Posts tagged ‘Bike Sharing’

luglio 10, 2013

Come andare al lavoro? Stavolta te lo dice l’App.

Milano, insieme a Barcellona ed Helsinki parteciperà a SuperHub project, il progetto europeo sulla mobilità sostenibile che, attraverso un’applicazione, proporrà ai viaggiatori urbani le migliori opzioni di spostamento in un determinato momento

Si chiama SuperHub il progetto europeo di mobilità urbana che fra lunedì 9 e domenica 29 settembre compirà un monitoraggio sugli spostamenti “guidati” dei 200 milanesi che aderiranno all’iniziativa facendosi consigliare da una centrale operativa sui mezzi più efficienti per coprire i percorsi urbani.

Meglio in auto o in bicicletta? Più veloce a piedi o con i mezzi pubblici? I viaggiatori urbani che daranno le loro disponibilità dovranno avere uno smartphone Android e con questo testeranno la nuova applicazione per i loro spostamenti abituali.

Non occorreranno competenze particolari e saranno sufficienti 10 minuti alla settimana per eseguire il test che si svolgerà, contemporaneamente, in altre due città europee: Barcellona ed Helsinki.

L’impegno dei viaggiatori urbani sarà ricompensato con premi a scelta fra buoni spesa, abbonamenti al car o al bike sharing e altro ancora.

L’App di SuperHub, pur essendo in una fase sperimentale, può già essere testata nelle sue principali funzionalità: per pianificare spostamenti, valutando quelle che sono le migliori opzioni di percorso e di mezzi di trasporto, nonché la Co2 prodotta a seconda delle varie opzioni di viaggio.

SuperHub coinvolge un network di 20 partner di sei differenti Paesi europei. In Italia ha ottenuto il sostegno di Atm, Autoguidovie, Create-Net, Imaginary, Legambiente e Vodafone.

Per partecipare in qualità di tester è sufficiente compilare il form di iscrizione presente sulla pagina web di SuperHub e, naturalmente, risiedere a Milano o nell’hinterland del capoluogo lombardo. Per ulteriori informazioni si può scrivere a info@superhubmilano.org

aprile 8, 2012

Bici gratis a Strasburgo dietro ricetta medica, le due ruote come medicina.

vélhop bike-sharing strasburgo

Bici gratis a Strasburgo dietro ricetta medica ai malati di diabete, ai pazienti obesi, a chi soffre di ipertensione e malattie cardiovascolari. Lo ha deciso il sindaco Roland Ries, consentendo ai medici di prescrivere un abbonamento annuale al servizio di bike-sharing cittadino Vélhop. Abbonamento che per i soggetti sani ha un costo di 80 euro annui.

Il progetto pilota coinvolge una cinquantina di medici della Communauté urbaine de Strasbourg (CUS) e dovrebbe partire a settembre. Successivamente, sulla scia del successo e dei benefici, più o meno marcati, per la salute evidenziati, si deciderà se estendere la possibilità di prescrivere l’abbonamento anche ad altri medici della CUS.

Il mondo della salute e dello sport sono strettamente legati, eppure si ignorano, è tempo di farli incontrare. Così l’ÉDILE sulla decisione del sindaco. La bicicletta, secondo Pierre Tryleski, presidente del sindacato dei medici generici francesi, è un trattamento integrativo o sostitutivo per numerosi disturbi. Inoltre l’attività fisica costa poco. I costi del progetto, infatti, verranno ripagati dal risparmio sulle spese sanitarie causate dall’obesità e dalle malattie croniche legate alla vita sedentaria. La bici come medicina, dunque. Migliorerà la qualità della vita e… dell’aria. Cipiace.

ottobre 6, 2011

Andare in bicicletta fa bene alla salute e alla tasca.

economia della bicicletta

Immaginate, nonostante la crisi economica, di ritrovarvi in tasca, ogni anno tra i 5mila e i 12mila euro in più. Immaginate come la vostra vita potrebbe cambiare. E il mezzo per avere tanti soldi in più è semplice: una bicicletta.

Non deve sembrare strano ma l’economia è plastica. Dunque ecco sorgere parcheggi e servizi orientati ai ciclisti in quelle comunità che hanno preferito l’uso della bicicletta all’automobile. Scrive Susan Piedmont-Palladino curatrice del National Building Museum di Washington:

Sbarazzarsi di una macchina per ritrovarsi in tasca ottomila dollari e sentirsi meglio. Se solo fosse così semplice! Non funziona in questo modo, naturalmente, perché nessuno di noi è una statistica. Ognuno di noi è impigliato nella proprie complesse circostanze e deve tener conto di ogni eccezione. Inoltre, non si può rimanere a casa una volta che si è rinunciato alla macchina, quindi il denaro risparmiato sarà usato per autobus, metropolitana, scooter, bicicletta, bike sharing, pattini, taxi, scarpe nuove e giubbotti.

settembre 21, 2011

Bike Sharing: se il casco è obbligatorio il fallimento è inevitabile.


Il Bike Sharing promosso amministrazioni cittadine di tutto il mondo è ovunque un successo, anche oltre le previsioni più rosee, ma ci sono un paio di clamorose eccezioni: Seattle e Melbourne. La responsabilità di questi fragorosi fallimenti sarebbe da individuare nelle leggi locali che impongono di indossare il casco anche quando si viaggia in bicicletta. L’esempio più clamoroso è quello della città australiana nella quale a fronte di 600 bici messe a disposizione l’utilizzo è fermo a 70 “viaggi” al giorno.

A Dublino, con 450 bici, si viaggia sulla cifra di 5000 utilizzi giornalieri. Una disastro simile si registra anche nella capitale dello Stato di Washington con la municipalità che sta cercando di metterci una pezza regalando 500 caschi agli utenti registrati al servizio e offrendo sconti per l’acquisto nei negozi locali per chi aderisce d’ora in avanti.

Il dubbio è amletico: la legislazione che regola la sicurezza dei trasporti, anche in bicicletta, va derogata se nel frattempo ci si è posti il nobile obiettivo di favorire una mobilità sostenibile? Il buonsenso suggerirebbe di sì sempre guardando alle statistiche del bike sharing di Dublino: con un milione di viaggi sulle bici messe a disposizione non è stato ancora registrato un singolo caso di incidente fra gli utilizzatori.