Posts tagged ‘bankitalia’

aprile 29, 2020

Coronavirus: Bankitalia, serve un periodo di politiche non restrittive.

Condivisibile valutazione Def. Elaborare strategia per il calo del debito

“Allo stesso tempo, come sottolinea il Documento, non va trascurata l’elaborazione di una strategia di lungo periodo dalla quale dipende anche la riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil”, rileva Gaiotti

LA DIRETTA delle audizioni

“Le prospettive macroeconomiche presentate nel Def sono coerenti con il quadro” di crisi per l’emergenza Coronavirus con una forte contrazione del Pil, dell’attività industriale ma “in questa fase tutte le previsioni del Def e nostre sono soprattutto analisi di scenario”, secondo  Eugenio Gaiotti. 

“Il ventaglio delle valutazioni formulate dagli osservatori nelle attuali circostanze è eccezionalmente ampio” sottolinea rilevando le incertezze sulla durata della pandemia.

“Ogni valutazione dell’andamento delle finanze pubbliche è fortemente dipendente dall’evoluzione dell’economia. Circa metà dell’aumento del peso del debito nell’anno in corso è dovuto all’effetto meccanico dato dalla caduta del prodotto al denominatore; la sua diminuzione prevista per il 2021 dipende dall’intensità del recupero atteso dell’attività”,  afferma ancora il Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia. “Il rapporto tra il debito e il PIL, già molto elevato prima della pandemia, aumenterà a seguito della contrazione del prodotto, dell’operare degli stabilizzatori automatici e delle necessarie misure discrezionali adottate per fronteggiare le conseguenze della crisi”.

febbraio 3, 2013

Facciamo luce sui buchi del Monte Paschi.

La vicenda Monte Paschi domina le cronache di questi giorni. E come potrebbe essere diversamente? In piena campagna elettorale, poi, uno scandalo che colpisce una banca chiaramente politicizzata è un boccone troppo ghiotto sia per la politca che per la cronaca.

Dopo aver fatto, spero, un minimo di chiarezza sull’assenza di relazione fra l’IMU e i “Monti bond” vediamo di cosa il Monte Paschi -ed i suoi vertici- può essere ragionevolmente accusato.

http://bimboalieno.altervista.org/?p=6160

novembre 12, 2010

L’Italia affonda in un mare di debiti.

In aumento il debito pubblico: secondo i dati di Bankitalia, a settembre 2010 è alla spaventosa quota di 1.844,817 miliardi, in aumento rispetto ad agosto quando era a quota 1.842,984 mld. A settembre 2009, il debito si era attestato sui 1.789,806 mld.

CALANO LE ENTRATE TRIBUTARIE

In netto calo, secondo Bankitalia, le entrate tributarie a settembre: nel Bollettino statistico, si legge infatti che sono ammontate a 21.814 milioni mentre ad agosto furono pari a 33.889 milioni. Si tratta di una differenza di 12.075 milioni, pari al -35,6%. A settembre 2009, le entrate tributarie furono pari a 20.107 milioni (ad agosto 2009 33.176 mln).

DRAGHI: LA RIPRESA E’ LENTA:“La ripresa c’è ma è lenta ed esposta a fragilità”, ha detto il presidente del Financial stability Board, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del G20.

novembre 10, 2010

BankItalia: aumentano le famiglie senza lavoro, sono due milioni e cinquecentomila.

Nel 2009 le famiglie senza neppure un componente occupato erano 2,5 milioni, pari al 15% della popolazione, in aumento di quasi il 10% rispetto al 2008: è il dato che emerge da uno studio della Banca d’Italia sulle famiglie italiane e il lavoro, secondo il quale i minori che vivevano in queste famiglie l’anno scorso erano 750.000.

L’incidenza sulla popolazione di riferimento è aumentata di un punto percentuale ma l’incremento è stato inferiore a quello che si sarebbe realizzato se la caduta del numero di occupati nell’anno (-1,2 punti sul 2008) si fosse distribuita casualmente tra le famiglie.

Il calo dell’occupazione ha riguardato principalmente famiglie dove almeno un altro adulto ha mantenuto il posto di lavoro. E nella maggior parte dei casi la perdita del posto di lavoro ha riguardato un giovane che vive con i genitori.All’aumento delle famiglie senza lavoro nel 2009 si è affiancato quello delle famiglie con un solo adulto occupato (+2,2%) mentre si è ridotto il numero delle famiglie con almeno due adulti occupati (-3,3%).

Gli effetti della crisi sul mercato del lavoro, sostiene Bankitalia, ”sono stati parzialmente ammortizzati dalla famiglia”. Il calo di 1,2 punti percentuali dell’occupazione nel 2009 è ascrivibile ai figli per 0,9 punti e solo per 0,3 punti ai capifamiglia. La crisi ha colpito prevalentemente i giovani mentre l’occupazione dei capifamiglia ha mostrato segnali di maggiore tenuta.

febbraio 11, 2010

E questa la chiamano democrazia.

Il 10% delle famiglie possiede quasi il 45% dell’intera ricchezza netta delle famiglie italiane. Lo rileva l’indagine di Bankitalia sulle famiglie italiane. Un livello di concentrazione peraltro sostanzialmente invariato negli ultimi quindici anni. Gli italiani con reddito al di sotto della soglia di povertà sono il 13,4%, valore in linea con quello rilevato nel 2006.

Nel 2008 il reddito familiare medio, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato di 2.679 euro al mese. Il 20% delle famiglie ha un reddito mensile inferiore a circa 1.281 euro, il 10% superiore a 4.860 euro. Nel biennio 2006-2008, rileva Palazzo Koch, il reddito medio delle famiglie si è contratto in termini reali di circa il 4%; tenendo conto dei cambiamenti nell’ampiezza e nella composizione della famiglia il reddito equivalente è caduto circa del 2,6%. La riduzione è sostanzialmente simile a quella osservata nel corso della precedente recessione, tra il 1991 e il 1993.

Soffre il popolo delle partite Iva
La riduzione dei redditi ha riguardato in misura maggiore i lavoratori indipendenti rispetto ai dipendenti e agli individui in condizione non professionale. Inoltre, la contrazione è stata maggiore per gli individui di età inferiore ai 55 anni e in particolare per quelli con meno di 45 anni.

Il tesoro di famiglia
Nel 2008 la ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti), presenta un valore mediano di 153mila euro. In termini reali, dopo essere cresciuto di circa il 44% dal 1993 al 2006 soprattutto grazie all’aumento del valore degli immobili, questo importo è diminuito di circa l’1% nel biennio successivo.