Posts tagged ‘bancomat’

aprile 29, 2012

L’asino e il trota.

Licenziato l’autista per eccesso di onestà,
Trota ne assume un altro.
dicembre 25, 2011

la moneta di plastica chi ci guadagna?

Le misure contro l’evasione fiscale del nuovo governo Monti prevede un tetto massimo per l’uso del denaro contante useremo quindi molto di più le carte di credito. Mentre il denaro contante è “gratuito”, le carte di credito ed i bancomat hanno un costo (mensile o legato ad ogni transazione effettuata) che le banche fanno pagare ai possessori. Proprio per questo motivo la manovra del nuovo governo sembra favorire le banche e sfavorire i cittadini, già tartassati da nuovi inasprimenti fiscali.

In media i costi per avere una carta di credito (bancomat o prepagata) si aggira sui 30 euro annui, ai quali vanno aggiunti i costi per i bolli obbligatori per legge e le spese necessarie per l’invio degli estratti conto, anch’essi previsti dalla legge. I costi cambiano se viene scelta una carta come l’American Express: spese a partire da 75 euro all’anno.

Inoltre ci sono le commissioni che vanno, in genere, dal 2 al 4% senza considerare la tassa (unica in Europa) di 0,77 centesimi per chi utilizza la carta di credito per fare il pieno di carburante al distributore. Anche questi sono tutti guadagni per le banche, senza considerare i giorni di valuta per assegni e bonifici.

agosto 28, 2010

Soldi gratis dal bancomat.

Las Vegas, fine luglio scorso. Un uomo si avvicina a un bancomat, apre uno sportello, inserisce una penna USB, e lo sportello automatico inizia ad erogare soldi gratis, fra gli applausi dei presenti.

L’uomo è Branaby Jack, direttore della ricerca sulla sicurezza della IOActive Labs, e non è stato arrestato per la semplice ragione che il suo insoluto jackpot è stato effettuato su un palcoscenico come dimostrazione tecnica durante la conferenza di sicurezza Black Hat, tenutasi appunto a Las Vegas.

Jack ha saputo fare anche di meglio: mentre in questo attacco ha dovuto accedere fisicamente al bancomat aprendone il frontale, in un’altra dimostrazione è riuscito a riprogrammare l’apparecchio da remoto, senza neppure toccarlo.

Le dimostrazioni di Jack erano mirate ai bancomat di due marche specifiche, la Triton e la Tranax. Gli apparecchi di una di queste aziende, ha spiegato Jack, avevano una vulnerabilità nella funzione di monitoraggio remoto, che era attiva per default, era accessibile via Internet o telefonicamente e permetteva di scavalcarne i sistemi di autenticazione. Il monitoraggio remoto è stato disabilitato da poco dalla casa produttrice, anche in seguito alla segnalazione di Jack.

L’altra marca, invece, aveva una falla di sicurezza, successivamente corretta, che consentiva l’esecuzione di programmi non autorizzati.

Una delle scoperte più interessanti di Jack è che le serrature standard dei pannelli di manutenzione di tutti i bancomat di una delle marche coinvolte nella sua dimostrazione si aprono con una chiave universale, facilmente acquistabile via Internet per una decina di dollari (la ditta offre una serratura personalizzata solo come accessorio supplementare). Questo consente a qualunque malintenzionato di accedere facilmente alle parti interne dell’apparecchio, cosa che ha permesso a Jack di inserire una penna USB contenente del software ostile per Windows CE, il sistema operativo utilizzato da entrambe le marche.

Questo software, una volta installato, rimaneva in attesa di un codice di attivazione digitato sulla tastiera del bancomat. In alternativa, il malintenzionato poteva inserire una speciale tessera di controllo. Fatto questo, sullo schermo compariva un menu nascosto che consentiva di far erogare soldi allo sportello automatico.(il disinformatico)