minuti – della cosiddetta “Legge truffa”, la legge elettorale. Nella stessa seduta, il senatore Elio Spano (Pci) minacciava il giovane sottosegretario Giulio Andreotti – che in quel momento aveva in testa il cestino della carta per proteggersi dagli oggetti che piovevano dai banchi della sinistra -, urlandogli: «Dopo il voto avrete un nuovo Piazzale Loreto!». Vi invito a leggere un passaggio del discorso che Pertini tenne in aula. La sua attualità è sconcertante. Quante volte l’abbiamo pronunciato tal quale, senza nemmeno conoscerlo. E chissà che reazione avrebbe avuto Laura Boldrini, se fosse stata presidente. Probabilmente gli avrebbe tolto la parola, con il consueto, spento, rimprovero da preside della scuola: «Onorevole Pertini, NON OFFENDA! NON OFFENDA, PER FAVORE!». QUI il discorso integrale, per chi volesse leggerlo: http://goo.gl/SDsdCa «Orbene, onorevole De Gasperi, lei fa chiedere l’urgenza per una legge che non riguarda l’interesse del Paese, per una legge che riguarda esclusivamente l’interesse del suo partito e l’interesse dei suoi parenti poveri, i quali vanno sognando di potersi arricchire a spese altrui. Ed allora io le chiedo, onorevole De Gasperi, come mai ella e i suoi non abbiano dimostrato la stessa frenesia di accorciare i termini per altre leggi che interessano direttamente il Paese. Perché, vivaddio, lei non ha fatto chiedere l’urgenza per le leggi che dovrebbero dare vita a quegli istituti previsti dalla Carta costituzionale e che varrebbero a consolidare la democrazia in Italia? Naturalmente pur di attuare il suo proposito, e cioè di varare questa legge, ella, onorevole De Gasperi, non ha esitato e non esita a violare il Regolamento e la Costituzione. E mi consenta di farle un garbato ammonimento: “Veda, onorevole De Gasperi, quando una classe dirigente viola le leggi che essa stessa si è date, apre la strada alle più pericolose avventure; d’altra parte, signori del Governo, come voi potete pretendere l’osservanza della legge quando voi siete i primi a violare la legge?”. Non dovete stupirvi che questo vi venga detto da uomini che voi andate definendo “sovversivi”, “sovvertitori dell’ordine costituto”! Noi ancora una volta, onorevole De Gasperi – e mi appresto ad entrare in merito alla mia pregiudiziale – difendiamo la Carta costituzionale più di quanto non la difendano i suoi, perché essa è costata parecchio: abbiamo pagato un alto prezzo per conquistarla al popolo italiano, abbiamo dovuto pagare anni di galera, versare molto sangue nelle nostre file. La Carta costituzionale è dunque una cosa che appartiene soprattutto a noi, è una nostra conquista e la difenderemo sempre, in ogni circostanza, onorevole De Gasperi». Da Crimi. E’ un grillino (che ringrazia Roberto Baresi per la segnalazione), scusino i normopensanti, ma ha ragione lo stesso.

febbraio 3, 2014

ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO…

santelli«I neri hanno la fortuna di non doversi truccare, e quindi sono più fortunati di noi.»
  (Jole Santelli, la Bella della politica)

luglio 10, 2013

Democrazia malata.

luglio 3, 2013

Pantegana non Pitonessa.

Nano. Ladro. Padrone. Bugiardo. Dittatore da Repubblica delle Banane. Pericolo per la democrazia. Uno che con i suoi soldi prova a “comprare deputati e senatori”. Uno che umilia le donne, perché “le vede solo in posizione orizzontale”… Ehi, ma chi è che parla? Beppe Grillo, magari da una tappa dello “Tsunami tour”? Il cognato della Boccassini? Una femminista vicina agli ambienti di Micromega? No, Daniela Santanché. La “pitonessa” di Silvio, la pasionaria numero 1, proprio lei, candidata unica del Pdl alla vicepresidenza della Camera. Lei, che sta rifondando Forza Italia. Ma nella campagna elettorale 2008….

Numeri al lotto, 29 febbraio 2008:

“Noi a differenza di Berlusconi non diamo i numeri al lotto. Il suo programma è inattuabile, non si può prendere in giro i giovani. Noi de “La Destra” invece vi diciamo le cose vere”.

Promesse inutili, 29 febbraio 2008:

“Berlusconi si astenga dal fare promesse inutili e cominci a pensare ai veri problemi delle famiglie italiane”.

Non mi compri, 1 marzo 2008:

“Credo che Silvio Berlusconi gradirebbe molto avermi con lui. Il problema è che io non sono in vendita. Non tutto si può comprare. E tantomeno Daniela Santanché”.

Come Putin, 2 marzo 2008:

“Silvio la pianti di fare il Putin di Arcore! Non gli permetteremo di fare nessun intrigo coi comunisti”.

Le donne del capo, 13 marzo 2008:

“Le precarie dovrebbero sposare un miliardario? Capisco che per Silvio Berlusconi esistano le donne del capo, ma per la Destra queste donne non ci sono. Quella battuta è offensiva e mi auguro che le donne italiane non vogliano sposare un miliardario, ma che vogliano impegnarsi per riuscire indipendentemente dall’uomo. Esorto le donne a non essere strumenti degli uomini”.

Il padrone, 13 marzo 2008:

“Fini ha tradito. Lui è il valletto di Berlusconi. Perché Berlusconi quello che sa fare meglio è il padrone”.

Balle, 16 marzo 2008:

“Anziché le solite balle sul voto utile e sui sondaggi, Berlusconi dica agli italiani qual è la sua posizione sulle drammatiche vicende del Tibet e sull’auspicabile boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino”.

Il nanetto, 17 marzo 2008:

“Berlusconi? Nanetto; Veltroni? Finto; Bertinotti? Coerente; Casini? Democristiano. Io? Giusta”.

Cose che B. non può fare, 20 marzo 2008:

“Vorrei che Berlusconi applicasse come principio il nostro credo: poter guardare gli italiani negli occhi”.

Il canto delle sirene, 21 marzo 2008:

“Io farò una grande battaglia per le donne italiane, e dico loro: non ascoltate il canto delle sirene dei Cavalieri della politica, perché sin quando voterete loro, la vostra vita non migliorerà di un centimetro”.

Predellini, 22 marzo 2008:

“Berlusconi ha sempre utilizzato le donne come il predellino della sua Mercedes: un punto d’appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda”.

Non ci rispetta, 26 marzo 2008:

“Silvio non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la soluzione del precariato”.

Inciuci, 26 marzo 2008:

“Sono molto preoccupata per il possibile inciucio Pd-Pdl. Non voterei mai la fiducia all’inciucio”.

La posizione orizzontale, 29 marzo 2008:

“Care amiche, da donna, a tutte le italiane voglio dire che se c’è un voto inutile, veramente un voto inutile, è quello dato a Silvio Berlusconi. Lui ci vede solo in posizione orizzontale, e mai in verticale”.

Crostate a chi?, 29 marzo 2008:

“Proprio l’altro giorno in un convegno ha detto alle donne, ‘dovrete cucinare le crostate’… io vorrei dire a Berlusconi di stare attento, perché forse le italiane cucineranno lui”.

Manichini, 29 marzo 2008:

“Faccio un appello alle donne: il voto più inutile è quello dato a Silvio, per noi non ha mai fatto nulla. Lui le donne le usa come manichini nelle sue vetrine”.

Ceffoni, 7 aprile 2008:

“Caro Silvio, continua così e la vera sberla te la daranno le italiane e gli italiani”.

Solo chi ruba, 10 aprile 2008:

“Le offese quotidiane di Berlusconi mi inorgogliscono, perché vengono da chi, seduto sui suoi miliardi, non conosce né vergogna, né le esigenze vere e i bisogni degli italiani. Lui ha perso la testa oramai come uomo, come politico e anche come imprenditore, arrivando a disprezzare il lavoro di una imprenditrice che si è fatta da sola, che non ha una barca ed ha invece una sola casa con il mutuo. Solo quello che si ruba si nasconde ed è forse per quello che le sue principali abitazioni sono all’estero. Io, a differenza sua, i soldi non li ho mai sprecati per effetti speciali, come vulcani, terremoti e laghi artificiali. Tutto quello che ruota attorno a lui sa ormai di falso”.

E’ sempre compravendita, 10 aprile 2008:

“Silvio Berlusconi a noi deputati e senatori uscenti ci ha offerto il posto e dei soldi, ma non siamo in vendita”.

Un pericolo per la democrazia, 10 aprile 2008:

“Berlusconi parla delle cariche dello Stato come fossero le sue televisioni e ciò, aggiunto alla vergognosa campagna sul voto utile, è davvero pericoloso e inquietante per la democrazia”.

Credibilità, 10 aprile 2008:

“Silvio Berlusconi non è più credibile”.

Aveva capito tutto, 10 aprile 2008:

“Silvio scalpita sul Quirinale per l’unico interesse che ha: andarci lui. Berlusconi appartiene a quegli uomini che bisogna tradire, e che poi partono alla riconquista”.

Bananas, 10 aprile 2008:

“Berlusconi sta mettendo al centro del dibattito politico l’unico interesse che ha: andare al più presto a fare il presidente della Repubblica. Noi sappiamo bene che la democrazia in questo Paese quante vite umane è costata e vorremmo che chi si candida a premier avesse un po’ piu’ di rispetto: non cerchiamo dittatori da repubblica delle banane”.

L’augurio, 10 aprile 2008:

“Io mi auguro che le donne italiane il 13 e il 14 aprile cucinino Silvio Berlusconi”.

Non siamo in vendita!, 11 aprile 2008:

“Totti, come me, non è in vendita ed è per questo che Berlusconi ci attacca: è la sorte che il Cavaliere riserva a tutti quelli troppo indipendenti a partire dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Dal Cavaliere un festival di clamorose bugie per preparare la grande intesa che farà contente le banche, i poteri forti, ma che farà piangere gli italiani”.

Gran finale, 9 aprile 2008:

“Silvio Berlusconi è ossessionato da me. Ma tanto non gliela do!”.

aprile 20, 2013

Svergognata.”Il diavolo veste Prodi”, firmato Mussolini

La sobria maglietta con cui veste l’onorevole Pdl Alessandra Mussolini, dentro e fuori dal Parlamento.