Posts tagged ‘Belsito’

ottobre 14, 2012

Belsito si compra l’albicocca.

Ex tesoriere della Lega Nord, ex sottosegretario del governo Berlusconi, indagato dalla Procura di Milano, da quella di Napoli e dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria per riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita. Quello delle lauree inventate, degli investimenti in Tanzania, dei diamanti padani, dei certificati albanesi e di tante altre simpatiche vicende. Stiamo parlando di Francesco Belsito, uno che è riuscito a scalare i vertici industriali ed istituzionali di questo paese, e che ora si reinventa così.

 

luglio 31, 2012

la bicicletta padana.

Tutti i buchi nei conti leghisti“: 880 mila euro di assegni emessi non si sa per chi, 417 mila euro di prelievi fatti da Francesco Belsito senza adeguati giustificativi, strane spese per avvocati, infermiere, collaboratrici, ristoranti, boutique, gioiellerie, abbonamenti a Sky, strisciate da Luis Vuitton, Hermés, Apple e Tiffany. S’è persino pagato il veterinario per il cane del Trota. Eh già, non male i primi risultati del rapporto Price sui conti della Lega Nord targata Bossi-Belsito, e riportati da Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera di oggi. Ci sono pure 410 biciclette (non una eh), del valore di 82 mila euro, ancora depositate presso il produttore:

ed è curioso che la fabbrica le abbia vendute per 145 euro l’una a «La Bicicletta Padana» (società della finanziaria di partito Fin Group), e che essa l’abbia poi rivenduta alla Lega per 165 euro.

 e che la Lega Nord – sono soldi di tutti gli italiani – non abbia nemmeno fatto finta di ritirarle, quelle quattrocento bici.

 

 

 

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luglio 10, 2012

Essendo lui un genio.

Lega Nord, ecco alcune delle intercettazioni recentemente depositate “nell’ambito di un procedimento penale“, e pubblicate sul “Sole 24 Ore“di oggi. A telefono, la moglie di Umberto Bossi e l’ex tesoriere Belsito.

Manuela Bossi: No (…) Ha lasciato troppo andare.
Belsito: Ma troppo! Fanno tutti i loro comodi. Non c’è un settore che funziona. Le associazioni padane non funzionano … non funziona niente. Niente, niente (…) Io mi vergogno! Ma mi vergogno veramente. È tutto lo staff attorno! È una cosa impressionante (…)

Belsito: Qui stiamo parlando di federalismo, di riforme, ma lo sai che sono veramente preoccupato. Lo sai che sono andato a spulciare quello che stanno facendo? Il niente! Il niente. Io mi vergogno. Mi vergogno! Ci sono tematiche che abbiamo promesso agli elettori di portare avanti! Ma chi le porta avanti? Chi le porta? Qui bisogna dire: Capo, guarda così questo non passa. (…) C’è un casino sul territorio che non ti immagini nemmeno.

L’ex sottosegretario si lancia poi in un’invettiva contro il suo stesso ministro Calderoli:

Belsito: Quell’altro asino bardato da generale. Perché quello è un asino bardato da generale, il mio ministro. Quello è veramente un asino. Devo togliermi la soddisfazione di dirglielo, che è un asino, veramente. (…) Io non riesco a capire come un asino del genere è diventato ministro?
Manuela Bossi: Pensa! Pensa!
Belsito: Se quello è diventato ministro, io un giorno posso pensare di fare il presidente.
Manuela Bossi: il Papa!
Belsito: Il Papa! (…) Io lo guardo e dico: che cosa ha fatto alla semplificazione normativa?
Manuela Bossi: Ah, non lo so!
Belsito: Cosa ha fattooo?
Manuela Bossi: Non lo sa nessuno.

Infine, parlando dello staff del Senatur:

Belsito: E’ composto da gente ignorante e da imbecilli.
Manuela Bossi: Essendo lui un genio, ha potuto essere sempre contornato da imbecilli. Tanto faceva lui. È quello il problema!

aprile 4, 2012

Li chaimano rimborsi ma è un finanziamento.

Nel 1993 la vittoria al referendum sancì la fine del finanziamento pubblico ai partiti. O perlomeno avrebbe dovuto. Perché il finanziamento pubblico ai partiti non è mai morto. Solo che adesso si chiama in un altro modo, “rimborsi elettorli”. Ma, se possibile, disegna uno scenario di spreco del denaro pubblico ancora peggiore e senza precedenti. Diamo un’occhiata alle cifre. E cerchiamo di restare calmi.
Il rimborso elettorale si calcola sulla base dgli elettori iscritti alle liste (circa 50 milioni) e poi dei voti ricevuti. Dal 2002 si paga 5 euro per ogni consultazione, Camera, Senato, europee e regionali. Bene, in questo arco di tempo i rimborsi sono lievitati del 1.110 per cento.
Il meccanismo di calcolo è tremendo. Paghi per le spese elettorali, ma incassi come rimborso tre-quattro volte tanto. La Lega, per esempio, ha incassato per le elezioni del 2008 ben 41 milioni e 384mila euro. Ne aveva spesi però 3 milioni e 362mila euro. Dove vanno a finire tutti questi soldi di differenza? (domanda retorica, lo sappiamo bene dove vanno a finire).
Ancora. I partiti che non raggiungono l’1% non hanno diritto ai rimborsi. I soldi vengono tuttavia spartiti lo stesso, tra le altre forze politiche.
I contributi privati sopra ai 50.000 dati ai partiti sono anonimi.
E poi ci sono soldi che arrivano alla casta da altre voci: finanziamento dei giornali di partito, contribuiti parlamentari, ecc.
In conclusione, nel 2008 le spese complessive di tutti i partiti per le elzioni sono state di 136 milioni di euro. I rimborsi elettorali di 503 milioni!
In 37 anni, calcolando insieme tutte queste voci di entrata, si sono spesi per il finanziamento pubblico ben 10 miliardi di euro! Senza nemmeno il controllo pubblico della Corte dei Conti, che nei bilanci dei partiti non ci può mettere il naso.
E la Casta continua a guadagnare…

aprile 4, 2012

Lo smemorato di Pontida.

Scandalo del tesoriere Belsito, ne abbiamo parlato tutto il giorno. L’accusa: soldi sottratti al partito per gli sfizi dei vertici della Lega Nord. Ma la giustificazione-capolavoro di Umberto Bossi è arrivata solo in tarda serata, via Ansa. Davvero.

«Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa. Io non so nulla di questa cose e d’altra parte avendo pochi soldi non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni di casa mia».

aprile 4, 2012

U.BOSS

Il padrino.
aprile 4, 2012

I nuovi manifesti elettorali della Lega.

aprile 3, 2012

Capitan Uncino non si faceva mancare niente.

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