Posts tagged ‘blogger’

giugno 24, 2011

Italia, 50.000 blog a rischio censura.

censura blog 342x180 Italia, 50.000 blog a rischio censura

Una sentenza della prima sezione penale della  Corte di  Appello di Catania ha condannato il giornalista blogger  Carlo Ruta per stampa clandestina, equiparando così il blog ad una testata giornalistica,che  in conseguenza di ciò va registrata presso  il  tribunale competente, come previsto dalla legge sulla stampa n 47 del  1948.  Il blog si chiamava Accadeinsicilia e denunciava la corruzione e l’intreccio tra mafia e politica. Il blog in seguito alla denuncia è stato sequestrato e oscurato nel 2004.  Secondo Massimo Mantellini parte della colpa sarebbe da addebitare a chi, Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti, ha presentato in Parlamento e fatto approvare  la Legge 62 sull’editoria, che definiva  la natura di prodotto editoriale delle pagine web. Ora il rischio sarà che chi vorrà imbavagliare un blog scomodo potrà appellarsi a questa sentenza, che costituisce di fatto un precedente. E i blog in Italia, prendendo in considerazione quelli censiti da BlogBabel sono circa 31 mila, se ne contano 50.000 in totale. La libertà di espressione e d’informazione in Italia va difesa e tutelata, in nome dell’articolo 21 della Costituzione, intanto Ruta e i suoi legali ricorreranno in appello in Cassazione.

settembre 28, 2010

Hossein Derakhshan: 19 anni di carcere.

 Hossein Derakhshan, il blogger iraniano conosciuto con il nickname Hoder, è stato condannato a 19 anni di prigione. La notizia, segnalata da Associated Press, è stata diffusa dal quotidiano online Mashreghnews.ir, vicino all’amministrazione iraniana. Le accuse sono quelle di collaborazione con nazioni nemiche, propaganda contro il regime islamico e a favore dei gruppi controrivoluzionari, insulti alla religione e agli esponenti politici. Secondo il sito, Derakhshan ha ora la possibilità di ricorrere in appello.

settembre 8, 2010

Il 72% degli utenti di Twitter blogga!

Il successo mediatico di Twitter è ben maggiore del suo successo di audience. Un motivo fra tanti? La maggior parte degli utenti abituali del network è costituita da blogger, che lo usano sia per informarsi sia per promuovere i loro post. Ovviamente, i blogger (e i giornalisti) hanno tendenza a parlare molto del loro network preferito: Twitter!

Un recente studio di Exact Factor dimostra che gli utenti di Twitter sono particolarmente attivi su internet e perciò rappresentano delle buone fonti di informazione per i marchi. Mentre è solo il 14% degli internauti ad avere un blog, questa cifra schizza al 72% se si tratta degli utenti abituali di Twitter.

Sono tre volte più numerosi (75%) gli utenti abituali di Twitter che postano sui forum rispetto agli internauti in genere (25%), quattro volte più numerosi quelli che commentano una cronaca (61%), tre volte più numerosi quelli che postano un parere su un prodotto (60%). Dal punto di vista del marketing, quindi, questa popolazione è davvero interessante: comunicare con questi utenti permetterebbe di far passare un messaggio al di là delle frontiere stesse di un social network.

dicembre 8, 2009

La televisione non ne parla, ma la stampa estera sì!

Italia: più di 350.000 manifestanti a Roma per dire “no” a Silvio Berlusconi Articolo di , pubblicato sabato 5 dicembre 2009 in Francia.

[Les Échos]

Sciarpe, bandiere e maglioni viola, centinaia di migliaia di manifestanti hanno sfilato sabato per il centro di Roma, su iniziativa di alcuni blogger, per dire “no” al capo del governo italiano Silvio Berlusconi, al quale hanno chiesto di dare le dimissioni per essere giudicato.

Gli organizzatori del “No Berlusconi Day”, dall’alto del palco, hanno affermato di aver vinto la loro scommessa riunendo nella capitale “più di 350.000 persone”. Uno di loro, Gianfranco Mascia, travolto dall’entusiasmo, ha riferito ad alcuni giornalisti che c’erano addirittura “più di un milione” di persone per le strade.

In piazza San Giovanni in Laterano, i blogger hanno sottolineato l’indipendenza del loro movimento nato su internet, il cui colore simbolo è il viola perchè era il “solo colore lasciato libero” dai partiti tradizionali. Altre manifestazioni simili si sono svolte a Berlino, Parigi, Londra e Sydney.

“Vogliamo le dimissioni di Berlusconi perché non ci sentiamo rappresentati da lui” ha spiegato all’AFP [Agence France Presse, N.d.T.] uno dei blogger, Emanuele de Pascale, 28 anni. “È una manifestazione politica secondo il senso greco del termine polis, poiché ci preoccupiamo per la cosa pubblica”, ha aggiunto.

La maggior parte dei manifestanti, tra cui molti giovani e donne, indossavano sciarpe, maglioni e anche parrucche di un colore tra il lilla e il viola. Molti avevano una maschera con il volto di Berlusconi con su scritto la parola “No”. Un gran numero di militanti di estrema sinistra, in particolare del Partito comunista italiano, riempivano le file del corteo a cui avevano apportato un aiuto logistico.

“Sa solo vendere pentole o spot pubblicitari, che si dimetta, questo presidente del consiglio non sa governare, la crisi ha messo in difficoltà un mucchio di artigiani e operai e non fa nulla per loro”, ha denunciato all’AFP Mario Cattaneo, un pensionato che sbandierava una pupazzo caricaturale di Berlusconi con la coda da diavolo.

La maggior parte delle bandiere sottolineavano i problemi giudiziari di Berlusconi, il quale ha due processi a carico, uno per corruzione di testimoni (caso Mills) e l’altro per frode fiscale (diritti televisivi Mediaset), che ripartiranno a gennaio.

“La politica va fatta con le mani pulite” diceva un lungo striscione viola. “Dai le dimissioni e accetta di essere giudicato”, diceva un altro.

Alcuni manifestanti gridavano “mafioso” quando incrociavano il suo volto, alludendo alle accuse per legami con Cosa Nostra a lui mosse venerdì a Torino dal mafioso pentito Gaspare Spatuzza.

L’ex ministro Rosy Bindy ha sottolineato di aver partecipato come “cittadina comune” e non come responsabile del Partito Democratico (PD), salutando i numerosi simpatizzanti del PD presenti. “È importante che una buona fetta del paese reagisca e si indigni contro un presidente del consiglio che non vuole essere sottoposto a giudizio e che non risolve i problemi”, ha detto all’AFP.

L’ex pubblico ministero anticorruzione, e capo del partito L’ Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha denunciato “la grande truffa mediatica, elettorale, politica e giudiziaria di questo governo Berlusconi”. Sfilano movimenti di orizzonti politici molto diversi, tra le cui fila si distinguono personalità come il regista Nanni Moretti, per denunciare l’ egemonia di Berlusconi sulla televisione italiana, o ecologisti che si oppongono al ponte sullo stretto di Messina.

Tra la folla, si vedono anche difensori degli immigrati o membri del movimento “popolo delle agende rosse” i quali chiedono la verità sul giudice Paolo Borsellino morto nel 1992 in un attentato dinamitardo a Palermo, le cui agende segrete non sono mai state ritrovate. L’attentato fu attribuito alla Mafia ma la stampa italiana ha recentemente diffuso la notizia di possibili complicità politiche ad alto livello.

[Articolo originale “Italie: plus d 350.000 manifestants à Rome pour dire “non” à Silvio Berlusconi ” di Françoise Kadri]