Posts tagged ‘Berlino’

dicembre 26, 2014

La “germanizzazione” dell’Eurozona

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Il modello europeo oggi è la dottrina di Berlino: la crescita trainata dalle esportazioni. Ma condannando i propri partner europei ad essere dipendenti dalle importazioni altrui, la Germania sta rendendo l’Europa sempre più incapace di provvedere autonomamente al proprio benessere.

di Francesco Saraceno, economista presso l’Observatoire français des conjonctures économiques (Ofce) e la Luiss School of European Political Economy

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ottobre 23, 2011

Recupero acqua piovana, una pioggia di risorse a Berlino.

pioggia a Berlino

La pioggia è una risorsa preziosa a Berlino ed un nubifragio come quello che ha travolto Roma giovedì scorso avrebbe trovato un’accoglienza a cisterne aperte. O almeno a Potsdamer Platz e nel quartiere periferico di Lankwitz, letteralmente impermeabilizzati. Aree che sono state riqualificate proprio con l’intento di arginare i danni di alluvioni e frane provocate da precipitazioni abbondanti.

L’acqua in eccesso viene incanalata in bacini superficiali e sotterranei grazie a tetti filtranti e ad altre superfici di raccolta, poi viene depurata ed utilizzata per alimentare le fontane pubbliche ed irrigare i giardini. Una parte viene invece destinata agli scarichi dei WC e ad altri usi domestici.

Il serbatoio più capace per il recupero dell’acqua piovana è quello di Potsdamer Platz che può ospitare fino a 4.000 m3. Altre cinque cisterne sotterranee ne accumulano fino a 2.600.

maggio 27, 2010

Buonanotte compagni.

Iggy Popp pubblica insieme a David Bowie l’album Lust for Life nel 1977. Per farlo i due si recano a Berlino. Il disco contiene tre canzoni che hanno segnato la storia del rock sono: Lust for life, The Passenger, Tonight, canto d’addio di un amante che muore d’eroina. Bowie cantera questa canzone con Tina Turner. Una musica decadente vecchia e malinconica.

novembre 10, 2009

Abbattere tutti i muri.

La esistenza di muri assai più alti e spaventosi di quello di Berlino è stata ricordata da un gruppo di palestinesi che ha tentato di abbattere seppur simbolicamente l’interminabile mostruoso serpente di cemento alto otto metri che li tiene prigionieri e continua a divorare la loro terra. Il muro di Israele è alto otto metri e munito di fortificazioni, torri, artiglieria, fossati. Non rispetta la linea verde che divideva la Palestina da Israele ed era lunga 350 chilometri. A regime sarà lungo più di 700 chilometri
e renderà impossibile, assieme agli insediamenti colonici che hanno reticolato i territori occupati, la costituzione di uno Stato palestinese promessa da interminabili negoziati che durano da quaranta e più anni e che non avranno mai fine e servono a coprire il genocidio.

L’Occidente che ieri ha fatto ricadere simbolicamente il Muro con la messa in scena dei pannelli di plastica colorata si autocelebra in nome della libertà. Un articolo del Corriere della Sera
parla di oltre un milione di morti causati dalle privatizzazioni del capitalismo in tutta l’area degli Stati
comunisti ai quali bisogna aggiungere i morti dei territori occupati dalla Nato in oriente e tutte le brutture delle guerre che non ci sarebbero mai state se il Muro fosse rimasto in piedi