Posts tagged ‘BBC’

aprile 28, 2020

Vaccino coronavirus, buone notizie: potrebbe arrivare in autunno

 

Vaccino coronavirus, buone notizie: potrebbe arrivare in autunno

Le ricerche sono iniziate con i test sulle scimmie avviati circa un mese fa, su una specie di macachi con un DNA molto simile al nostro. Da qualche giorno la sperimentazione dell’antidoto è iniziata anche sugli uomini.

Incrociando i dati delle due ricerche, il team dell’Università britannica potrà rompere il silenzio e pubblicare i risultati di quella che al momento sembra essere la più avanzata ricerca per il vaccino anti COVID-19.

Vaccino per il coronavirus: quando sarà disponibile

I ricercatori si dicono molto ottimisti e secondo le prime indiscrezioni la produzione del vaccino su larga scala potrebbe iniziare già a settembre, rendendo disponibili milioni di dosi in autunno. Il potenziale antidoto è nato da una collaborazione italo-britannica tra la Advent-IRBM, una piccola azienda di bioingegneria, situata a Pomezia, alle porte di Roma e il Jenner Institute dell’università di Oxford.

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Il vaccino è stato realizzato utilizzando una tecnologia già sperimentata in passato su altri coronavirus, e diversamente dagli altri tipi di antidoti non conterrà esattamente l’agente patogeno responsabile della COVID-19 ma solamente una parte del suo genoma inserito in un altro virus del tutto innocuo per l’uomo.

Anche una ragazza italiana tra le “cavie”

Tra le prime persone a testare il vaccino per il coronavirus c’è anche una ragazza italiana di 32 anni. Elisa Granato è una ricercatrice di zoologia dell’università di Oxford ed è stata la seconda persona a sottoporsi alla sperimentazione. La sua iniezione è stata trasmessa in diretta TV dalla BBC.

La ragazza è stata da subito investita da una grande ondata di popolarità sui social, e soprattutto su twitter dove ha fatto sapere che:

“Finora sto benissimo, l’intero team sta facendo un lavoro eccellente monitorando e sostenendo tutti i partecipanti. Il vaccino non contiene proprio il COVID-19 c’è solo una piccola parte inserito in un virus differente e non nocivo. In questo modo si evita che possa propagarsi, ma può potenzialmente attivare il sistema immunitario e proteggerci così dalla COVID-19”.

La ricercatrice rassicura tutti i follower aggiungendo che: “Non verrò infettata di proposito col COVID-19, lo studio punta alla produzione di anticorpi, al di là degli eventuali effetti collaterali, e alla copertura immunitaria nel mondo reale nei prossimi mesi“.

aprile 24, 2020

Iniettare disinfettanti e candeggina per sconfiggere il COVID-19, la folle proposta di Trump.

Secondo il presidente americano Donald Trump una possibile strategia per contrastare il Covid-19 potrebbe essere quella testare l’esposizione massiccia a raggi ultravioletti, oppure di fare iniezioni di disinfettanti e di candeggina.

Mentre continua a salire negli Usa il bilancio delle vittime del coronavirus, con l’ultimo aggiornamento che parla di quasi 50mila morti, Trump fa supposizioni ben lontane da quelle scientifiche suggerendo una linea tutta sua e invitando i suoi cittadini a ‘prendere il sole’. ‘‘Vedo che il disinfettante lo distrugge in un minuto. Un minuto. Non c’è un modo di fare qualcosa di simile, iniettandolo? Sarebbe interessante verificarlo. Non sono un dottore. Ma sono una persona che ha una buona conoscenza”, ha detto Trump nel corso del briefing quotidiano sul Covid-19, riportato dalla BBC.

Alla dichiarazione di Trump sono seguite decine di critiche di medici e scienziati che hanno definito le parole del presidente come pericolose e irresponsabili.

“Potremmo colpire il corpo con un gran numero di ultravioletti o una luce molto potente. Lo testeremo, no? E poi ho proposto di portare quella luce dentro il corpo: si può fare, attraverso la pelle. O in altri modi. Lo testerete, giusto? Mi sembra interessante. Inoltre vedo che il disinfettante uccide il virus in un minuto. Un minuto. C’è un modo per fare qualcosa del genere all’interno dei pazienti, con un’iniezione o una specie di pulizia? Perché arrivi nei polmoni, lo sperimenteremo, mi sembra interessante”, ha continuato Trump nella sua proposta.

Le idee del presidente, già durante il briefing, sono state respinte da un medico presente che ha sottolineato che i disinfettanti sono sostanze pericolose e possono essere velenose se ingerite. Ma non solo, anche l’esposizione secondo il medico, può essere nociva per pelle, occhi e sistema respiratorio.

marzo 8, 2020

Marie Colvin.

cominciò la sua carriera a New York, come reporter per United Press International (UPI), dopo essersi laureata a Yale, per poi diventare capo del bureau di Parigi dell’UPI nel 1984, e trasferirsi al Sunday Times nel 1985. Dal 1986 fu la corrispondente del giornale in Medio Oriente, e dal 1995 la corrispondente per gli Affari Esteri. Nel 1986 fu la prima giornalista a intervistare Muʿammar Gheddafi dopo l’inizio dei bombardamenti degli Stati Uniti in Libia.

Specializzata nella zona del Medio Oriente, fu corrispondente nei conflitti in CeceniaKosovoSierra LeoneZimbabweSri Lanka e Timor Est. Nel 1999, a Timor Est, le fu attribuito il merito di aver salvato le vite di 1500 donne e bambini da una zona assediata da forze armate sostenute dall’Indonesia. Rifiutandosi di abbandonarle, rimase con un contingente militare delle Nazioni Unite, riportando il tutto su giornali e televisioni[1]. Sono stati evacuati dopo quattro giorni. Ha vinto il premio International Women’s Media Foundation per il coraggio dimostrato nella copertura dei conflitti in Kosovo e Cecenia[2]. Ha scritto e prodotto diversi documentari, tra cui Arafat: Behind the Myth per la BBC e Bearing Witness.

La Colvin perse la vista nell’occhio sinistro durante un servizio sulla guerra civile dello Sri Lanka. Fu colpita da un’esplosione da una granata dell’esercito dello Sri Lanka il 16 aprile 2001, mentre si spostava da un’area controllata dalle Tigri Tamil a un’area controllata dal Governo. Da allora indossò una benda sull’occhio[3], inoltre iniziò a soffrire di disordine post traumatico da stress.

Fu anche testimone ed intermediaria durante gli ultimi giorni della guerra in Sri Lanka e riportò di crimini di guerra contro i tamil che furono commessi durante questo periodo[4]. Diversi giorni dopo il suo ferimento, il governo dello Sri Lanka permise l’ingresso ai giornalisti stranieri nelle zone tenute dai ribelli. Ariya Rubasinghe ha dichiarato: “I giornalisti possono andare, non glielo impediamo, ma devono essere pienamente consapevoli e accettare il rischio per le proprie vite”[5].

Nel 2011, mentre riportava notizie sulla primavera araba in TunisiaEgitto e Libia, le fu offerta l’opportunità di intervistare Gheddafi insieme ad altri due giornalisti che poteva nominare. Scelse Christiane Amanpour, della ABC, e Jeremy Bowen, della BBC.

Marie Colvin sottolineò l’importanza di accendere la luce sulla “umanità in condizioni estreme, spinte verso l’insopportabile”, affermando: “il mio lavoro è testimoniare. Non sono mai stata interessata a sapere quali modelli di aerei avesse appena bombardato un villaggio o se l’artiglieria che aprì il fuoco su di esso fu 120mm o 155mm”.

Nel febbraio del 2012, ignorando i tentativi del governo siriano di non permettere ai giornalisti stranieri di riportare notizie sulla guerra civile, la Colvin riuscì ad entrare in Siria senza permessi, stazionandosi nel distretto occidentale Baba Amr della città di Homs. Da qui, la sera del 21 febbraio, per l’ultima volta fece i suoi ultimi interventi in programmi televisivi della BBC, Channel 4CNN e ITN News tramite un telefono satellitare. Descrisse “senza pietà” i bombardamenti e gli attacchi da cecchino contro edifici civili e persone per le strade di Homs da parte delle forze governative. Parlando con Anderson Cooper, Colvin descrisse il bombardamento di Homs come il peggior conflitto che avesse mai vissuto.

Marie Colvin è morta il 22 febbraio 2012 in Siria, all’età di 56 anni, insieme al fotoreporter francese Rémi Ochlik, uccisi mentre lasciavano una sede media non-ufficiale durante l’offensiva di Homs.[6][7]

L’autopsia condotta a Damasco dal governo siriano ha concluso che Marie Colvin è stata uccisa da una “improvvisa esplosione di un dispositivo pieno di chiodi”. Il governo afferma che il dispositivo esplosivo è stato piantato dai terroristi. Questo resoconto è stato respinto dal fotografo Paul Conroy, che era con Colvin e Ochlik e sopravvisse all’attacco. Conroy ha ricordato che Colvin e Ochlik stavano facendo le valigie quando il fuoco dell’artiglieria siriana ha colpito il loro mediacentre. Il giornalista Jean-Pierre Perrin e altre fonti hanno riferito che l’edificio era stato preso di mira dall’esercito siriano, identificato mediante segnali telefonici via satellite. La loro squadra aveva pianificato una strategia di uscita poche ore prima.

(Fonte Wikipedia)

aprile 12, 2013

Nei farmaci inizio XX secolo anche arsenico e mercurio.

Nei farmaci inizio XX secolo anche arsenico e mercurio Nei farmaci inizio XX secolo anche arsenico e mercurio

ROMA – ‘Svelati’ i segreti dei farmaci e antichi rimedi prodotti nell’era pre-regolamentazione. E’ quello che hanno fatto gli scienziati dell’American Chemical Society, come spiega la Bbc, esaminando il contenuto di dozzine di questi rimedi del secolo scorso, custoditi all’Henry Ford Museum di Detroit, scoprendo che alcuni contenevano in grandi quantita’ elementi utili, come ferro, zinco o calcio, mentre altri erano piu’ pericolosi, perche’ con arsenico o mercurio.

I ricercatori potevano determinare dalle scatole le sostanze che avrebbero dovuto esserci, quanto costavano e cosa dovevano curare, ma finora non si sapeva di quali materiali erano effettivamente composti. Cosi’, usando la tecnica della fluorescenza a raggi X, sono riusciti a dare un primo sguardo agli ingredienti di queste medicine, e hanno visto che la maggior parte dei campioni conteneva sostanze utili, come calcio, ferro e zinco, ma altri una grande quantita’ di sostanze pericolose, come piombo, arsenico e mercurio.

ottobre 8, 2011

Crisi economica: chi guadagna e chi perde.

aprile 27, 2011

La morte di un malato di cancro in diretta.

La Bbc sdogana l’eutanasia in diretta. Un docu-reality che andrà in onda il 12 maggio

Il 12 maggio è una data che molti telespettatori inglesi ricorderanno: “Inside the Human Body” è il documentario sugli ultimi momenti di vita di Gerald, 84 anni, malato di cancro, morto lo scorso gennaio. Che verrà mandato in onda da Bbc One. Scrive Repubblica:

E per questo su Bbc One sono piovute aspre polemiche. Anche se i responsabili della televisione inglese respingono le accuse di insensibilità, sottolineando che l’episodio fa parte di un ciclo di quattro appuntamenti che si prefigge di raccontare la vita umana dal principio alla fine, dal momento del concepimento fino all’ultimo respiro. Per realizzare il docu-reality, i curatori di Inside the Human Bodynei mesi scorsi hanno contattato ospizi e associazioni di beneficenza che si occupano di malati di cancro. Come in una sorta di “macabro casting”, per mesi si sono cercati uomini disposti a lasciarsi riprendere negli ultimi momenti di vita. A novembre, Bbc One ha trovato l’uomo giusto: l’anziano Gerald si è detto subito disponibile, nella speranza che la sua storia potesse esser d’aiuto ad altri malati nelle sue stesse condizioni.

febbraio 14, 2011

Scontri duri a Teheran. Al Jazira: spari.

Duri scontri fra manifestanti e polizia a Teheran, dove è in corso una marcia di protesta organizzata dall’opposizione: lo hanno reso noto testimonianze locali. La polizia ha lanciato lacrimogeni. Gli agenti hanno usato dei proiettili riempiti di vernice («paintball») per poi identificare i dimostranti. Non ci sarebbero feriti, ma diversi arrestati.

Al Jazira: spari
Ci sarebbero stati spari nei pressi della piazza Enghelab, nel centro di Teheran. Lo riferisce al Jazira sul suo sito internet citando la pagina Facebook utilizzata per organizzare le dimostrazioni. Ancora su Facebook, ma anche su Twitter, sono stati pubblicati messaggi secondo cui il leader dell’opposizione iraniana Mir Hossein Mussavi e sua moglie, Zahra Rahnavard, sono scesi in piazza per unirsi ai manifestanti. La notizia non è tuttavia verificabile, mentre il sito dell’opposizione Kaleme.com ha segnalato che Mussavi e sua moglie sono in stato di isolamento nella loro abitazione. È Agli arresti domiciliari anche Mehdi Karrubi, un altro leader dell’opposizione iraniana.

aprile 12, 2010

Cosa pensano gli Inglesi di Silvio.

The Berlusconi Show non è un nome di fantasia, ma il titolo di un documentario della BBC sul nostro eroe e più in generale sulla nostra deriva videocratica, anomalia fra le più interessanti nel panorama politologico europeo, che ispira l’occhio critico dei britannici. Il programma, off limits per l’Italia dove neppur se ne parla sui giornali  racconta l’incredibile vicenda del tycoon nostrano, eletto per tre volte e per tre volte presidente del Consiglio, conservando la padronanza assoluta del mezzo televisivo, impiegato strumentalmente e in maniera scientifica per la formazione del consenso.

gennaio 10, 2010

Rosarno la BBC ne ha parlato un anno fa.

Guardate questo documentario della BBC e rifflettiamo. Dov’era lo Stato un anno fa?
Solo pochi giorni prima per il piccolo Duomo di Milano in faccia a Berlusconi si è parlato di clima d’odio.

E ora?

Perchè Berlusconi non ha sentito il dovere di andare in Calabria?

Ci sono certamente i suoi galoppini, a tacer d’altro.

Vergognamoci tutti!

la responsabilità di quello che è accaduto  è di questo governo e in principal modo della lega e dei suoi ministri  che hanno preteso le  leggi fasciste in materia di immigrazione.

novembre 25, 2009

Il futuro dipende da noi.

Questo interessante documentario è stato prodotto dalla BBC e in Inghilterra ha creato un vero e proprio caso, per la sua capacità di muovere l’opinione pubblica a considerazioni che riguardano tutti, da vicino.
Lo spunto di partenza è dato dalla consapevolezza dell’insostenibilità di una economia basata estesamente sull’utilizzo dei derivati del petrolio; lo sviluppo del ragionamento riguarda le modificazioni da introdurre necessariamente nel settore dell’agricoltura, ovvero la progettazione di fattorie ecosostenibili, secondo la filosofia e la pratica della Transizione.

Questo film ha creato un vero “caso” in Inghilterra, la BBC ha dovuto mandarlo in onda una seconda volta dopo il primo passaggio perché le richieste ricevute dal pubblico erano davvero tantissime.

Si tratta di un’opera preziosa per la sua capacità divulgativa delle tematiche della Transizione, pensate se potesse andare in onda in prima serata sulle nostre televisioni (succederà?). Guardatelo e fatelo guardare.