Posts tagged ‘Banca Mondiale’

marzo 3, 2013

Portogallo: un milione in piazza.

Portogallo: marea umana contro l'austerity

Una marea umana ha invaso le piazze delle principali città portoghesi per protestare contro la politica di austerità e per chiedere le dimissioni del governo di centro destra del premier Pedro Passos Coelho. Secondo gli organizzatori della protesta sono stati complessivamente un milione e mezzo i portoghesi che sono scesi in piazza in 34 città. A Lisbona, secondo le varie fonti, dai 200 ai 500 mila dimostranti si sono affollati nella centrale Praca do comerco ed hanno intonato lo slogan “E’ ora che il governo se ne vada”.

E la canzone che molti hanno cantato è Grandola vila morena, divenuta l’inno della rivoluzione dei garofani del 1974 che pose fine alla dittatura di Antonio Salazar. A chiamare la gente a raccolta è stata un movimento (‘Che la troika si fottà) che si organizza in rete, indipendente dai partiti e dai sindacati, nato spontaneamente a metà del 2012. Il movimento è riuscito a mobilitare persone di tutte le età e orientamenti politici con il comun denominatore delle critiche alle dure misure di austerità prese dal governo ed imposte dalla troika di creditori internazionali (Ue, Banca Mondiale e Fondo monetario internazionale).

Mag 31, 2012

Usa, per l’IEA più regole per non inquinare con il gas scisto.

le estrazioni di gas scisto

E due! Dopo che la Banca Mondiale che aveva posto un allarme sulle emissioni di CO2 generate dalle estrazioni di gas scisto a causa del flaring ecco che secondo allarme provenire dall’IEA-International Energy Agency che avverte la necessità di stabilire regole sicure per il rispetto ambientale. Perché estrarre gas non convenzionale inquina.

L’idea degli Usa, lo abbiamo detto già altre volte è raggiungere l’autonomia energetica e vedono nel gas non convenzionale questa possibilità. Il progetto è arrivare a triplicare l’attuale produzione. L’IEA avverte che potrà avvenire a patto che sia rispettato l’ambiente. L’estrazione annuale di risorse non convenzionali potrebbe salire a 1,6 miliardi di metri cubi nel 2035 pari al 32% di tutta la produzione di gas, rispetto al 14 % di quest’anno.

Ha detto Maria van der Hoeven Direttore Esecutivo IEA a proposito della presentazione di Golden Rules for a Golden Age of Gas:

Abbiamo la tecnologia e il know-how per produrre gas non convenzionale in modo ecologicamente accettabile. Se non si affrontano gli impatti sociali e ambientali correttamente vi è la concreta possibilità che si manifesti opposizione pubblica alle perforazioni per estrarre gas shale e ciò fermerà la rivoluzione. L’industria deve ottenere la fiducia della gente, dimostrando prestazioni esemplari, i governi devono assicurare che le politiche sono appropriate e le norme sono a posto.

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marzo 5, 2012

Acqua: Forum mondiale 12-17 marzo, risposte a sete Pianeta.

Acqua: Forum mondiale 12-17 marzo, risposte a sete Pianeta Acqua: Forum mondiale 12-17 marzo, risposte a sete Pianeta

In un Pianeta sempre piu’ a corto di oro blu e sempre piu’ affollato, ‘e’ tempo di soluzioni’. E’ questo l’onnipresente slogan del prossimo Forum mondiale dell’acqua, che si tiene a Marsiglia dal 12 al 17 marzo prossimo, un evento che promette di riunire migliaia di persone per discutere un piano d’azione globale per preservare l’oro blu. Nella settimana di lavoro non saranno presenti solo premier e ministri, parlamentari e rappresentanti di enti locali, ma anche organizzazioni internazionali come Fao, Unesco e Banca mondiale, istituti tecnici e di ricerca, insieme ad imprese private, associazioni e organizzazioni non governative di tutte le bandiere, dagli ambientalisti alle associazioni di consumatori.

febbraio 26, 2012

Banca Mondiale lancia alleanza salva-oceani.

Una potente coalizione di governi, organizzazioni internazionali, Ong, e aree della societaa’ civile si uniscono per un partenariato globale per salvare gli oceani. A lanciare l’alleanza salva-oceani (al cui interno ci sono, tra gli altri, Iucn, Wwf, Noaa, Fao, Unep, Unesco) parlando da Singapore, il presidente della Banca Mondiale Robert B. Zoellick, che in questo modo punta ad unire scienza, tutela ambientale, istituzioni e settore privato.

I problemi maggiori da affrontare riguardano la pesca eccessiva, l’inquinamento e il degrado, i cambiamenti climatici e la perdita di habitat. Gli oceani sono di fondamentale importanza per le economie in Via di sviluppo: ”Abbiamo bisogno di un’azione globale coordinata per ripristinare la salute dei nostri oceani”, ha detto Zoellick. E’ necessario proteggere gli oceani anche perche’, spiega la Banca mondiale, forniscono il 15% delle proteine animali consumate nel mondo, milioni di posti di lavoro, e alcuni essenziali servizi ecosistemici come la regolazione del clima e lo stoccaggio del carbonio.

novembre 3, 2011

Far rivivere il lago d’Aral, il sogno del Kazakistan continua.

Lago d'Aral

Far rivivere il lago d’Aral. È il sogno del Kazakistan, ne avevamo parlato su Ecoblog all’epoca della richiesta di finanziamenti per il progetto avanzata dal Paese alla Banca Mondiale.Il Kazakistan vuole portare il livello delle acque da 42 a 50 m per consentire la navigazione. Il lago d’Aral ha perso l’88% della superficie ed il 90% del volume a causa dell’agricoltura intensiva di riso e cotone operata dai sovietici, una crescita troppo brusca che ha letteralmente devastato il bacino.

Con l’aiuto della Banca Mondiale è stata costruita una diga lunga 17 km ed alta 6 metri sul fiume Syr Darya, che bagna il lago d’Aral. Un’opera che dovrebbe permettere alle acque del Syr Darya di ristagnare nella parte settentrionale del lago.

Una misura che ha già dato i suoi primi frutti: la ricomparsa di sette specie di pesci; la riduzione fino a cinque volte della salinità ed un incremento del pescato fino a 12 volte. Ora il Kazakistan vuole costruire una seconda diga ancora più a Nord, un progetto che dovrebbe essere ultimato non prima dei prossimi quindici anni. Il sogno kazako continua.

ottobre 30, 2011

Pmi: 60 mln dollari per energia intelligente.

Ambiente: 60 milioni dollari a Pmi per energia intelligente 
ottobre 26, 2011

60 milioni dollari a Pmi per energia intelligente.

Ambiente: 60 milioni dollari a Pmi per energia intelligente Sessanta milioni di dollari per sostenere le piccole e medie imprese attive nel settore energetico ”intelligente” nei paesi emergenti sono stati stanziati dall’International Finance Corporation (Ifc), un organismo della Banca Mondiale.

Passa il collaudo cosi’ un nuovo strumento finanziario che vede l’alleanza tra fondi privati e pubblici: l’intento e’ quello di promuovere l’innovazione nei paesi in via di sviluppo, incoraggiando il trasferimento di tecnologie sostenibili dai paesi ricchi. Il fondo chiamato Cleantech Innovation Facility avra’ come destinatari soggetti motivati a applicare processi innovativi e che vogliano offrire prodotti o servizi in grado di ridurre le emissioni di carbonio.

Il fondo offrira’ finanziamenti a tassi agevolati dal Global Environment Facility e fornira’ servizi di assistenza tecnica e consulenza alle aziende in materia di governance, sviluppo e consolidamento della loro presenza sul mercato.

gennaio 24, 2011

“Il nucleare è una tecnologia incerta e in Italia c’è poco fotovoltaico”

claudia kemfert

Secondo Claudia Kemfert, economista tedesca, in Italia c’è poco fotovoltaico; il nucleare è una tecnologia incerta; dovremmo valutare le nostre scelte di approvvigionamento energetico sulla base del PIL energetico; in futuro ci approvvigioneremo con un mix di rinnovabili.

Lo scenario è stato delineato a Padova durante la conferenza “Energie future: quale sostenibilità per una giusta crescita”, voluta da Segnavie la cui cronaca è stata riportata da Il Giornale di Vicenza. La relatrice, Claudia Kemfert è docente di economia alla Humboldt-Universität di Berlino, autrice nel 2008 del libro Die andere Klima-Zukunft Innovation statt Depression che tradotto sarebbe: “Oltre il futuro del clima, innovazione e non depressione”, nonché consulente di Banca Mondiale, Onu e membro del Gruppo consultivo della Ue su Energia e cambiamenti climatici.

gennaio 8, 2011

Alla Banca Mondiale non piace l’energia nucleare

Energia, alla banca mondiale piacciono le rinnovabili

La Banca Mondiale esprime tutto il suo interesse per le energie rinnovabili. Almeno in Africa e Arabia Saudita. E annuncia che non finanzierà centrali nucleari. Ma andiamo per tappe e partiamo dalla conferenza stampa tenuta lo scorso 25 dicembre a Il Cairo.

Come riporta Fastcompany:

Alla conferenza stampa nella sede del Cairo della Banca Mondiale di sabato 25 dicembre Mohie Eddin ha detto che la banca sta valutando il finanziamento di un una rete per l’energia elettrica che colleghi i paesi dell’est dell’UAE nonché di progetti che colleghino Egitto, Arabia Saudita e Sudan, forse anche l’Etiopia, o il resto dei paesi occidentali. La Banca non finanzierà le centrali nucleari poiché non rientrano nelle politiche di finanziamento che sono rivolte alle energie rinnovabili come energia solare e energia eolica.

Ma si dice pure che la Banca Mondiale finanzi centrali a carbone . Però l’idea di puntare su fotovoltaico e eolico fa venire in mente, almeno riferito a quelle zone, un altro progetto simile, di cui spesso abbiamo parlato: DESERTEC. Che la Banca Mondiale, in qualche maniera ci stia facendo un pensierino?

novembre 16, 2009

Vertice FAO: un fallimento.

Due anni fa, nel novembre 2007, una commissione indipendente, l’Iee (Independent external evaluation) guidata dall’economista Leif Christofferson e incaricata dalla stessa Fao di studiare la crisi dell’agenzia Onu, aveva lanciato l’allarme: se la Fao non opererà subito “un cambiamento strutturale radicale e sconvolgente, non si risolleverà dalla crisi che la attanaglia da anni”. Nè, si potrebbe aggiungere, risolverà il problema della fame nel mondo. “Sono venti anni che la Fao tenta di riformarsi – spiegava Christoffersen – ma ha finito con il chiudersi in se stessa, emarginandosi dal contesto globale”.  Riforma e crescita, le parole-chiave inascoltate.Tra le priorità immediate, lo snellimento della burocrazia, la nuova definizione di ruoli e livelli, il taglio dei dipendenti, una maggiore sinergia tra le sedi nazionali, regionali e sub-regionali, il decentramento dell’autorità al fine di responsabilizzare i soggetti territoriali locali, maggiore coerenza nei progetti di sviluppo , abbandono di settori d’intervento obsoleti e lotta agli sprechi.

A dire il vero, l’agenzia accolse positivamente il documento, definendolo una “pietra miliare decisiva” nella propria storia. Di più: nel gennaio 2008 venne adottata una risoluzione e un ‘immediato piano d’azione per il rinnovamento dell’agenzia’. Lo scorso novembre, il piano venne approvato dalla trentacinquesima sessione della Conferenza della Fao. Nella risoluzione si chiedeva, tra le altre cose, ciò che si chiede oggi agli Stati sovventori: 21,8 milioni di dollari in più per il 2009 per la creazione di un Fondo speciale che risani il bilancio dell’agenzia. Il limite temporale per la riforma è fissato nel 2011.

Il vertice apertosi stamani ha annunciato in abstracto una nuova strategia per combattere la fame, ma non ha previsto impegni, fondi e responsabilità. Dall’allarme lanciato da Christoffersen due anni fa gli affamati sono cresciuti di 200 milioni. Al vertice si parla di riformare l’agenzia ma non si è fatto cenno – anzi, lo si è cancellato – al riferimento temporale del 2025 per l’eradicazione totale della fame nel mondo. Così come è stato ignorato l’appello del direttore generale della Fao, Jacques Diouf, di stanziare 44 miliardi di dollari l’anno per il sostegno all’agricoltura.

In effetti, come è stato anche evidenziato al vertice parallelo delle Ong riunite a Roma, il vero problema non sarebbero i soldi. Ma il fatto che le politiche agricole e alimentari e la gestione delle risorse vengano formalmente demandate a organismi come la Banca mondiale, che ha enormi responsabilità nell’aver causato l’attuale crisi alimentare. E che tali soldi vengano spesi per la gestione delle agenzie, anzichè venire investiti direttamente sul campo. Sovranità alimentare, autonomia, gridano a gran voce le organizzazioni di agricoltori e di pescatori dei Paesi africani e asiatici in crisi. Ma finché si spenderà mezzo milione di dollari per organizzare un vertice internazionale come il G8 dell’Aquila, e allo stesso vertice si prometteranno soldi (20 miliardi di dollari) per i poveri e gli affamati che non arriveranno, le loro grida rimarranno inascoltate.