Posts tagged ‘berlusconi e la mafia’

novembre 18, 2010

Ciancimino investì in Milano 2.

La caccia ai riscontri è apertissima: conti correnti bancari, libretti al portatore, depositi. E persino la ricerca di un ristorante e del personale che vi lavorava in cui si sarebbe svolto tra il ’73 e il ’75 il faccia a faccia tra Vito Ciancimino, allora fresco ex sindaco di Palermo, e l’imprenditore Silvio Berlusconi. La procura antimafia di Palermo ha ricevuto dagli investigatori della Dia i primi esiti dell’indagine nata dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino e della madre Epifania Scardino, la quale ha ricostruito pochi giorni fa due viaggi a Milano fatti col marito per un affare che doveva concludere con Berlusconi. E che, ha raccontato Ciancimino junior, ha dato i suoi frutti economici. Massimo Ciancimino lo ha dichiarato ai pm antimafia di Palermo: il padre Vito, ex sindaco Dc, arrestato nell’84 per i legami con i boss Totò Riina e Bernardo Provenzano, investì nel 1972 un miliardo e mezzo di lire a Milano 2, il centro residenziale costruito alle porte di Segrate dalla società Edilnord del Gruppo Fininvest di Berlusconi. Anni dopo, quando Massimo cominciò a raccogliere i racconti del padre, apprese che quell’operazione c’era stata e che era anche andata a buon fine: Ciancimino senior incassò non solo i soldi versati ma anche i proventi di quell’investimento.

settembre 19, 2010

I rapporti fra Ciancimino e Berlusconi. Speriamo che sia la volta buona.

  “SIAMO FIGLI DELLA STESSA LUPA”
Ecco l’appunto di Vito Ciancimino sulle origini delle fortune di B. Il sindaco condannato per mafia lamenta una disparità di trattamento rispetto al futuro premier. E ricostruisce i rapporti con Dell’Utri

Fa impressione leggere questo documento che accomuna il sindaco di Corleone, il senatore palermitano e – indirettamente – il premier sotto le mammelle dello stesso sistema politico-mafioso. Se il documento pubblicato dal Fatto Quotidiano sarà attribuito dai periti a ‍Vito Ciancimino, come sostiene la sua famiglia, la frase “siamo figli della stessa lupa” entrerà nella storia dei rapporti tra mafia, politica e imprenditoria. A consegnarlo ai magistrati è stata Epifania Scardino, vedova di don Vito. La donna ha anche prodotto decine di fogli scritti a macchina e in parte annotati con una calligrafia che appare identica a quella di suo marito. Nelle carte il consigliori di Bernardo Provenzano ricostruisce i suoi rapporti imprenditoriali con Dell’Utri e Berlusconi e si scaglia contro i magistrati. Don Vito è furioso perché è stato condannato, mentre Marcello Dell’Utri veniva prosciolto e Silvio Berlusconi faceva carriera dopo essere stato addirittura nominato Cavaliere. Secondo il figlio di Ciancimino, Massimo, i documenti risalgono al 1989. Adesso a studiarli è la polizia Scientifica. ‍Vito Ciancimino racconta di avere investito denaro nelle imprese di Berlusconi, assieme ad altri imprenditori poi condannati per mafia, ricavandone molti miliardi di vecchie lire. Adesso si attendono i risultati delle analisi. I pm hanno chiesto alla polizia di fare presto. Se arrivassero i riscontri il premier rischierebbe di finire di nuovo sotto inchiesta. (Il fatto quotidiano)