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febbraio 23, 2012

Contro il Cancro al Seno l’UE lancia una nuova sfida.

È stato appena avviato un nuovo progetto per un biomarcatore finanziato dall’UE che ha lo scopo di ottenere una terapia per il al più personalizzata per le pazienti. Assicurando che la terapia per il al sia creata appositamente per una singola paziente, i medici possono evitare le cure inefficaci, risparmiando tempo prezioso ed energie.

RESPONSIFY (“Genome-based leading to validated molecular diagnostic tests for response prediction in breast cancer”) ha ricevuto quasi 6 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del Settimo programma quadro (7° PQ) dell’UE e riunisce ricercatori provenienti da Belgio, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia e Svizzera.

I partner del progetto lavoreranno per sviluppare nuovi test per biomarcatori in grado di indicare gli effetti di una cura su un singolo paziente e rendere la previsione della risposta molto più semplice.

L’obiettivo principale del progetto sarà verificare se certi tipi di cure debbano essere somministrate prima o dopo un intervento chirurgico. I medici spesso devono determinare quale terapia sia meglio per un paziente che sta per essere sottoposto alla rimozione chirurgica di un , nella maggior parte dei casi di al è solo dopo la rimozione e l’esame del che i medici scelgono una terapia. Ma il fatto che questa sia la forma prevalente di cura non significa che sia adatta a tutti. Le cure che iniziano prima dell’intervento chirurgico, chiamate “terapie neoadiuvanti”, comportano una significativa riduzione del in fase preoperatoria. Solo in quel momento i dottori asportano quel che resta del tumorale.

febbraio 9, 2012

Cancro alla prostata: lo stanerà un test delle urine.

Con un semplice delle si potrà rivelare la presenza, o prevederne lo sviluppo e l’aggressività, di un tumore alla .

 

Presto potrebbe essere disponibile un delle che aiuterà a smascherare la presenza di un alla , un tipo di molto aggressivo che ancora oggi miete numerose vittime tra gli uomini. Questo esame si presenterebbe come un opzione alla biopsia che è più invasiva, e permetterebbe anche di predire l’aggressività e la progressione della malattia.

La ricerca condotta per sviluppare questo nuovo è stata presentata al 2012 Genitourinary Cancers Symposium of the American Society of Clinical Oncology di San Francisco (Usa) dal dottor Daniel Lin, membro associato del Centro Hutchinson Public Health Sciences Division, professore associato e capo della divisione di Oncologia Urologica presso la University of Washington Department of Urology.
«Le biopsie prostatiche sono invasive e non sempre prendono tutto il tumore. La raccolta delle esame è molto meno invasiva. Se un diagnostico basato sulle potrà essere sviluppato aiuterebbe a predire se e quanto la malattia è aggressiva o la progressione della malattia, e sarebbe l’ideale», ha spiegato il dottor Lin.