Posts tagged ‘barroso’

ottobre 6, 2013

Europee, PD sostiene candidatura di Schulz a presidente Commissione Ue.

martin schulz    A nome del Partito democratico italiano il segretario Guglielmo Epifani ha inviato oggi una lettera di sostegno alla presentazione della candidatura di Martin Schulz per la successione a Barroso, alle prossime elezioni europee, in rappresentanza delle forze democratiche, socialiste, socialdemocratiche, laburiste e progressiste europee.

Come ha detto ieri il presidente del Consiglio, Enrico Letta, non basta infatti sognare gli Stati Uniti d’Europa ma è fondamentale impegnarsi perché il progetto europeo riscopra la propria originale missione orientata allo sviluppo, alla prosperità, ai diritti e alla pace. E proprio in sintonia con quanto illustrato ieri alle camere da Letta il Partito democratico ha raccolto l’invito del Partito Socialista Europeo a partecipare alla selezione della candidatura comune dei progressisti per la presidenza della commissione europea.

Inizia dunque oggi un percorso che porterà le democratiche e i democratici italiani a partecipare alla prima vera campagna elettorale europea da quando nel 79 il Parlamento europeo venne eletto a suffragio universale. Avere un candidato presidente dei progressisti europei che si fa portavoce di un programma politico comune che punta al cambiamento della politica europea per orientarla a crescita, solidarietà, integrazione e giustizia sociale è un’innovazione senza precedenti che favorirà un reale confronto sul destino dell’UE nella scena pubblica europea.
luglio 9, 2013

Chiacchiere e distintivo.

lettamano

Appena tornato dal consiglio europeo del 27-28 giugno, il presidente del consiglio Enrico Letta ha costruito una campagna autopromozionale della quale, quasi unanimemente, si sono fatti amplificatori i principali media nazionali. Secondo Letta, l’Italia avrebbe ottenuto un poderoso risultato: la possibilità di “deviazioni temporanee” dagli obiettivi di rientro del deficit senza incorrere nella procedura di infrazione del trattato di Maastricht da cui l’Italia si è appena tirata fuori. Tali “deviazioni” dovrebbero servire, ha spiegato il presidente della Commissione UE Barroso, a cofinanziare investimenti produttivi insieme all’Unione.

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giugno 2, 2013

Europa, le raccomandazioni all’Italia e l’evidenza dei fatti.

Enrico Letta, on the left, and José Manuel Barroso

La flessibilizzazione del mercato del lavoro, che l’Europa nuovamente raccomanda, è stata una delle cause del declino della produttività e delle retribuzioni reali dell’ultimo ventennio

di Paolo Pini da Sbilanciamoci.info

Mag 10, 2012

Germania ed Eurozona ai rigori.

“Non ci sono strumenti miracolosi contro la crisi: gli eurobond sono insostenibili”: così ha sentenziato oggi la cancelliera Merkel, nonostante i pareri favorevoli del Presidente del Consiglio italiano Monti e di quello della Commissione Europea Barroso, e nonostante il credito che a questi strumenti era stato recentemente attribuito da Bruxelles.

“Freno ai debiti e crescita”, risultano essere gli unici pilastri della strategia che, secondo Angela Merkel, possono far uscire l’eurozona dalla presente crisi. Stando così le cose, è facile intuire come il clima europeo non possa che surriscaldarsi. Questo non solo per le evidenti difficoltà di mettere in moto un processo di crescita in assenza, di fatto, di strumenti e confermando il rigore dei vincoli sui debiti sovrani, ma anche per le ulteriori frizioni che scaturiscono dai risultati delle recenti tornate elettorali in Francia e, soprattutto, in Grecia.

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marzo 23, 2012

Barroso: “Apriamo la transizione verso la Green economy”

Barroso apre alla transizione della Green economy per l'Europa

Porre fine alla crescita artificiale dell’economia alimentata da un irresponsabile comportamento finanziario e puntare all’esempio delle capitali verdi come Copenhagen. José Manule Barroso sanguigno e appassionato presidente della Commissione europea striglia per bene l’Europa nel discorso di apertura del Quinto vertice europeo delle città e delle regioni che si tiene fino a oggi proprio a Copenhagen. In parole povere? Ci sono i soldi per una transizione economica dell’Europa verso la green economy.

E infatti Barroso ha spiegato:

Abbiamo bisogno di una crescita sostenibile non solo finanziaria ma anche dal punto di vista ambientale.

E per sostenere la transizione verso la green economy ecco la “paccata di soldi”: 1.000 miliardi € per il periodo 2014-2020. Perché ha aggiunto Barroso non è sufficiente solo l’economia quel che conta è anche la qualità della vita:

Dovremmo essere orgogliosi di questo. I cinesi vogliono imparare da noi.

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ottobre 11, 2010

Rasmussen: un socialista con le idee chiare.

Una tassa s’aggira per l’Europa. Piccola, anzi minuscola. Ma come la talpa evocata da Marx ed Engels preoccuopa, fa paura ma soprattutto non si ferma. Si chiama Financial Transaction Tax  (Ftt per farla breve) e prevede che per ogni transazione finanziaria lo 0,05% del valore trattato vada nelle casse dello Stato.

Per il momento è solo un progetto, un’ipotesi di cui  stanno parlando i giornali e sulla quale è tornato ieri Bersani nel suo discorso a Varese. Non solo, ma Sarkozy l’ha benedetta durante il suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu e lo stesso hanno fatto la Merkel, Zapatero e persino Barroso, confermando che l’Europa, tanto per cambiare, è di nuovo divisa. Già, perché mentre il presidente della Commissione, Barroso appunto, fa cenno di sì con la testa, il resto della Commissione e il presidente della Banca Europea, Jean-Claude Trichet, muovono il capo nella direzione opposta. Tanti elogi e molte frenate, dunque. Al punto che non si capisce se la piccola tassa stia andando avanti o non stia correndo il rischio di finire come la vecchia Tobin, molto citata ma per niente applicata. La proposta è di Poul Nyrup Rasmussen, presidente del Partito socialista europeo che si è fatto promotore di una forte campagna per l’approvazione in Europa della nuova piccola tassa.(l’Unità)

settembre 18, 2010

La Francia non segue Sarkozy.

Oltre due terzi dei francesi (71%) ritiene che l’immagine del loro paese all’estero è peggiorata nelle ultime settimane, e solo il 2% sostiene il contrario, secondo un sondaggio Ifop pubblicato Sud Ouest Dimanche.Agli intervistati è stata posta  la seguente domanda: “Nelle ultime settimane, lei direbbe che l’immagine della Francia all’estero è migliorata, peggiorata o rimasta inalterata?” Mentre il 27% ritiene che l’immagine del loro paese “non è cambiata”, solo il 2% degli intervistati ritiene che la rappresentazione della Francia verso il mondo esterno è migliorata, dice Ifop.

La sensazione generale di degrado “è pienamente verificata con tutti i gruppi di popolazione in esame, l’istituto di analisi, che sottolinea, tuttavia,” significativamente più intensa tra la gente di sinistra (78%) rispetto a quella di destra (61%).
“I lavoratori appaiono più analitici nelle risposte (per il 67% c’è  un degrado), mentre la maggior parte dei dirigenti (85%) e professionisti (77%) ritiene che l’immagine della Francia si è deteriorata”. Per Ifop, questo risultato “segue nella scia di eventi che hanno funestato l’estate e il rientro”, come  le brutte figure  della squadra in Francia durante il campionato mondiale di calcio o gli episodi e sicurezza sociale in estate.

Più di recente, la politica di smantellamento dei campi rom sul territorio francese “, ha indubbiamente contribuito ad accentuare la sensazione di degrado dell’immagine del paese”, dice Ifop.
Nel complesso, l’istituto di sondaggi ritiene che il coinvolgimento delle politiche  socio-economiche del governo, compresa la riforma delle pensioni, “sembrerebbero  concorrere egualmente , agli occhi dei francesi, ad un deterioramento” della immagine di una paese percepito come “impegnativo e difficile da riformare”.(le monde)

aprile 18, 2010

Berlusconi e Sarkozy chiedono misure protezionistiche per l’Europa.

Un paio di giorni fa Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno preso carta e penna e scritto una lettera al presidente della Commissione europea Juan Manuel Barroso. Oggetto della missiva le politiche economiche da intraprendere nei confronti di quei paesi che non rispettano gli accordi internazionali sul clima.

Nella lettera, pubblicata integralmente dal giornale on line Clandestino Web, si chiede di istituire una “compensazione finanziaria” nei confronti dei prodotti provenienti da paesi che continuano a produrre i propri beni senza curarsi più di tanto delle emissioni di CO2:

Disporre, nel quadro del negoziato internazionale, tra gli altri possibili strumenti, di questo meccanismo, che dovra’ ovviamente essere inclusivo e non protezionistico ci permetterebbe in effetti di prevenire il rischio di fuga di carbonio incoraggiando i Paesi terzi a adottare misure di riduzione delle loro emissioni, per esempio nel quadro dei partenariati settoriali

gennaio 21, 2010

UE VUOLE LE AUTO ELETTRICHE, E ZAPATERO ANNUNCIA PROGETTO

 
 La Ue vuole le auto elettriche e l’8 febbraio prossimo i ministri dell’Industria lanceranno un progetto per sostenere le aziende che si dedicheranno alla loro costruzione. E’ quanto ha annunciato oggi il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero a Strasburgo. ”Ho incontrato qualche giorno fa un gruppo di aziende, le piu’ importanti in Europa, e la sensazione e’ che si debba unire gli sforzi per sviluppare i veicoli elettrici”, ha detto Zapatero. Ma, ha spiegato il premier spagnolo, ”se il nostro mercato non ha il quadro giuridico adatto a fornire il sostegno finanziario e se non abbiano standard comuni sulle tecnologie, allora sara’ difficile che la Ue possa avere un ruolo di guida in questo settore”. Ed altri potrebbero sorpassare l’Europa: ”Cina e Giappone stanno sviluppano le auto elettriche in fretta, lavorano molto intensamente sulle batterie”, ha spiegato. Il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, ha detto che i suoi esperti sono gia’ al lavoro sul progetto di sostegno alla produzione di auto verdi.