Posts tagged ‘banca d’Italia’

dicembre 21, 2011

Banche. Cassazione: indicazioni di Banca d’Italia non sono fonte di diritto. No alla retroattività.

Confortante la sentenza n. 46669 della seconda sezione penale della Corte suprema di Cassazione che si è espressa su alcuni punti essenziali in fatto di usura bancaria.  Il   ‘decreto sviluppo’, convertito in legge lo scorso luglio,  che pur avendo introdotto un regime maggiormente favorevole agli istituti di credito in relazione al reato di usura,  non ha effetto ”retroattivo’. Un punto fondamentale il ‘no’ alla retroattività, che chiarisce una volta per tutte che i vertici degli Istituti bancari in caso di denuncia da parte di imprese o privati che lamentano l’applicazione di interessi usurari, non possono giovarsi dell’effetto della norma introdotta. ”La portata dell’intervento innovativo sulla determinazione dei criteri di individuazione del tasso soglia e la mancanza di norme transitorie, certamente non dovuta a disattenzione, denotano che si e’ voluto dare alla normativa (che ha introdotto un regime maggiormente favorevole agli istituti di credito in relazione al reato di usura) operatività con esclusivo riferimento a condotte poste in essere dopo la sua entrata in vigore, senza produrre effetti su preesistenti situazioni, regolate dalla normativa precedente”.

ottobre 29, 2011

Bankitalia: pressione fiscale cresce, nel 2012 sarà al 43,8%.

Bankitalia: pressione fiscale cresce, nel 2012 sarÃ�  al 43,8%La pressione fiscale in Italia continua a crescere e al 2012, secondo quanto prevede la legge di stabilità, si attesterebbe al massimo storico intorno al 43,8%. Le stime non includono gli effetti dell’attuazione della delega fiscale e assistenziale , che potrebbero determinare maggiori entrate fino a 0,2 punti di Pil nel 2012, 1,0 nel 2013 e 1,2 nel 2014.

E’ quanto ha affermato il capo dell’area ricerca economica di Bankitalia Daniele Franco nell’audizione alla Commissione Bilancio riunite di Camera e Senato. “La pressione fiscale in Italia è elevata nel confronto sia storico sia internazionale; supera di due punti quella media degli altri paesi dell’area dell’euro. Nel prossimo triennio essa è destinata a crescere ulteriormente. Data l’estensione relativamente ampia dell’economia irregolare in Italia, i contribuenti che ottemperano pienamente agli obblighi fiscali sono soggetti ad aliquote sistematicamente più elevate rispetto ai nostri maggiori partner commerciali“.

L’evasione fiscale determina iniquità e distorce la concorrenza; è di ostacolo alla crescita dimensionale delle imprese italiane.

gennaio 19, 2011

Economia: allarme della Banca d’Italia

La crescita dell’economia italiana resterà fiacca quest’anno e il prossimo, inferiore a quella dell’area euro. Il bollettino economico della Banca d’Italia conferma le stime che vedono un’espansione del Pil attorno all’1% per il biennio (0,9% nel 2011 e 1,1% nel 2012). Anche il 2010 secondo Via Nazionale si è chiuso con un +1%. “E’ essenziale – si legge nel bollettino – che vengano rimossi gli ostacoli strutturali che hanno finora impedito all’economia italiana di inserirsi pienamente nella ripresa dell’economia mondiale”. La ripresa debole condiziona il mercato del lavoro e pesa sulle prospettive di ripresa dell’occupazione, ricorda Bankitalia: a fronte di una “espansione del prodotto frenata dalla debole domanda interna non si avrebbe una robusta ripresa dell’occupazione”.(repubblica.it)

dicembre 20, 2010

Pochi, ma molto ricchi.

Bankitalia: "Il 45% della ricchezza in mano al 10% delle famiglie"

Il 45% della ricchezza complessiva delle famiglie italiane alla fine del 2008 è in mano al 10% delle famiglie. E’ uno dei dati contenuti nel rapporto su “La Ricchezza delle famiglie italiane” elaborato dalla Banca d’Italia. La metà delle famiglie italiane, quelle a basso reddito, detiene solo il 10% della ricchezza complessiva. Intanto, nel primo semestre del 2010, sempre secondo la Banca centrale, la ricchezza netta delle famiglie è diminuita dello 0,3 per cento in termini nominali, tornando ai livelli del 2005. Il calo è dovuto “a una diminuzione delle attività finanziarie e a un aumento delle passività, che hanno più che compensato la crescita delle attività reali”.

Nel confronto internazionale le famiglie italiane risultano poco indebitate; alla fine del 2008 l’ammontare dei debiti era stato pari al 78% del reddito disponibile lordo: in Germania e in Francia esso risultava pari a circa del 100%, negli Stati Uniti e in Giappone al 130%. Il 41% dei debiti delle famiglie italiane è rappresentato dai mutui per l’acquisto della casa. I numeri confermano anche che la povertà è in lenta e graduale crescita e che tra il 2007 e il 2008 la ricchezza è calata del 3,5% a prezzi correnti, e del 6,5% a prezzi costanti.

ottobre 19, 2010

Tremonti: il bugiardo.

Tremonti: “Da Bankitalia dati ansiogeni”.
Lui invece dice solo  balle rassicuranti.