Posts tagged ‘bambino’

luglio 20, 2011

Autismo: un possibile nuovo marcatore.

Una ricerca inizia a chiarire perché in una famiglia con un , le probabilità che un figlio successivo ne sia anch’esso affetto 20 volte superiori rispetto alla popolazione generale

 

I fratelli e le sorelle di persone colpite da mostrano un modello di attività simile a quello osservato dei soggetti malati quando osservano le espressioni facciali. A scoprirlo è stata una ricerca condotta da neuropsicologi dell’Università di Cambridge, secondo i quali la ridotta attività in una parte del associata con l’empatia potrebbe costituire un ‘marcatore’ per un rischio familiare di .

gennaio 28, 2011

Con le staminali e’ possibile costruire cuore di un bambino.

Le cellule staminali potrebbero essere in futuro la soluzione migliore per riparare il cuore danneggiato di un bambino. Un gruppo di ricercatori statunitensi e’ riuscito a dimostrare che con le staminali cardiache di bambini affetti da cardiopatie congenite e’ possibile ricostruire il cuore in laboratorio. I risultati sono stati riportati sulla rivista ‘Circulation’. Sunjay Kaushal, chirurgo del Children’s Memorial Hospital e docente alla Northwestern University Feinberg School of Medicine, che ha guidato lo studio, ritiene che i risultati accendono una speranza importante per il crescente numero di bambini con problemi cardiaci congeniti.

Con questa terapia i bambini potrebbero fare a meno del trapianto di cuore. “Grazie ai progressi nelle terapie mediche e chirurgiche, molti bambini che nascono con cardiomiopatia o altri difetti cardiaci congeniti vivono piu’ a lungo ma alla fine potrebbero cedere all’insufficienza cardiaca”, ha detto Kaushal. “Questo progetto ha prodotto importanti dati di laboratorio pre-clinici”, ha spiegato l’esperto, “che dimostrano che possiamo essere in grado di usare le cellule staminali cardiache del paziente per ricostruire il suo cuore, permettendo a questi bambini di vivere piu’ a lungo”.

settembre 26, 2010

Morte intrauterina: epidemia o malasanita’?

Perdere un bambino durante la gravidanza purtroppo non è un evento raro e deve essere considerato un vero e proprio lutto. In questi giorni i media si sono interessati a diversi casi di morte intrauterina avvenuti in alcuni ospedali italiani, sollevando spesso il sospetto di episodi di malasanità.
“Sembra che improvvisamente ci sia una epidemia di morti intrauterine” ha commentato la dott.ssa Claudia Ravaldi psichiatra e psicoterapeuta, fondatrice e presidente di CiaoLapo Onlus “quando la vera ragione è che normalmente nessuno ne vuole parlare. Negli ultimi 10 anni il tasso di natimortalità in Italia si è infatti assestato intorno al 3 per mille nati, una percentuale buona, rispetto ad altri paesi industrializzati, ma purtroppo stabile.” Ciò significa che nonostante il progredire della scienza e il miglioramento della assistenza di base alle donne in gravidanza, rimane una percentuale significativa di donne che perdono i loro figli nella seconda metà della gravidanza, senza alcun motivo apparente.