Posts tagged ‘biomarker’

marzo 15, 2012

Diabete di tipo 2: scoperto legame con un batterio.

Scoperta tra una specie di () e i livelli di (), un importante dei livelli di nel sangue e del .

 

La ricerca ha messo in evidenza che l’ era piu’ forte nei soggetti obesi con un indice di massa corporeo piu’ elevato (BMI), suggerendo che i possono giocare un ruolo nello sviluppo del negli adulti. Lo studio e’ stato pubblicato on line sul Journal of Infectious Disease. L’infezione da dello stomaco puo’ essere acquisita gia’ durante la prima infanzia, diventando progressivamente sempre piu’ persistente, provocando gastriche e duodenali.

febbraio 18, 2012

Autismo, a sei mesi già visibile con la brain imaging.

Da un nuovo studio basato su tecniche di condotto dalla University of North Carolina, Chapel Hill, emergono delle differenze significative nello del nei ad alto rischio di gia’ dall’eta’ di 6 mesi.

 

“Si tratta di una scoperta molto importante – ha detto Jason J. Wolff, ricercatore presso il Carolina Institute for Developmental Disabilities (CIDD) e primo autore dello studio pubblicato sul Journal of Psychiatry – perche’ rappresenta un primo passo verso lo di un per il rischio di , uno strumento molto piu’ precoce rispetto agli attuali mezzi diagnostici”. Lo studio suggerisce, inoltre, che l’ non appare improvvisamente nei piccoli, ma si sviluppa nel tempo durante l’infanzia.

settembre 21, 2011

Alzheimer: un biomarker per terapie più tempestive.

Sui nuovi criteri diagnostici per la malattia di , elaborati da un gruppo internazionale di esperti, sotto l’egida congiunta dell’Istituto Nazionale sull’invecchiamento e dell’’s Association americani, si riuniscono medici e ricercatori all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, Istituto scientifico per la ricerca e la cura delle demenze, in occasione della Giornata Mondiale dell’, il 21 settembre.

 

“La pubblicazione dei Nuovi Criteri Diagnostici rappresenta una svolta epocale che “mette in soffitta” i vecchi criteri del 1984 – spiega Orazio Zanetti, Direttore dell’Unita’ Operativa all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia – in quanto prevedono che il percorso diagnostico, sia nella demenza di che nella malattia di prodromica/preclinica possa avvalesi dell’impiego di marcatori biologici e neuro radiologici. Cio’ significa che sara’ possibile identificare la malattia alle primissime avvisaglie. I marcatori infatti si sono rivelati in grado di identificare “in vivo” (in persone viventi) nel cervello sia l’accumulo eccessivo di ? (ritenuta la colpevole della malattia) sia la presenza di e consentono, nelle mani di esperti, di formulare la diagnosi di prima che questa evolva verso una demenza conclamata, quando ormai sono scarse le possibilita’ di intervento terapeutico”.

marzo 29, 2011

Tumore al colon: nuovo marker tumorale potenzialmente valido.

Il risultato può essere considerato una base per lo sviluppo di un farmaco che possa essere tossico per le cancerose una volta attivato dall’

Un potrebbe consentire una più agevole e precoce del del : a scoprirlo sono stati i ricercatori dell’Università del Colorado Cancer Center guidati da Vasilis Vasiliou.

 

Il laboratorio di Vasiliou è specializzato nello studio del ruolo degli enzimi nel metabolismo dei farmaci nei disturbi metabolici nelle normali e e nelle staminali.

Come riferito sulla rivista Biochemical and Biophysical Research Communications il gruppo di Vasiliou ha analizzato i campioni di tessuto tumorale di 40 pazienti, riscontrando in 39 di essi livelli straordinariamente alti dell’ denominato , che normalmente è presente solo nelle staminali.

giugno 17, 2010

Studio finanziato dall’UE dimostra che la cannabis può avere un effetto nocivo sul DNA.

Nel Regno Unito alcuni ricercatori hanno provato che fumare cannabis può avere un effetto nocivo sul DNA. Questo effetto potrebbe potenzialmente incrementare la possibilità di sviluppare il cancro. I risultati, pubblicati nella rivista Chemical Research in Toxicology, sono l’esito della Rete d’eccellenza ECNIS (“Environmental cancer risk, nutrition and individual susceptibility”) che ha ricevuto un finanziamento pari a 11 milioni di euro in riferimento all’area tematica “Qualità e sicurezza alimentare” del Sesto programma quadro (6° PQ) al fine di analizzare in che modo l’alimentazione e i fattori ereditari possano influire sul rischio tumorale legato all’ambiente. Per analizzare la formazione dei composti cancerogeni nel DNA naturale (Calf thymus DNA) esposto al fumo di una sigaretta di cannabis in vitro, lo studio ha utilizzato una nuova tecnica: una cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem ad elevata sensibilità. I risultati evidenziano che la cannabis, in laboratorio, danneggia il DNA.