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gennaio 15, 2010

Elezioni regionali 2010: chi ci capisce qualcosa è bravo.

Sempre più confuso l’orizzonte politico delle elezioni regionali a due mesi dal via. La confusione è determinata in parte dall’importanza obiettiva che esse hanno perché in effetti si tratta quasi di elezioni politiche. Regna pertanto la confusione a destra e a sinistra e l’incertezza in ogni regione sui candidati e sulle alleanze. Se infatti il centrodestra dovesse fare quel cappotto che si auspica questo sarebbe il viatico per Berlusconi per sbaragliare non solo la sinistra ma anche i suoi nemici interni, a partire da Fini. In questo caso Berlusconi avrebbe le carte in regola per governare fino alla fine della legislatura e continuare a fare danni all’Italia, leggi ad personam e leggi razziste. Ma anche per la sinistra queste elezioni rappresentano un test importante perché in caso di vittoria verrebbe confermata la leadership di Bersani e la correttezza delle sue scelte soprattutto per la politica delle alleanze. Comunque appare certo che l’UDC correrà con il centrosinistra in Liguria, Marche,Piemonte, Basilicata e forse in Calabria e Veneto.

La novità sostanziale è rappresentata dallo stop che Berlusconi ha dato a Casini, accusato di fare la politica dei due forni. Questo se  da un punto di vista può considerarsi un fatto positivo per la sinistra da un altro versante rappresenterà un ulteriore momento di difficoltà, perché Casini certamente alzerà il prezzo per aderire alla coalizione, pena il correre da soli.

Sulla base di queste premesse vediamo la situazione delle candidature e delle alleanze regione per regione aggiornate al 15 gennaio.

 In Lazio, oggi viene formalizzata dal centrosinistra la candidatura di Emma Bonino per le regionali. Il match con Renata Polverini, leader dell’Ugl promossa dal Pdl, è uno dei più interessanti, anche perché tutto al femminile.

In Puglia invece Sinistra e Libertà e Vendola possono dire di aver vinto il primo round di una difficile partita politica. Infatti il PD ha accettato le primarie di coalizione. Boccia però pretende il sostegno di tutto il partito, che non sembra scontato. Infatti Guglielmo Minervini è pronto a votare per Vendola, c0me pure  la deputata Pd Cinzia Capano. L’Udc nel frattempo si è impegnato ad  aspettare l´esito delle primarie e, in caso di vittoria di Vendola, scegliere di correre da soli. La merce di scambio in questo momento si chiama Calabria. Se, come sembra, la guida della coalizione del centrosinistra dovesse essere affidata ad un candidato Udc, anche la partita pugliese potrebbe risolversi in maniera positiva. Positivo il giudizio di Nicola Fratoianni, coordinatore pugliese di Sinistra e libertà che ha dichiarato “ siamo sereni perché il Pd sembra aver imboccato l´unica strada in grado di unire la coalizione».

In Piemonte per rafforzare la lista cappeggiata dalla Presidente uscente il PD propone di affiancargli il sindaco Chiamparino che sarebbe in lista con altre eccellenze del partito in Piemonte. Non tutti sono d’accordo. Dal canto suo Chiamparino ribadisce che “«Si può costruire per le regionali una coalizione competitiva tra centrosinistra e Udc tenendo conto del peso del partito di Casini in Piemonte? In questo vertice i massimi rappresentanti dei diversi partiti devono rispondere a questa domanda e trovare una soluzione».Nel PDL sembra ormai in dirittura d’arrivo la candidatura di Roberto Cota, che ha dichiarato “”Giusta la valutazione del Pdl: la politica dell’Udc e’ inaccettabile, perche’ e’ la vecchia politica dei due forni basata esclusivamente sulla spartizione del potere e delle poltrone”.

In Lombardia, sembra certa la candidatura di Formigoni per il centrodestra, salvo sorprese dell’ultima ora, che al momento appaiono improbabili. Nel centro sinistra Filippo Penati sembra ancora il candidato ufficilae anche se  spunta una possibile rosa di nomi su cui puntare. A partire da quello di Paolo Corsini, ex sindaco di Brescia. O quello di Maurizio Martina, il giovane coordinato­re regionale del Pd. Caduta l’ipotesi delle primarie per scegliere il candidato del nuovo Pd. La coalizione di centrosinistra sarà  composta da Pd, Idv, Sel e Verdi. I comunisti presenteranno un proprio candidato così come la Lista Grillo.

In Liguria Sandro Biasotti  sarà il candidato presidente per il PDL, mentre candidato per il centrosinistra sarà il presidente uscente Burlando, che si aspetta l’adesione alla coalizione da parte dell’UDC.

In Emilia Romagna si registra lo sfogo di Manes  Bernardini segretario regionale della lega che lamenta di essere stato escluso dalle liste regionali di marzo. Comunque malgrado il riserbo della segreteria Pd che rinvia tutto al 21 gennaio e al 5 febbraio  il centro sinistra dovrebbe candidare  per la terza volta  Vasco Errani, mentre il centrodestra schiererebbe Giancarlo Mazzucca o in alternativa a la deputata Isabella Bertolini. L’UDC, che dovrebbe correre da solo dovrebbe schierare Gian Luca Galletti. L’IDV ha per il momento rotto le trattative con il PD.

Per la Toscana L’assessore alla sanità Rossi sarà il candidato del centrosinistra. I radicali presenteranno il fotografo Oliviero Toscani che ha chiesto il sostegno del centrodestra che al momento non ha ancora annunciato un nome.

In Umbria nessuna novità. Si conferma la  terza candidatura dell’uscente Rita Lorenzetti del partito democratico, che sfiderà alle primarie del 17 gennaio Mauro Agostini. Il centro destra potrebbe candidare  Luisa Todini o Fiammetta Modena o il sindaco di Assisi Claudio Ricci.Anche se il segretario regionale del centrodestra Andrea Lignani Marchesani preferirebbe un candidato scelto fra i rappresentanti della società civile.

Nelle Marche il centrodestra non ha ancora scelto il candidato, mentre pare definitiva la candidature per il centrosinistra di Spacca.

In Campania si registra la reazione di Casini allo stop di Berlusconi sul piano nazionale che ha dichiarato “”Non ci vogliono?  allora vuol dire che dopo le Marche e in Liguria andremo con il Pd anche in Campania e Puglia”.Staremo a vedere. Intanto Caldoro è ufficialmente il candidato governatore del Pdl in Campania. Il via libera definitivo è arrivato dopo la rinuncia di Nicola Cosentino: che ha detto “ non voglio che le vicende giudiziarie entrino nella campagna elettorale” Per il centrosinistra è ancora caos candidati: rimangono in corsa il sindaco di Salerno De Luca e l’assessore Cascetta, mentre si profilerebbe la candidatura del Rettore dell’Università di Salerno Raimondo Pasquino appoggiato dall’Udc di De Mita nel caso in cui questo partito decidesse veramente di correre con il centrosinistra.Alla competizione di marzo non mancherà Alessandra Lo nardo. Resta da capire con quale schieramento.’.

In Basilicata per il centro sinistra si ricandida il governatore uscente Di Filippo con l’ accordo delll’UDC. Il centrodestra candida invece Attilio Martorano.

In Calabria  sono già convocate per il 17 gennaio le primarie di coalizione sulla base delle quali si vedrà chi sarà il candidato per il centrosinistra se il presidente uscente Agazio Loiero o  Marco Minniti.  Intanto alla luce degli sviluppi delle  dichiarazioni di Berlusconi contro Casini, Carlo Guccione, segretario del Pd calabrese. Apre all’UDC. Confermata la candidature di Giuseppe Scoppelliti per il centrodestra. Polemiche le dichiarazioni di Agazio Loiero che afferma ”Nessuno mai mi ha imposto di farmi da parte, ne’ mi sono mai sognato di fare minacce politiche di alcun tipo”

Per  il Veneto rimane confermata la corsa in solitario per il centrodestra di Luca Zaia in sostituzione del governatore uscente Galan. Intanto il  centrista dell’UDC  Antonio De Poli si candida alla presidenza della regione ”Solo per il momento” e’ ”in solitaria”  . Nei prossimi giorni De Poli potrebbe diventare il candidato anche del Pd. Gli fa eco infatti  il segretario regionale del PD- Veneto, Rosanna Filippin  che ha dichiarato “invito ”tutti a fare un passo indietro”, per quanto riguarda la corsa alla candidatura in Regione nell’area del Centrosinistra e del centro. ”Io ho un’idea molto precisa di quel che deve fare il Pd. Giocare fino in fondo una partita che non e’ scontata, perche’ la Lega non ha vinto in partenza. A chi non si fida di un Veneto a guida leghista va offerta un’alternativa. Netta, riconoscibile, concreta.