Posts tagged ‘Banca Etica’

maggio 4, 2013

Alla Regione Lombardia si trattano bene.

Sedicimila 384 euro netti al mese. Con punte che sfiorano i 17mila nel caso dei componenti dell’ufficio di presidenza. È il valore medio della busta paga ricevuta da ogni consigliere regionale in Lombardia .

A rivelarlo sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che come avevano annunciato hanno messo online i cedolini dei rispettivi stipendi. Una cifra leggermente più alta del normale stipendio mensile, dato che il periodo di riferimento inizia dal 18 marzo, ma comunque nettamente più elevato di quanto finora avevano dichiarato i rappresentanti degli altri partiti politici presenti in consiglio regionale. Come promesso, i rappresentanti di Beppe Grillo hanno versato gli stipendi su otto conti alla Banca Etica. Mentre preleveranno solo la somma di circa 3mila euro, pari a circa 5mila euro lordi, in attesa che la giunta regionale approvi la costituzione di un fondo per il sostegno del microcredito alle piccole imprese al quale devolveranno tutto il resto.

dicembre 2, 2012

Banca Etica è sul web con il nuovo sito e il Conto in Rete.

Moneta Banca Etica è il primo istituto di credito italiano interamente dedito alla finanza etica: dal 1999 raccoglie il risparmio di cittadini e organizzazioni responsabili e lo impiega per finanziare i migliori progetti di imprenditoria sociale. Oggi Banca Etica conta 16 filiali nelle principali città italiane e una ventina di “banchieri ambulanti” che servono gli altri territori. Accanto al nuovo sito, al blog, all’account twitter, arriva ora la possibilità di aprire Conto in Rete, un conto online che costa tre euro al mese.

febbraio 18, 2011

Robin Hood Tax: togliere agli speculatori per ridare ai cittadini.

A mezzogiorno in punto del 17 febbraio, in trenta capitali di cinque continenti, è scesa in piazza la società civile che vuole una finanza più giusta e più vicina ai cittadini. Obiettivo della manifestazione è l’introduzione di una tassa globale sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax o FTT) per ridistribuire la ricchezza dagli “speculatori” ai “poveri” o semplicemente ai cittadini onesti. Quelli che pagano le tasse e hanno sborsato oltre 13 mila miliardi di dollari per il salvataggio delle banche. A Roma la Campagna 005, nata per promuovere la tassa FTT, si è data appuntamento di fronte a Montecitorio e ha inscenato un simbolico tiro alla fune tra speculatori in giacca e cravatta, da una parte, e società civile dall’altra. A tirare la corda, per la società civile, c’era un panda, a rappresentare l’ambiente, un medico e una maestra, una bambina e un operaio, simboli di un tessuto sociale sempre più colpito dai tagli alla spesa pubblica.

“Chiediamo ai leader europei di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, capace di moderare gli eccessi delle speculazioni e di generare un gettito rilevante da utilizzare per finanziare le politiche sociali, il welfare, la cooperazione internazionale e la tutela dell’ambiente”, ha dichiarato Andrea Baranes, portavoce della campagna, alla quale aderiscono una quarantina di associazioni, dalla Cisl a Banca Etica, da Cgil a Legambiente, Crbm, Oxfam e Azione Cattolica

novembre 14, 2010

Un altro modo do fare credito.

Un italiano su quattro non ha ‘accesso al credito’. E anche quelli che hanno idee imprenditoriali, non trovano i soldi per realizzarle. A meno che non si rivolgano al microcredito: una realtà che sta crescendo anche da noi. Ecco come

Amina ha comprato due biglietti aerei solo andata, dal Marocco all’Italia, per i suoi figli. Così ha trasformato in realtà il sogno del ricongiungimento familiare. Rosanna sta aprendo un negozio di prodotti biologici a Gioia Tauro. Per necessità: il marito, che lavorava nel porto calabrese, è stato licenziato e ci sono tre figli da mantenere. I nomi sono di fantasia, le storie sono autentiche. Amina e Rosanna si sono rivolte al microcredito perché appartengono al popolo dei “non bancabili”: non offrono abbastanza garanzie per ottenere prestiti da una banca tradizionale.

È un popolo numeroso: un italiano su quattro non ha accesso al credito. Nella maggior parte dei casi la necessità non supera i 4-5000 euro. Lo stretto necessario per pagare la rata del mutuo o dell’affitto, per una manutenzione straordinaria in casa, per rifarsi la dentiera.

Un’emergenza sociale, ma anche un nuovo mercato in cui si sono lanciate molte associazioni no profit e banche. Eticredito, Risorsa Donna, Banca Etica, Mag Verona, PerMicro e Fondo Essere solo per citarne alcune. Realtà legate al territorio, che lavorano a braccetto con servizi sociali, Caritas, associazioni, onlus e ong. Si trovano soprattutto al centro nord e si stanno lentamente sviluppando anche al meridione.

In Italia nel 2009 sono stati erogati quasi 11 milioni di euro in microcredito. Un cifra minima rispetto ai 182 dell’Ungheria e ai 152 della Francia, ma in crescita. Solo nel 2007, i microcrediti versati nel nostro paese erano fermi a 3,6 milioni di euro.

In Italia esiste anche un ente di diritto pubblico, il Comitato Nazionale permanente per il microcredito che si occupa di promuovere e monitorare le attività di microcredito del nostro paese, incoraggiare la politica a sviluppare il settore con norme ad hoc. Nella galassia delle associazioni e cooperative, c’è chi considera il comitato un inutile orpello, oltretutto assai costoso. Il presidente Mario Baccini si difende: “Costiamo 1,8 milioni di euro all’anno. Negli ultimi mesi siamo riusciti a canalizzare fondi europei pari a tre volte il finanziamento percepito”.