Posts tagged ‘Billy Talbot’

aprile 21, 2010

Buonanotte compagni.

La Russa, che parla di liberazione non si era mai visto.

Comunque a proposito di rock che è una cosa più seria di La Russa, Neil Youngh nel settembre 1970 si prese una vacanza da Crosby, Stills e Nash e costituì una band formata con Ralfh Molina alla batteria, Billy Talbot aa basso e Nils Lofgren al piano. Chiusi nella cantina di Youngh incidono tredic canzoni che dovevano essere la colonna sonora di un film. Il film non è mia nato però rimase l’album. Finisce Woodstock e ognuno va per la propria strada. After the gold Rush, questo l’album di cui stiamo parlando è un album oscuro pieno di solitudine, introspezione e dolore. La sua semplicità lo ha reso immortale.

After The Gold Rush è l’album che segue il fortunato Deja Vu con i Crosby, Stills, Nash & Young e impose il Neil Young che rimarrà negli anni seguenti nell’immaginario collettivo (anche grazie al successivo album Harvest).

Musica acustica, canto quasi agonizzante con la voce che sembra quasi si possa spezzare da un momento all’altro, testi enigmatici e introspettivi, melodia intrisa di malinconia, pacatezza, dolcezza, ma anche inquietante e vagamente aggressiva.

Ma vi è anche il Neil Young elettrico e rock, già conosciuto nell’album precedente Everybody Knows This Is Nowhere, in When You Dance You Can Really Love e soprattutto nell’arcinota Southern Man, rabbiosa e l’unico pezzo politico dell’album, in cui Young canta della situazione dei neri nel Sud degli USA.