Posts tagged ‘bertolaso’

maggio 28, 2011

Il miracolo dei rifuti spariti alla maddalena.

Il 26 gennaio del 2008, dopo 35 anni, viene ammainata la bandiera stelle e strisce a La Maddalena: gli statunitensi abbandonano la base atomica. Proprio così, atomica. Vuol dire migliaia di tonnellate di rifiuti speciali da rimuovere (amianto, idrocarburi, metalli pesanti), quindi soldi, maestranze specializzate, luoghi di stoccaggio e tempo. Soprattutto tempo. Peccato che non ce n’è: il luogo è stato prescelto per ospitare il summit del G8 del 2009, vetrina chiave per il rilancio internazionale del governo italiano. Silvio Berlusconi gongola, fa proclami, parla di rilancio della zona, di occupazione, turismo, e tutto il solito repertorio. Il premier chiama in causa Guido Bertolaso e la Protezione civile: c’è bisogno di loro per raggiungere l’obiettivo nella data prestabilita. C’è bisogno di potere decisionale, pochi vincoli, segreto di Stato. Sul sito dichiarano: rimosse 62 mila tonnellate di rifiuti, il 21% delle quali giudicate pericolose. Tradotto: 49 mila non pericolosi e 13 mila speciali. Tempo di realizzazione: 45 giorni in tutto. “Peccato che qualcosa non torna”, dice Claudia Zuncheddu, consigliere regionale sardo. “I rifiuti speciali dovevano essere spediti sul Continente, ma non esistono i piani di navigazione. Il problema è dove, in quale luogo hanno scaricato il materiale e come lo hanno riversato”

dicembre 8, 2010

La dittatura della Protezione civile e le infiltrazioni mafiose nel dossier di Libera

L’associazione Libera contro le mafie, di Don Luigi Ciotti ha anticipato oggi alcuni stralci del dossier che parla di mafia e malaffare ed è incentrato tutto sull’Abruzzo aquilano e non solo.

C’è di tutto dentro: dal malaffare comune ai conflitti di interessi, alla dittatura di Bertolaso il supereroe con poteri straordinari ma anche le cricche, gli allarmi delle infiltrazioni sempre più profonde , le reazioni sdegnate di certa politica fino ad arrivare agli utlimi sviluppi che hanno tirato dentro Camorra e ‘Ndrangheta con tentativi qualche volta non andati a buon fine.

 Il dossier ha per titolo “L’Isola Felice” e descrive cosa è accaduto all’Aquila già nella notte fra il 5 e il 6 aprile 2009. Il titolo rimane il simbolo più alto dello scempio compiuto nella regione da sempre, cominciato  sotto i governi imperituri della grande Democrazia cristiana che ha sempre spinto per considerare l’Abruzzo una regione diversa, tranquilla e slegata dal resto dei fenomeni preoccupanti della nazione. Si è di fatto così consegnata (tra la distrazione della politica e dei giornali) la terra alle cosche criminali che hanno approfittato della regione camomilla per fare i loro affari.

Solo un paio di anni fa (e dopo una inchiesta giornalistica di alcuni anni prima) scoperto i legami tra certe società e Cosa Nostra nella zona di Avezzano.

novembre 24, 2010

Il delirio di Berlusconi a Ballarò

novembre 8, 2010

La Protezione Civile in Veneto.

La Protezione civile presidia la città mentre il suono delle ambulanze echeggia per le vie: è il loro modo di festeggiare un altro affare concluso.

novembre 7, 2010

Manifestazione a Terzigno, Boscoreale, Bosco TreCase

Mentre Fini gioca a nascondino con Berlusconi il paese affonda tra alluvioni e crolli. Nel frattempo a Terzigno si affonda nella spazzatura.

novembre 4, 2010

Guido Bertolaso e l’eruzione del Vesuvio.

Il buon leghista Bertolaso da Acilia.

novembre 2, 2010

Il collaudo farsa dell`inceneritore di Acerra.

Quanto rende avvelenare un’intera regione, producendo 6 milioni di finte ecoballe da oltre una tonnellata l’una e da anni “provvisoriamente” stoccate in 40mila metri quadri di territorio inquinato, contenenti spazzatura “tal quale” pressata a forma di cubo? Quanto vale costruire un inceneritore pieno di difetti e carente di numerosissimi strumenti di controllo? Almeno 345 milioni di euro. E il collaudo si fa tra amici.

Trecentocinquantacinque milioni di euro, appunto. Come prevede la legge (il decreto 195, proprio quello che istituiva la Protezione civile spa, poi stralciata), lo Stato li verserà nelle casse della Impresilo, società del gruppo Impregilo, come pagamento della costruzione dell`inceneritore di Acerra. La multinazionale (proprietà dei gruppi Gavio, Benetton e Ligresti) li ha già messi in bilancio. Si legge nella semestrale del gruppo che «in relazione alla valorizzazione del termovalorizzatore di Acerra, esso è determinato in euro 355 milioni. Il trasferimento della proprietà dell`impianto di Acerra dal gruppo Impresilo alla Regione Campania (o alla Presidenza del consiglio dipartimento di Protezione civile o a soggetto privato) dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2011.

 

Fino a tale momento, all`ex affidatario, competerà un canone di affitto determinato in euro 2,5 milioni al mese per una durata di 15 anni». Continua la relazione di Impregilo: «Merita opportuna evidenza il positivo collaudo definitivo del termovalorizzatore di Acerra, datato 15 luglio 2010». Impregilo è sotto processo al Tribunale di Napoli, insieme con Antonio Bassolino. L`ex governatore campano nel 2002 firmò il contrattocapestro che assegnava al colosso delle costruzioni l`intero ciclo dei rifiuti (due termovalorizzatori e sette impianti di produzione di combustibile derivato dai rifiuti, il cosiddetto cdr). Il cdr doveva essere ricavato solo dal 32 per cento della spazzatura, la parte con maggiore potere calorifero e non inquinante.

 

Ma siccome quelle balle erano, per la società privata, vero e proprio oro, una specie di conto in banca – bruciarle permette di intascare i contributi ecologici Cip6 – Impregilo preferì metterci dentro di tutto, anche i rifiuti “tal quale`. A causa della decisione di costruire l`inceneritore in una delle aree più inquinate al mondo, ad Acerra, i lavori del termovalorizzatore ritardano e tra il 2006 e il 2008 il sistema va in tilt. Gli impianti di cdr fanno milioni di finte ecoballe di “tal quale`, che vanno a finire in depositi temporanei mentre la spazzatura si accumula nelle strade. Nel 2008 arriva Bertolaso e con la bacchetta magica risolve il problema. Mette, in deroga alla legge, in funzione l`inceneritore, nonostante l`assenza di un collaudo definivo.

E nello stesso decreto 90 scrive: «È autorizzato presso il termovalorizzatore di Acerra il conferimento ed il trattamento dei rifiuti aventi i seguenti codici: 19.05.01 parte di rifiuti urbani e simili non compostata; 19.05.03 compost fuori specifica; 19.12.10 rifiuti combustibili (Cdr: combustibile derivato da rifiuti); 19.12.12 altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, non contenenti sostanze pericolose; 20.03.01 rifiuti urbani non differenziati; 20.03.99 rifiuti urbani non specificati altrimenti». Tutto ciò in deroga alla Via, Valutazione di impatto ambientale, del 2005 che imponeva di bruciare solo il “vero` cdr. La gestione del termovalorizzatore viene affidata alla Partenope ambiente, controllata dalla lombarda A2a.(manuela bonaccorsi – Informazione libera)

novembre 1, 2010

Mentre Berlusconi tromba Napoli brucia.

Il 22 ottobre Berlusconi aveva solennemente dichiarato che entro pochi giorni avrebbe pulito Napoli dai rifiuti.

Non è stato così. Oggi primo novembre mi sono recato a Napoli per rendermi conto della situazione. Volevo verificare se ancora una volta Berlusconi aveva promesso con la certezza di non mantenere. Così è stato! Alle ore 18,45 alla centralissima via Foria nei pressi del Museo Nazionale cumuli di rifiuti bruciavano per il piacere dei ragazzini, che incuranti dell’odore acre che sprigionavano i rifiuti danzavano attorno alle fiamme.

Per non parlare della piazza Garibaldi antistante la Stazione Centrale una vera e propria discarica cielo aperto.

Che dolore vedere una città così bella, così offesa.

ottobre 29, 2010

Annozero 28 10 2010 Il miracolo no!

ottobre 29, 2010

MARCO TRAVAGLIO “Il miracolo no!” editoriale annozero 28/10/2010