Posts tagged ‘Basilicata’

ottobre 11, 2013

Basilicata. Il nubifragio porta alla luce una discarica

Rifiuti erano nascosti sotto pochi centimetri di terra
Redazione Basilicata24 – La discarica, visibile chiaramente nella foto che pubblichiamo, ci è stata segnalata da un lettore e si trova tra Pisticci e Marconia, poco distante da località Fosso Lavandaio. La furia dell’acqua piovana ha creato un canale che sembra aver squarciato la terra, …Visualizza altro

— con Mario E Romanina Chiacchiarini

luglio 28, 2013

Abbiamo detto fabbriche?

“Per iniziare dobbiamo partire da qui, dal riconoscere che fra templi greci arcaici, classici, edificazioni medioevali e invenzioni del barocco, il Meridione ha la piu’ alta concentrazione del Mediterraneo. Le sei collezione archeologiche delle principali città del Mezzogiorno sono da sole di un’importanza capitale: qualsiasi persone evoluta ci dovrebbe passare almeno una volta nella vita, come alla Mecca. Eppure sono in stallo. Perchè? Perchè piuttosto che investire su questa ricchezza fino a ieri puntavamo sulle fabbriche. A Melfi, in Basilicata, abbiamo portato le automobili, anzichè i turisti. Abbiamo costruito l’Ilva a Taranto, quando nella città avvelenata dall’acciaio bisognerebbe per il Museo nazionale e i suoi ori celebrati in tutto il mondo. E sapete qual è la media di occupazione di alberghi in Sicilia? Due mesi: un insulto al patrimonio sterminato dell’isola. I nostri politici devono capire che Bagnoli a Napoli, l’Ilva a Taranto, la Fiat a Melfi sono strade sbagliate per definizione. La vera soluzione per il Sud è che diventi un grande serbatoio di beni culturali, di qualità di vita e di turismo, perchè queste forze messe insieme rendono molto più delle tre fabbriche che ho nominato moltiplicate per dieci. Anche in termini di occupazione. Dobbiamo immaginare uno sviluppo diverso per il territorio. Un futuro che dovrà passare necessariamente attraverso una potentissima operazione di restauro dei beni culturali, talmente vasta da assomigliare a un piano Marshall. Ecco si tratta d’impostare un piano Marshall per il Meridione. Iniziamo, per esempio, a riportare all’antico splendore Palermo, uno dei più importanti centri storici del Mediterraneo. Non solo una città meravigliosa, ma anche un luogo con una funzione geopolitica cruciale se pensiamo che l’Europa non sia solo quella dell’austerity, ma anche quella del dialogo fra i paesi del Mare Nostrum. Il restauro dei palazzi di Palermo è quindi un problema EUROPEO, non italiano o cittadino. L’Unione deve occuparsi delle sue culle, difenderle, promuoverle. Deve farsi carico dei suoi tesori: città dei fenici, dei normanni, del Regno di Sicilia non puo’ essere curata soltanto dal governo di Roma e dal mendicante Ministero dei Beni Culturali. Deve diventare un progetto europeo e lo dico nonostante io abbia partecipato poche settimane fa ad un’audizione di Barroso a Bruxelles. Uno degli appuntamenti più deprimenti dei miei ultimi dieci anni, perchè ho capito che alla Commissione europea IMPORTA BEN POCO della bellezza italiana. Ma questo non cambia la realtà dei fatti. Pensiamo a Pompei. La villa dei misteri, i corpi pietrificati delle vittime dell’eruzione, i mosaici, gli affreschi erotici i versi dell’Eneide incisi dagli studenti sui muri non sono proprietà dei campani. Appartengono a chiunque studi latino, a Tubingen o alla Sorbona o a Oxford. Con i ragazzi dell’Università di Palermo abbiamo coniato un bellissimo slogan per illustrare questa idea: Terra omnia”. Invece che terronia, il Sud è Terra omnia. Di tutti. prendiamo un altra città formidabile per la sua qualità catastrofana: Cosenza. Ha una parte antica talmente collassata, dove solo alcuni privati hanno cominciato a restaurare, sostenuti dal grande impegno del Comune, che investe per riaprire piccole botteghe medievali. Rimetterne in piedi il cuore cittadino significherebbe restituire un centro abitato da 30.000 persone, e far conoscere agli stranieri un autentico gioiello della Calabria finora trascurato” Philippe Daverio “l’espresso – 4luglio 2013”
giugno 8, 2013

Legambiente bandiere blu 2013 ecoturismo e mare pulito al top in Sardegna, Basilicata e Puglia

Il mare è più pulito in Sardegna, Puglia e Campania. Questa la classifica Bandiere blu 2013 di Legambiente e TCI che incorona regina dell’estate la spiaggia di Posada in provincia Nuoro

Legambiente bandiere blu 2013 ecoturismo e mare pulito al top in Sardegna, Basilicata e Puglia

La classifica di Legambiente Bandiere blu 2013 premia il Mar Tirreno con la Sardegna, Basilicata e Puglia al top mentre la regina dell’estate è Posada in provincia di Nuoro, seguita da seguita da Santa Marina Salina (Me) e Pollica (Sa). Tutte le località premiate sono state scelte per rappresentare modelli di eccellenza nell’ecoturismo e capaci di rilanciare l’economia locali dei territori.

Le 5 vele della Guida Blu 2013 di Legambiente hanno premiato anche Sicilia, Toscana, Basilicata, Liguria, Umbria e Trentino per la sostenibilità ambientale e la qualità del turismo assieme a 6 luoghi lacustri.

Resta anche per quest’anno la Sardegna la regione con la media più alta di vele poiché assieme a Posada hanno conquistato il riconoscimento di Legambiente anche Villasimius (Ca), Baunei (Og) e Bosa (Or); troviamo poi Basilicata e Puglia. Per la Toscana e la Sicilia guadagnano il podio Castiglione della Pescaia (Gr) e Capalbio (Gr), S. Vito lo Capo (Tp) e Santa Maria Salina (Me); la Campania vede le 5 vele con Pollica (Sa) e la Basilicata con Maratea (Pz).

marzo 27, 2013

Basilicata: Aglianico e petrolio, un binomio da scongiurare.

Tra le ricchezze che il territorio di Basilicata può offrire al mondo c’è il suo vino, l’Aglianico del Vulture: oggi i vitigni del Vulture-Melfese sono a rischio a causa delle estrazioni petrolifere che affliggono la Regione, nonostante la tutela della denominazione di origine controllata.

Basilicata: Aglianico e petrolio, un binomio da scongiurare 1

L’Aglianico del Vulture è un vitigno autoctono a bacca nera caratteristico del nord della Basilicata, nella provincia di Potenza, ai piedi del vulcano spento chiamato Monte Vulture: il vino che qui si produce è di altissima qualità, corposo e strutturato, di quelli che offre il meglio di sè dopo il terzo anno di invecchiamento. Soprannominato da molti “il Barolo del sud” per sottolinearne la vellutatissima sapidità, le sensazioni che può regalare questo prodotto altamente qualitativo sono incredibilmente intense e potenti, al pari dei vini di altissima qualità.

L’Aglianico rappresenta per la Basilicata un patrimonio da tutelare, al pari dei Sassi di Matera, delle Dolomiti Lucane, del mare di Maratea: il suo export crescente ne sottolinea l’internazionalità, che ha rotto le barriere italiane per entrare nelle enoteche di tutto il mondo anche grazie agli endorsement di attori come Nicholas Cage e di registi come Francis Ford Coppola; un patrimonio a rischio, visto che la società petrolifera inglese Delta Energy ha inviato formale richiesta di ispezionare l’area chiamata “La Bicocca”, tra Melfi, Barile e Rapolla, nel vulture-melfese.

febbraio 20, 2010

Elezioni regionali 2010 Sondaggi a confronto.

In questo periodo si sa, si accavallano i sondaggi sulle previsioni di voto per le prossime elezioni regionali. Ispo, Crespi ricerche, Euromedia Research e Ipsos. Diversi sono i modi con cui analizzare la corsa alle urne: la crescita della Lega, l’arretramento del centro sinistra, la tenuta o meno del Pdl. Ma ciò che conterà, in ultima analisi, sarà appunto chi conquisterà il maggior numero di regioni. E nella conta la Basilicata (centro sinistra) e la Lombardia (centro destra) peseranno allo stesso modo.

Ancora ieri sul Corriere della Sera, Renato Mannheimer sottolineava l’incertezza che accompagna le sfide per il governo di Piemonte, Liguria e Lazio in un quadro, però, che vede complessivamente avvantaggiato il centro sinistra.

Riuscirà il centro destra a ribaltare la previsione? Speriamo di no. Riuscirà Palese – secondo il sondaggio di Crespi ricerche per la prima volta in vantaggio – a battere Vendola? Biasotti – intervistato oggi   – la spunterà sull’uscente Claudio Burlando, ultimo candidato dalemiano doc in corsa a queste elezioni?

Nando Pagnoncelli, Luigi Crespi, Renato Mannheimer e e Alessandra Ghisleri hanno testato l’opinione degli italiani, fornendo di volta in volta risultati differenziati.

Con un’eccezione, l’ottimismo incrollabile di Ghisleri nei confronti della capacità del centro destra di vincere tutte le sfide, comprese quella per Piemonte e Liguria.

 

gennaio 19, 2010

otto a cinque?

Il 28 e 29 marzo si vota per rinnovare le giunte di 13 regioni.

Delle tredici regioni in cui si vota allo stato solo due sono le regioni in mano al centrodestra: Lombardia e Veneto che sono governate dall’alleanza Pdl-Lega-Udc.

Nelle altre regioni invece e cioè: Piemonte, Liguria, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Basilicata, Puglia, Campania e Calabria governa il  centrosinistra.

Il governatore è eletto in un unico turno.

Il centrodestra è sicuro di vincere nel  nord  confermandosi in Lombardia e Veneto e aggiudicandosi il Piemonte e la Liguria.

 Conta di vincere anche nel Lazio nella Campania, Calabria e Puglia.

Ritiene invece irragiugibili la Toscana, le Marche,l’Umbria,la Basilicata e l’Emilia che rimarrebbero al centrosinistra.

Che succederà?

Difficile fare previsioni. Certamente confermati il Veneto e la Lombardia più difficile appare la conquista del Piemonte dove  l’UDC ha deciso di appoggiare il Presidente uscente Bresso.

Per quanto riguarda la Liguria, il centrosinistra è favorito, perché l’accordo con l’UDC sposta l’ago della bilancia in suo favore ma lo scarto, stando agli ultimi sondaggi è di solo un paio di punti. Saranno sufficienti a conservare il governo della Regione? Speriamo.

Trema l’accordo che l’Udc ha stipulato nel Lazio a favore della Poverini, candidata del Centrodestra. Se prevarranno le colombe del PDL l’accordo resisterà e sarà difficile che il Lazio rimanga al centrosinistra, se invece dovesse saltare tale accordo la partita è ancora aperta con qualche margine di vantaggio per il centrosinistra.

La Campania dovrebbe andare al centrodestra perché Caldoro riuscirà ad attrarre anche voti da sinistra. Che tristezza. Anche in questa regione saranno determinanti i voti dell’UDC.

Stesso discorso per la Calabria  dove il centrosinistra potrebbe vincere con buoni margini solo in caso di accordo con l’UDC, che chiede la candidatura alla presidenza di Occhiuto.

Infine la Puglia, che è la regione più a rischio. Una risposta potrà essere data solo dopo le primarie e della pronuncia del’UDC se aderire in ogni caso all’alleanza di centrosinistra o meno.

Non finirà certamente undici a due ma nemmeno otto a cinque come spera il centrodestra.