Posts tagged ‘bandiera rossa’

marzo 21, 2020

18 MARZO 1871: NEL RISCATTO DI OGNI POPOLO LA COMUNE RIVIVRÀ

di Alfredo Agustoni

È proclamata la Comune di Parigi: agli ordini di Thièrs e McMahon, alcuni ufficiali francesi cercano di disarmare Parigi, ordinano di sparare sulla folla che resiste e difende i cannoni posti a difesa dei bastioni, perché rifiuta l’armistizio con i prussiani. All’ordine criminale degli ufficiali, la stessa truppa reagisce, li arresta e, sull’onda dell’indignazione del popolo parigino, fucila il Generale Lecomte … è cominciata l’insurrezione, è stata proclamata la prima Repubblica Socialista della storia!

Risultato immagini per la comune


La bandiera rossa, futuro simbolo del movimento operaio, rappresentava il sangue versato, e si contrapponeva al tricolore dei versagliesi di Thièrs e McMahon … Tra i più grandi spiriti del tempo presero parte alla Comune: Gustave Courbet, pittore e padre del realismo, Arthur Rimbaud, più alta espressione della poesia decadente, Julès Vallès, scrittore, Élisée Reclus, geografo e anarchico, per salvare il quale intervenne Charles Darwin dalla Gran Bretagna . La Comune sarà repressa nel sangue, i sopravvissuti alla settimana di sangue e alle colonie penali saranno amnistiati dal radicale Leon Gambetta, padre del radicalismo della terza repubblica, lui stesso inizialmente simpatizzante per la Comune, ma quella repubblica che attorno al 1880 concedeva la grazia ai propri insorti, si preparava a diventare, di lì a poco, la seconda potenza imperialista dopo la Gran Bretagna.
La vecchia Europa stava cambiando, ma l’incubo della rivolta urbana rimaneva, come dimostrò la reazione ai fatti di Chicago l’1 maggio 1886, ai fatti di Milano nel 1898.

A memoria dell’accaduto, il deputato Eugène Pottier scriverà l’Internazionale, che sarà poi l’inno del movimento dei lavoratori

~

giugno 4, 2012

Bandiera rossa.

Ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.

Alla bandiera rossa, Pier Paolo Pasolini.

maggio 20, 2011

Berlusconi: “Turbato da bandiere rosse”…e non hai ancora visto niente!

Il premier rilascia sei interviste e rompe il suo silenzio post-elettorale in vista dell’imminente ballottaggio nei capoluoghi lombardo e campano. “Io sono in campo ogni giorno” ha spiegato. Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani: “E’ inaccettabile, non siamo in Bielorussia. Non daremo nessuna copertura alla foglia di fico della par condicio”

“Non consegneremo Milano agli estremisti”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rompe il suo silenzio post elettorale in un passaggio delle interviste rilasciate oggi a Gr1Tg1Tg2Tg4Tg5 Studio Aperto. Tutte molto simili, con la maggior parte delle frasi ripetute sulle diverse reti: stesse parole, nello stesso ordine. Quasi un video messaggio. Tanto che dall’opposizione si invoca l’intervento dell’Agcom a cui, annunciano alcuni esponenti, domani verrà presentato un esposto. In vista dell’imminente ballottaggio, il pensiero del premier si rivolge ai cittadini milanesi che, come lui, “sono rimasti turbati dalle bandiere rosse con la falce e il martello che sono dilagate per le nostre strade quando hanno festeggiato il risultato del primo turno” nel capoluogo lombardo. E rilancia, attaccando il programma del candidato di centrosinistra, Giuliano Pisapia: dalla “autocostruzione delle case per i rom” alla “costruzione di un grande centro islamico”, passando per “l’estensione dell’Ecopass”. “Più tasse per tutti”, è la sua sintesi. Milano diventerebbe “la Stalingrado d’Italia”. “Anch’io come milanese sono turbato per un Presidente del Consiglio che confonde i colori delle bandiere – risponde ironico Pisapia – Quelle che può aver visto saranno state bandiere rossonere di tifosi milanisti che gioivano giustamente per la vittoria dello scudetto”.